giovedì 23 febbraio 2012

Lezioni di civiltà

L'azienda in cui lavoro è piccola. Molto piccola. Abbiamo un bell'ufficio proprio in centro, un openspace ingombro di tecnologia. Abbiamo una piccola e graziosa sala riunioni con poltrone, piante e un maxischermo per le presentazioni. La cucina è luminosa e dotata di tutti i comfort, non manca mai la frutta fresca, e la macchinetta del caffè è a dir poco ECCEZIONALE.

Produciamo un prodotto di cui andiamo molto fieri, e ci farà diventare famosi. Un application builder per iPad.
Siamo 5 effettivi, un grafico, un commerciale, e tre tecnici, ognuno specializzato in un suo specifico settore, Flex, iOS, .Net. E poi c'è il big boss.

Il mio capo è un tipo strano. Non è Svedese, è mezzo Croato. La cosa lo avvantaggia perchè ha quel piglio mediterraneo tipico che gli da più grinta in certe situazioni.
Un vulcano di idee, forse a volte ne ha anche troppe… A primo avviso potresti considerarlo un parolaio tanto fumo e niente arrosto, invece no. Secondo me ci sa fare. Annusa il mercato immagina, inventa, trova il cliente, sviluppa settori che altri riescono a coprire con idee vecchie.
In una parola INNOVA.

Questo post è dedicato a lui, e a tutta l'Azienda.

Il tempo della Crisi per una azienda così piccola non è facile, non è facile nemmeno per noi che siamo tecnologicamente all'avanguardia e lavoriamo con i dispositivi più sexy del mercato. Ma qui la Crisi non fa paura, non è un mostro. Il mio collega Stefan (socio) l'ha definita "una cosa terribilmente noiosa". Come dargli torto?
La crisi ti obbliga a lavorare su quello che capita, non su quello che ti piace. Secondo me ha ragione lui.

A Ottobre 2011 ho chiesto un periodo part-time, per occuparmi dei pargoli tutte le mattine, il capo mi ha deto "fai pure", in tutta tranquillità. Poi quando c'è stato bisogno di me, mi ha chiesto se potevo rientrare, perchè "ce n'era bisogno".
Ne ho parlato con Giulia che nel frattempo aveva ripreso a lavorare part-time dopo la maternità totale. Le ho spiegato la situazione, e abbiamo concordato il da farsi.
Sono rientrato a Gennaio, c'era una fiera importante ad Amsterdam a fine mese e volevamo presentarci bene e con delle novità, i risultati ci sono stati e ora stiamo lavorando duro per migliorare il sistema e accontentare nuovi clienti.

Ora, ad Aprile arriva un nuovo periodo caldo per la famiglia piccolavichinga, vorremmo passare qualche giorno in italia per festeggiare il primo compleanno di TheAngel, poi dobbiamo traslocare (ci spostiamo di poco, il blog invece resta sempre qua) e poi c'è l'inserimento al nido della cucciola.
Siccome però non vogliamo farla stare al nido 9 ore al giorno (è così piccola!) abbiamo deciso di fare ancora part-time. Questa volta ci divideremo i pomeriggi un po' io e un po' Giulia.

Allora la settimana scorsa arrivo in ufficio e vado dal capo, a chiedergli ferie, permessi e quant'altro.
Potevo immaginarmi come sarebbe andata? Beh si. Anche no.

Gli ho chiesto 3 settimane ad Aprile, la prima di ferie le altre 2 di congedo parentale, e poi 3 pomeriggi liberi tutte le settimane fino a settembre. Cazzo! A momenti sviene!!!
Mi guarda sconvolto.
"Ma come… no… non si puo'… perchè…"
Dopo un qualche secondo di smarrimento, ecco il sapore mediterraneo che emerge, è mezzo incazzato ma si sforza di stare calmo.
"Marco" mi fa "questa richiesta non mi lascia contento, ma io voglio rimanere tuo amico. Tu mi devi capire, non siamo statali noi, per legge non posso negarti il congedo parentale ma le ferie si! Ora, i mesi prima dell'estate sono i più carichi per noi, poi arriva l'estate e si calma tutto, ho bisogno di te quel periodo, non riesci a limitare un po' magari ti prendi più tempo a Giugno e Luglio?"
Lo capivo perfettamente, ne abbiamo parlato, ne ho parlato nuovamente con Giulia e abbiamo raggiunto quello che secondo me è un buon accordo per tutti.

Io ho rinunciato ad un pomeriggio settimanale ad Aprile e Maggio, in cambio ho due settimane e mezza assicurate agli inizi di Aprile e posso prendermi qualche libertà in più a Giugno e Luglio. Ho assicurato la mia presenza in caso di necessità in alcuni momenti strategici.

Siamo tutti contenti.

Ora a fronte di cotali notizie che leggo sui giornali italiani io questa la considero una grande lezione di civiltà.
Sono rimasto male a leggere i giornali oggi… in un colpo solo c'era di tutto….
La RAI (non un'aziendina del cazzo che sfrutta le sue 30 operaie, stiamo parlando della RAI, la Televisione di Stato) mette nel contratto il licenziamento per matenità (l'azienda nega ma poi il direttore generale conferma).

Cioè, visto che la legge non la rispetta nessuno facciamo che non la rispetta nemmeno un ente statale…

Forse per riguadagnare un po' del consenso perduto, sempre la Rai (questa è forte!) accetta di non far pagare il canone ai possessori di smartphone e tablet (io mi chiedo come gli vengono certe idee, ma non possono andare a vendere azalee in piazza per recuperare fondi?).

Ho il ricordo di un evento accaduto circa 10 anni fa: le 4 dipendenti di un imprenditore si misero d'accordo per andare in maternità "a turno" in modo da non paralizzare il lavoro dell'ufficio in cui tutte e 4 lavoravano. Io la considerai una cosa giusta all'epoca, viste le esigue dimensioni dell'azienda per cui lavoravano (erano solo loro 4), ma soprattutto era una decisione che avevano preso autonomamente.
Quando i sindacati seppero la cosa si incazzarono tantissimo, dissero che non era giusto, che non dovevano fare una cosa del genere ecc ecc ecc. Dall'alto del loro potere i sindacati hanno sempre qualcosa da dire su tutto.

Quei sindacati che proprio oggi fanno demagogia, e si scagliano a spada tratta (sui giornali) contro ogni discorso per riformare il mercato del lavoro. Ogni cosa è una battaglia di principi. Questo non si puo' toccare perchè è un nostro diritto da un sacco di tempo. Questo nemmeno è nello statuto dei lavoratori.

Ma, dico io, non vi rendete conto che i tempi sono cambiati e che tutte le regole vanno aggiornate?
No.
Ognuno mira a coltivare il suo orticello e a far vedere che lì comanda lui.
Nel frattempo però le cose non migliorano, la gente "normale" è sempre più lontana da qualsiasi tipo di istituzione, governativa, sindacale, o associativa che sia.

Hanno provato un'altra volta a fare un po' di liberalizzazioni…. eh? Ogni cittadino pare che abbia una categoria di riferimento e pare che ogni categoria abbia un suo organo manageriale, con amministratori, segretari e portavoce. Vorrei tanto sapere cosa producono tutti questi organi... (immobilismo?)
Stanno lì a far valere i propri diritti acquisiti perchè non cambi nulla, perchè a loro va bene così.
Non sarebbe mica il caso di cancellare tutto e mandarli tutti a lavorare?

Ma soprattutto (BESTEMMIONE CENSURATO) stanno tutti ad abbaiarsi addosso tramite giornali... scusate, non si può fare una bella lista dei problemi e DISCUTERNE per RISOLVERLI?

7 commenti:

sara-sky ha detto...

splendido post.

Kata ha detto...

Il bello è che esistono questi momenti in cui capisci che vivere in Svezia ha il suo perché e ti ripaga per le altre cose che invece ti mancano. Le condizioni lavorative sono senza dubbio uno dei punti più forti di questo paese.

TestadiC ha detto...

Hai ragione. Questa è una vera lezione di civiltà e di vita.

Fiammetta ha detto...

Post interessante, soprattutto il racconto delle dipendenti che trovano una soluzione autonoma e dei sindacati che remano contro, mi ha colpito.
L'unica cosa che voglio dire è che se il tuo capo parlando della crisi ha usato l'espressione "tråkig" non voleva dire "noiosa", ma "triste", "spiacevole". Se per esempio racconti che di sei rotto un braccio, ti hanno rubato la macchina ecc. ti rispondono "Vad tråkigt"

TopGun ha detto...

Ognuno ha quello che si merita Marco.
Oggi si parla più di Juve\Milan e della donna Moldava che dichiara che sarebbe sicuramente andata a letto con il comandante della Concordia, piuttosto che di temi evidentemente minori come quelli che hai toccato tu in questo post.

Per cui, chi è causa dei suoi mali...

Marco ha detto...

@Fiammetta: con il vocabolario di svedese che conosco non potrei tenere un discorso nemmeno sui Lego, figurati cose "alte". Ha detto semplicemente "boring".
@TopGun: è vero una delle cose più fastidiose di certi paesi è la scala d'importanza nella testa dei loro cittadini.

Emanuele ha detto...

L'Italia fa pena!..amo il mio paese....ma devo convenire, purtroppo, che è uno dei più penosi in assoluto. Ho 26 anni, una laurea, tanta voglia di lavorare e di imparare e di fare esperienza ma se voglio sopravvivere non mi resta che FUGGIRE!!!..Questa crisi mondiale darà vita alla generazione più multiculturale che la storia abbia mai visto...