"Buonanotte amore..."
"Mamma, stai qui con me?"
"No, adesso è ora di dormire"
"Mamma, ma io voglio stare con te"
"Ti lascio un bacetto sul cuscino, così sta con te"
"Va bene"
"Smack!... eccolo qua...lo metto sul cuscino. Buonanotte!"
"Mamma?"
"Eh?"
"Lo attacchi con la colla, così non scappa via?"
giovedì 5 gennaio 2012
mercoledì 21 dicembre 2011
Il Natale quando arriva... arriva!
È Natale, un'altra volta.
Quest'anno ahimè lo passiamo in Svezia, lontano dai nostri cari. Cercheremo di consolarci con un super pranzo insieme a tutti gli italiani della città (5-6 famiglie ormai). Menù e vino italiani ovviamente.
Beh, visto che la frenesia da shopping natalizio non ce l'abbiamo, e non abbiamo nemmeno preoccupazioni per nuove tasse e manovre economiche per salvataggi rocamboleschi, cerchiamo di goderci le feste!
Cosa si fa dunque? L'albero, gli addobbi in casa, i regalini, i regaloni, e poi tocca mandare gli auguri!
Ma mica vuoi mandare gli auguri con i bigliettini normali. E poi a quelli che non conosci? Che gli fai? Una scansione del biglietto per email? Tipo quelli che conosci solo il nickname che usano sul nostro blog...
Allora si fa così:
Si prendono 2 bambini (se ne hai di più prendili tutti, sarà solo un po' più complicato).
Li si veste con i colori tradizionali delle auto da corsa italiane.
Agguanti quello che si sta rotolando sullo zerbino dell'ingresso e gli chiedi (gentilmente, è Natale...) di restare pulito per almeno 5 minuti.
Senza fargli capire cosa state facendo li si mette in un angoletto davanti alla macchina fotografica e ad un paio di flash remoti (con diffusore eh).
È Natale, cercate di non obbligarli, all'inizio...
Scattate.
Se la situazione precipita sguinzagliate la mamma e la nonna di questi furfanti, dovranno andarli a riacciuffare mentre voi riprogrammate macchina fotografica e flash (Rocket è riuscito a piratarli).
Rimettete i pupi in posizione e scattate.
Colpo d'occhio e dito veloce.
La mia personale esperienza conferma che o la foto viene nelle prime 4-5 oppure "ciccia".
Dopo che avete fatto 1000 scatti (vi conosco, non vi arrenderete facilmente, forse ne avete scattate 2000) scegliete la foto venuta meglio.
Qual è la migliore? Semplice: scartate quelle mosse, quelle con i bimbi a testa in giù, oppure quelle in cui uno dei due sta mangiando i calzini dell'altro, le espressioni da scimmia urlatrice... ne resteranno poche decenti.
Ecco, ora basta metterci una scritta sopra...

Buone feste a tutti dai Piccoli Vichinghi!!!
Quest'anno ahimè lo passiamo in Svezia, lontano dai nostri cari. Cercheremo di consolarci con un super pranzo insieme a tutti gli italiani della città (5-6 famiglie ormai). Menù e vino italiani ovviamente.
Beh, visto che la frenesia da shopping natalizio non ce l'abbiamo, e non abbiamo nemmeno preoccupazioni per nuove tasse e manovre economiche per salvataggi rocamboleschi, cerchiamo di goderci le feste!
Cosa si fa dunque? L'albero, gli addobbi in casa, i regalini, i regaloni, e poi tocca mandare gli auguri!
Ma mica vuoi mandare gli auguri con i bigliettini normali. E poi a quelli che non conosci? Che gli fai? Una scansione del biglietto per email? Tipo quelli che conosci solo il nickname che usano sul nostro blog...
Allora si fa così:
Si prendono 2 bambini (se ne hai di più prendili tutti, sarà solo un po' più complicato).
Li si veste con i colori tradizionali delle auto da corsa italiane.
Agguanti quello che si sta rotolando sullo zerbino dell'ingresso e gli chiedi (gentilmente, è Natale...) di restare pulito per almeno 5 minuti.
Senza fargli capire cosa state facendo li si mette in un angoletto davanti alla macchina fotografica e ad un paio di flash remoti (con diffusore eh).
È Natale, cercate di non obbligarli, all'inizio...
Scattate.
Se la situazione precipita sguinzagliate la mamma e la nonna di questi furfanti, dovranno andarli a riacciuffare mentre voi riprogrammate macchina fotografica e flash (Rocket è riuscito a piratarli).
Rimettete i pupi in posizione e scattate.
Colpo d'occhio e dito veloce.
La mia personale esperienza conferma che o la foto viene nelle prime 4-5 oppure "ciccia".
Dopo che avete fatto 1000 scatti (vi conosco, non vi arrenderete facilmente, forse ne avete scattate 2000) scegliete la foto venuta meglio.
Qual è la migliore? Semplice: scartate quelle mosse, quelle con i bimbi a testa in giù, oppure quelle in cui uno dei due sta mangiando i calzini dell'altro, le espressioni da scimmia urlatrice... ne resteranno poche decenti.
Ecco, ora basta metterci una scritta sopra...

Buone feste a tutti dai Piccoli Vichinghi!!!
lunedì 19 dicembre 2011
Di cibo e celebrazioni.
Settimana intensa. Intanto, martedì era Santa Lucia, festa della luce in mezzo all'oscurità nordica, molto sentita da queste parti. All'asilo di Riccardo hanno celebrato invitando tutti i genitori ad assistere ad un piccolo spettacolo in cui i bambini cantavano alcune canzoni tradizionali. I piccoli erano vestiti con gli abiti tipici della ricorrenza, chi in bianco (le bimbe piccole Lucie con coroncine di candele elettriche, i bimbi con cappelli conici e una stella in mano, un costume detto stjärngosse o ragazzo-stella), chi in rosso come tomte, folletto di Natale , chi in marrone da pepparkaka, biscotto di pan di zenzero. Coretto simpatico anche se un po' incerto nel ricordare i testi - che in certi punti si reggevano solo sulla bravura delle due Lucie cinquenni, l'una una bionda Vichinga, l'altra un'esotica Mora (probabilmente più rispondente alla santa originale, che era siciliana, anche se gli autoctoni mai l'ammetterebbero). Il piccolo guerriero è riuscito eroicamente a stare fermo per tutta la durata del concerto.
Tra le canzoni non poteva mancare la classica ed italianissima Santa Lucia, ma la preferita di Richi è quella che dice:
Monta sul capro, tieniti al mio cappotto
che ce ne andiamo al galoppo
dal Re dei pan di zenzero
ma devi promettere
di non mangiarti il Re!
A parte la presenza della santa, non ci sono stati altri riferimenti religiosi, né tra le canzoni, né nella celebrazione. (Per chi fosse interessato alla ricorrenza in sé, consiglio qui un link, tanto per cambiare, al blog di Morgaine Le Fée, mia principale fonte d'informazioni sulle tradizioni svedesi)
Giovedì sera c'è stata la julfest con il personale della clinica. Ringrazio tutti coloro che hanno risposto al post precedente suggerendomi ricette da preparare. Con un po' di calma verranno tutte provate. Alla fine ho fatto le lasagne con carne, salsa di pomodoro e ricotta com suggerito da Gattosolitario e Sara sky. Sono piaciute a tutti, hanno effettivamente spiazzato la mia capa, nonostante sia stata in Italia più volte, e qualcuno mi ha già chiesto la ricetta. E adesso mi tocca scriverla in svedese col dizionario.
Un grazie speciale a Ricardo che ha cercato di porre rimedio alla mia colpevole ignoranza in tema d'agnolotti, mandandomi addirittura un tutorial!
Oltre a preparare lasagne e lenticchie a casa, la sera prima della festa mi sono trovata a cucinare altri piatti insieme alla capa e ad una collega (il gruppo-preparativi era stato decimato dal raffreddore). Dovevamo preparare il salmone alle erbe ed alcune salse e contorni. Un'altra collega avrebbe portato degli arrosti freddi per completare il buffet. La capa voleva fare anche la parmigiana di melanzane e ovviamente l'italiana di turno si è vista assegnare proprio questa. Ma, udite udite, vista la presenza di vegani e intolleranti al lattosio, la parmigiana si doveva fare... senza mozzarella!
Le mie proteste sono state vane. Due sacchetti di melanzane attendevano impazienti. Pertanto, pur consapevole del rischio di essere perpetuamente radiata dall'Albo degli italiani, mi è toccato perpetrare quest'affronto. Unica consolazione, non si sono spinti a chiamarla Parmigiana (forse per difficoltà di pronuncia?) e l'hanno onestamente presentata come gratin di melanzane.
(Che poi, era pure buona. La salsa di pomodoro l'aveva fatta la capa e, capperi, sa davvero cucinare. Meglio di me, ma lì non ci vuol molto)
Prodezze culinarie a parte, la serata è stata abbastanza divertente. La capa aveva tirato fuori dalla cantina un po' di vini italiani (la sera dei preparativi, mentre mi congedavo, mi ha chiesto sorniona qual è il mio vino preferito... e indovinate cosa c'era la sera dopo sul tavolo?). Non so se sia stata l'aria mediterranea del menù e dei vini o il fatto che il gruppo è di per sé già affiatato o la soggezione di trovarsi a casa della primaria, ma contrariamente agli stereotipi sugli svedesi, nessuno ha bevuto troppo e la conversazione è stata piacevole. O meglio, lo sarebbe stato se i miei neuroni non fossero stati precedentemente triturati da una serie di notti estenuanti. Ho sempre fatto fatica a seguire il parlato, quando l'interlocutore non parla direttamente con me, ma ultimamente non riesco a seguire nemmeno le conversazioni più semplici in pausa-fika. Fortuna che in questo periodo non faccio pronto soccorso.
Gli svedesi devono sempre programmare tutto e anche qui non si smentiscono. Un mezz'ora è stata dedicata ad un gioco di società che consisteva nell'indovinare dei proverbi a partire da disegni, con grande ilarità di tutti, tranne che delle due straniere che non ci capivano un emerito. Era anche una scusa per scambiarci dei regali (avevamo tutti portato piccoli pacchetti che venivano dati a chi indovinava).
I proverbi svedesi non hanno niente a che fare con quelli italiani, anzi a me non sembrano neppure veri proverbi. Alla fine mi hanno dato un'imbeccata per indovinare questo detto, che resterà per sempre scolpito nella mia memoria:
Tutto ha una fine, tranne la salsiccia, che ne ha due
E con questa perla di saggezza popolare vi auguro la buonanotte.
Tra le canzoni non poteva mancare la classica ed italianissima Santa Lucia, ma la preferita di Richi è quella che dice:
Monta sul capro, tieniti al mio cappotto
che ce ne andiamo al galoppo
dal Re dei pan di zenzero
ma devi promettere
di non mangiarti il Re!
A parte la presenza della santa, non ci sono stati altri riferimenti religiosi, né tra le canzoni, né nella celebrazione. (Per chi fosse interessato alla ricorrenza in sé, consiglio qui un link, tanto per cambiare, al blog di Morgaine Le Fée, mia principale fonte d'informazioni sulle tradizioni svedesi)
Giovedì sera c'è stata la julfest con il personale della clinica. Ringrazio tutti coloro che hanno risposto al post precedente suggerendomi ricette da preparare. Con un po' di calma verranno tutte provate. Alla fine ho fatto le lasagne con carne, salsa di pomodoro e ricotta com suggerito da Gattosolitario e Sara sky. Sono piaciute a tutti, hanno effettivamente spiazzato la mia capa, nonostante sia stata in Italia più volte, e qualcuno mi ha già chiesto la ricetta. E adesso mi tocca scriverla in svedese col dizionario.
Un grazie speciale a Ricardo che ha cercato di porre rimedio alla mia colpevole ignoranza in tema d'agnolotti, mandandomi addirittura un tutorial!
Oltre a preparare lasagne e lenticchie a casa, la sera prima della festa mi sono trovata a cucinare altri piatti insieme alla capa e ad una collega (il gruppo-preparativi era stato decimato dal raffreddore). Dovevamo preparare il salmone alle erbe ed alcune salse e contorni. Un'altra collega avrebbe portato degli arrosti freddi per completare il buffet. La capa voleva fare anche la parmigiana di melanzane e ovviamente l'italiana di turno si è vista assegnare proprio questa. Ma, udite udite, vista la presenza di vegani e intolleranti al lattosio, la parmigiana si doveva fare... senza mozzarella!
Le mie proteste sono state vane. Due sacchetti di melanzane attendevano impazienti. Pertanto, pur consapevole del rischio di essere perpetuamente radiata dall'Albo degli italiani, mi è toccato perpetrare quest'affronto. Unica consolazione, non si sono spinti a chiamarla Parmigiana (forse per difficoltà di pronuncia?) e l'hanno onestamente presentata come gratin di melanzane.
(Che poi, era pure buona. La salsa di pomodoro l'aveva fatta la capa e, capperi, sa davvero cucinare. Meglio di me, ma lì non ci vuol molto)
Prodezze culinarie a parte, la serata è stata abbastanza divertente. La capa aveva tirato fuori dalla cantina un po' di vini italiani (la sera dei preparativi, mentre mi congedavo, mi ha chiesto sorniona qual è il mio vino preferito... e indovinate cosa c'era la sera dopo sul tavolo?). Non so se sia stata l'aria mediterranea del menù e dei vini o il fatto che il gruppo è di per sé già affiatato o la soggezione di trovarsi a casa della primaria, ma contrariamente agli stereotipi sugli svedesi, nessuno ha bevuto troppo e la conversazione è stata piacevole. O meglio, lo sarebbe stato se i miei neuroni non fossero stati precedentemente triturati da una serie di notti estenuanti. Ho sempre fatto fatica a seguire il parlato, quando l'interlocutore non parla direttamente con me, ma ultimamente non riesco a seguire nemmeno le conversazioni più semplici in pausa-fika. Fortuna che in questo periodo non faccio pronto soccorso.
Gli svedesi devono sempre programmare tutto e anche qui non si smentiscono. Un mezz'ora è stata dedicata ad un gioco di società che consisteva nell'indovinare dei proverbi a partire da disegni, con grande ilarità di tutti, tranne che delle due straniere che non ci capivano un emerito. Era anche una scusa per scambiarci dei regali (avevamo tutti portato piccoli pacchetti che venivano dati a chi indovinava).
I proverbi svedesi non hanno niente a che fare con quelli italiani, anzi a me non sembrano neppure veri proverbi. Alla fine mi hanno dato un'imbeccata per indovinare questo detto, che resterà per sempre scolpito nella mia memoria:
Tutto ha una fine, tranne la salsiccia, che ne ha due
E con questa perla di saggezza popolare vi auguro la buonanotte.
venerdì 9 dicembre 2011
Julfest: cucinare per gli svedesi
Nel reparto dove lavoro si sta organizzando la tradizionale festa di Natale con tutto il personale. Questo appuntamento, da quanto capisco, c'è in tutti i luoghi di lavoro, ma le modalità possono cambiare. Dove lavoravo prima, due settimane prima di Natale si ordinava un catering con il tradizionale julbord, un buffet di pietanze tradizionali per pranzare insieme (vedere qui la descrizione di Morgaine le Fée). L'azienda di Marco, agevolata dal piccolo numero di impiegati, opta per una cena al ristorante con "eventuale" successiva visita al pub (sbronza pagata dalla ditta e la mattina dopo si dorme). Nel mio reparto attuale, la primaria ha deciso di organizzare la festa a casa propria. Il fatto che siamo 24 persone mi dice che non si tratta di un miniappartamento.
Io mi sono segnata nel gruppo che aiuterà a preparare tutto - che è risultato sorprendentemente piccolo. Quindi oggi durante la pausa-fika si è tenuta la prima riunione per decidere il menù.
La nostra clinica è un'eccezione nel panorama dell'ospedale per il fatto che è al 95% svedese. Tra medici e paramedici si contano solo due immigrati: io e una ragazza curda (che però vive qui da quando aveva 15 anni). Al momento abbiamo anche un collega iracheno "in prestito" da un altro reparto. Data la svedesità di partenza mi aspettavo un autarchico julbord con i piatti della tradizione nordica (e speravo di sfruttare l'occasione per imparare qualcosa sulla cucina locale, che è meno semplice di quanto si potrebbe pensare). Ma non avevo fatto i conti con i gusti raffinati e la predisposizione esterofila della nostra capa, che adora gli oggetti di design, conosce l'arte italiana meglio di me e sta perfino facendo un corso da sommelier.
E infatti ci siamo appena seduti che le nostre brave tazzone di caffè e le candele accese, che esordisce: "ma visto che tutti mangiamo lo julbord in famiglia, non si potrebbe fare qualcosa di diverso?". E quindi i colleghi hanno iniziato a sbizzarrirsi, chi con l'arrosto del babbo, chi con l'insalata della zia (ovviamente ricette collaudate, qui non si improvvisa).
C'è poi da tenere conto di tutto ciò che i colleghi mangiano e no. Perfino in un campione così poco variegato riusciamo ad avere: una vegana-o-quasi, una che non mangia maiale, uno che non mangia carne eccetto il pollo (in Svezia la macellazione halal è vietata), uno che non mangia pesce, più allergie ed intolleranze varie.
Siamo usciti quindi con un menù di massima, che accontenti un po' tutti e nel quale mi sono presa l'onorevole ed originalissimo compito di preparare le lasagne al ragù ed un biblico piatto di lenticchie.
Sono alquanto soddisfatta di essere riuscita a spiazzare gli svedesi proponendo le lenticchie, che da queste parti sembrano sconosciute - ma solo perché siamo in provincia dove non è ancora dilagata la moda vegana. Invece l'aver proposto le lasagne mi colloca ahimè nel limbo del conformismo svedese, essendo questo uno dei più classici dei classici del pranzo svedese esotico. E non le preparano neanche male.
Quindi urge un'idea nuova, sufficientemente esotica da scuotere le certezze alimentari del Regno ma non avversa al palato svedese, preparabile in anticipo e senza uso eccessivo di primizie non in stagione... diciamo che non siano in stagione dall'altra parte del mondo (chi ha visto un reparto frutta e verdura svedese a dicembre mi capirà).
Suggerimenti?
Io mi sono segnata nel gruppo che aiuterà a preparare tutto - che è risultato sorprendentemente piccolo. Quindi oggi durante la pausa-fika si è tenuta la prima riunione per decidere il menù.
La nostra clinica è un'eccezione nel panorama dell'ospedale per il fatto che è al 95% svedese. Tra medici e paramedici si contano solo due immigrati: io e una ragazza curda (che però vive qui da quando aveva 15 anni). Al momento abbiamo anche un collega iracheno "in prestito" da un altro reparto. Data la svedesità di partenza mi aspettavo un autarchico julbord con i piatti della tradizione nordica (e speravo di sfruttare l'occasione per imparare qualcosa sulla cucina locale, che è meno semplice di quanto si potrebbe pensare). Ma non avevo fatto i conti con i gusti raffinati e la predisposizione esterofila della nostra capa, che adora gli oggetti di design, conosce l'arte italiana meglio di me e sta perfino facendo un corso da sommelier.
E infatti ci siamo appena seduti che le nostre brave tazzone di caffè e le candele accese, che esordisce: "ma visto che tutti mangiamo lo julbord in famiglia, non si potrebbe fare qualcosa di diverso?". E quindi i colleghi hanno iniziato a sbizzarrirsi, chi con l'arrosto del babbo, chi con l'insalata della zia (ovviamente ricette collaudate, qui non si improvvisa).
C'è poi da tenere conto di tutto ciò che i colleghi mangiano e no. Perfino in un campione così poco variegato riusciamo ad avere: una vegana-o-quasi, una che non mangia maiale, uno che non mangia carne eccetto il pollo (in Svezia la macellazione halal è vietata), uno che non mangia pesce, più allergie ed intolleranze varie.
Siamo usciti quindi con un menù di massima, che accontenti un po' tutti e nel quale mi sono presa l'onorevole ed originalissimo compito di preparare le lasagne al ragù ed un biblico piatto di lenticchie.
Sono alquanto soddisfatta di essere riuscita a spiazzare gli svedesi proponendo le lenticchie, che da queste parti sembrano sconosciute - ma solo perché siamo in provincia dove non è ancora dilagata la moda vegana. Invece l'aver proposto le lasagne mi colloca ahimè nel limbo del conformismo svedese, essendo questo uno dei più classici dei classici del pranzo svedese esotico. E non le preparano neanche male.
Quindi urge un'idea nuova, sufficientemente esotica da scuotere le certezze alimentari del Regno ma non avversa al palato svedese, preparabile in anticipo e senza uso eccessivo di primizie non in stagione... diciamo che non siano in stagione dall'altra parte del mondo (chi ha visto un reparto frutta e verdura svedese a dicembre mi capirà).
Suggerimenti?
mercoledì 7 dicembre 2011
Visti dalla Svezia
"Cosa stai leggendo?"
"Un articolo che Kata ha postato su Facebook."
"E di che parla?"
"Della giustizia italiana. L'ha scritto un giornalista svedese."
"Ah vabbe'... e che cosa dice?"
"Guarda, cose incredibili."
"Dài, raccontami..."
"Non vorrai mica che lo traduca tutto?!"
E grazie alla gentile collaborazione di Kata... eccolo qua.
"Un articolo che Kata ha postato su Facebook."
"E di che parla?"
"Della giustizia italiana. L'ha scritto un giornalista svedese."
"Ah vabbe'... e che cosa dice?"
"Guarda, cose incredibili."
"Dài, raccontami..."
"Non vorrai mica che lo traduca tutto?!"
E grazie alla gentile collaborazione di Kata... eccolo qua.
martedì 6 dicembre 2011
La prima neve
Non so se si è capito, ma ultimamente avevo proprio bisogno di ridere. Il meteo qui mi butta giù il morale peggio dei giornali italiani.
Novembre è passato e ci saranno state si e no 3 giornate di sole.
Ora ho capito perchè gli svedesi lo considerano il mese peggiore dell'anno. Questa è il clima tipico del periodo, non quello che avevamo visto gli anni scorsi. Da quando siamo arrivati aveva fatto eccessivamente freddo, eccessivamente secco, eccessivamente neve. Tutte cose che ci avevano aiutato a sopportare.
Quest'anno basta.
Quest'anno si fa sul serio.
Quest'anno la Svezia ci presenta il suo vero clima invernale: un clima di merda.
Quest'anno pioviggina, tira vento, cielo grigio topo, umidità al 78% freddissima che ti entra dentro e non ti molla più. Una vera cagata insomma. Da quando sono qui non avevo mai usato la sciarpa, nemmeno a -26, ora se sono senza schiatto. Magari la temperatura non va nemmeno sotto zero, ma non è più sopportabile come prima.
E come se non bastasse mi sento vecchio. Tornano fuori tutte i ricordini delle battaglie passate. Una cicatrice sulla coscia che mi fa male se l'umidità va oltre il 50%. Un'incalcata alla spalla, una contrattura di qua, una di là...
L'altro ieri (sabato eh, mica un giorno di lavoro) a mezzogiorno pranzavamo in cucina con tutte le luci accese (la finestra della cucina è E N O R M E), a guardare fuori il cielo pareva pomeriggio inoltrato (cioè di solito è buio alle 3.30...).
Davvero deprimente.
Questa mattina (lunedì) c'era il sole, siamo anche andati al parco per un po'. Brrrrr!!!!! Ho invidiato TheAngel che dormiva nel suo bel sacconanna super imbottito, e Rocket con la sua tutona integrale. Mi sono dovuto mettere perfino i guanti!
Al rientro in casa ho tirato un sospiro di sollievo, mi sono ricomposto un po' e dopo pranzo sono andato al lavoro.
Questa sera uscendo dall'ufficio ho tirato un paio di porchi... piovigginava, no gocciolava... boh... la strada era bagnata, tirav vento era umido, immagina tutto il peggio che ci può essere insomma.
Poi, cammina cammina... ad un certo punto chi ti incontro? Il lupo... ehm no... un pezzo di marciapiede infarinato. Ci sarà stato mezzo centimetro di neve.
Voi mi direte, ti accontenti con poco. Chi mi conosce sa che non è così, anzi... ma almeno era qualcosa!
Freddo era freddo uguale, ventoso e umido pure, nero buiissimo... che vuoi... almeno sorrido per la neve.
Per la cronaca sto gia pensando a qualche posto al caldo dove andare la prossima estate.
Novembre è passato e ci saranno state si e no 3 giornate di sole.
Ora ho capito perchè gli svedesi lo considerano il mese peggiore dell'anno. Questa è il clima tipico del periodo, non quello che avevamo visto gli anni scorsi. Da quando siamo arrivati aveva fatto eccessivamente freddo, eccessivamente secco, eccessivamente neve. Tutte cose che ci avevano aiutato a sopportare.
Quest'anno basta.
Quest'anno si fa sul serio.
Quest'anno la Svezia ci presenta il suo vero clima invernale: un clima di merda.
Quest'anno pioviggina, tira vento, cielo grigio topo, umidità al 78% freddissima che ti entra dentro e non ti molla più. Una vera cagata insomma. Da quando sono qui non avevo mai usato la sciarpa, nemmeno a -26, ora se sono senza schiatto. Magari la temperatura non va nemmeno sotto zero, ma non è più sopportabile come prima.
E come se non bastasse mi sento vecchio. Tornano fuori tutte i ricordini delle battaglie passate. Una cicatrice sulla coscia che mi fa male se l'umidità va oltre il 50%. Un'incalcata alla spalla, una contrattura di qua, una di là...
L'altro ieri (sabato eh, mica un giorno di lavoro) a mezzogiorno pranzavamo in cucina con tutte le luci accese (la finestra della cucina è E N O R M E), a guardare fuori il cielo pareva pomeriggio inoltrato (cioè di solito è buio alle 3.30...).
Davvero deprimente.
Questa mattina (lunedì) c'era il sole, siamo anche andati al parco per un po'. Brrrrr!!!!! Ho invidiato TheAngel che dormiva nel suo bel sacconanna super imbottito, e Rocket con la sua tutona integrale. Mi sono dovuto mettere perfino i guanti!
Al rientro in casa ho tirato un sospiro di sollievo, mi sono ricomposto un po' e dopo pranzo sono andato al lavoro.
Questa sera uscendo dall'ufficio ho tirato un paio di porchi... piovigginava, no gocciolava... boh... la strada era bagnata, tirav vento era umido, immagina tutto il peggio che ci può essere insomma.
Poi, cammina cammina... ad un certo punto chi ti incontro? Il lupo... ehm no... un pezzo di marciapiede infarinato. Ci sarà stato mezzo centimetro di neve.
Voi mi direte, ti accontenti con poco. Chi mi conosce sa che non è così, anzi... ma almeno era qualcosa!
Freddo era freddo uguale, ventoso e umido pure, nero buiissimo... che vuoi... almeno sorrido per la neve.
Per la cronaca sto gia pensando a qualche posto al caldo dove andare la prossima estate.
lunedì 28 novembre 2011
Bebè? Cose da uomini...
Dopo circa due mesi in part-time, posso dire di aver ripassato un po' tutta la teoria e la pratica del bebè.
Il gretto materialismo maschilista, di cui la nostra (ehm... vostra) società è intrisa, detta gli usi, i costumi e detta anche la cultura. "Allevare marmocchi è cosa da donne" non te lo dice solo la tv (mai visto una pubblicità di pannolini con il papà eh...) o i giocattoli di quando sei un bambino (un maschietto non giocherebbe mai con la culla delle bambole perchè è ROSA).
E anche i libri che trovate in libreria parlano sì di come cavarsela con un infante, ma sono fatti per essere capiti dalle DONNE (che come è noto hanno un cervello differente). Una donna capisce le cose al volo, capisce anche quello che non c'è scritto, e poi ti dice "ma è ovvio che intendeva così!" indicandoti la pagina bastarda.
Ma vorrei vederla con in mano "Manutenzione ed elaborazione del 4 tempi" oppure "Trasmissione dati nelle auto da competizione"... tutto cambia, questi sono libri per noi!!! Sono scritti diversi, forse siamo diversamente intelligenti. Senza forse anche.
Serve un manuale tecnico sufficientemente dettagliato per un UOMO (maschio). Dunque eccomi (io, supereroe, paladino dei miei simili) ad illustra`re come sopravvivere alla Creatura senza farle fare la fine di una pianta grassa in ufficio.
Il pannolino
Dai, è una cagata (!), passiamo oltre.
La notte
Siccome siete part-time, anche vostra moglie ha il diritto di dormire, nota bene che ho detto ANCHE.
Se la pupa/il pupo rompe le palle per l'undicesima volta e voi vi siete gia alzati 10 volte, e sono circa le 4 di mattina, tirate un bel calcio a vostra moglie e poi fate finta di dormire quando lei (finalmente) si sveglia.
La mattina
La Creatura appena sveglia avrà sicuramente l'appetito di un piranha. I problemi arrivano se avete un'altra creatura leggermente più grande con lo stesso problema (fame rabbiosa). La procedura consigliata dal vostro supereroe di fiducia è la seguente:
1- indossate guanti di cuoio (tipo da falconiere), vi aiuterà a proteggervi da morsi e graffi;
2- prendere la creatura più piccola (la meno veloce/mobile) e incastrarla in un seggiolone;
3- preparare la colazione per la creatura più grande e pericolosa che vi stava guardando male;
4- ora che solo una delle due bestie feroci sta urlando preparatele un biberon.
La pappa
Momento cruciale della giornata, la cosa più importante per portare a terminequesto lavoro la missione è scegliere gli attrezzi giusti. In particolare vi serve:
a- bavaglina avvolgente, tipo scudo termico di Goldrake.
b- un cucchiaino speciale (dopo ne parliamo).
c- una ciotola con avanzati sistemi di difesa (deflettori antilaser) e dispositivo antiribaltamento.
d- un intero rotolo di carta assorbente (scottex).
e- una idropulitrice per "sistemare" il campo di battaglia DOPO.
Per la ciotola... mia moglie non lo sa, ma io mi trovo benissimo con quella a tronco di cono che usava il mio cane Rocco, impossibile da rovesciare!
La dolce puffetta ha fame, ed è magari anche un po' intraprendente, tipo che usa le manine per prenderti il cucchiaino o la tazzona con la pappa. Sui libri "da donne" c'è scritto di dare un cucchiaino anche all'infante, in modo che ci giochi e si distragga da altre cose.
NEJ!!! NEJJJ!! SBAGLIATEN!!!
La bastarda lo userà come una spada per parare il TUO cucchiaino pieno di pappa in arrivo. Poi proverà ad infilarlo dentro la tazza della pappa sporcando tutto e tutti.
Quello che dovete fare è semplice. mettete la Creatura Innocente nel caregotto (seggiolone), avendo cura di farla sedere obliqua, non verticale. Obliqua verso la vostra destra se usatela spada il cucchiaino con la destra, verso sinistra se siete mancini. Mettendola in questa posizione dovrete incastrarle il braccio contro il supporto laterale del seggiolone, in questo modo non potrà usarlo (per difendersi).
Una volta che il cucciolo è così bloccato non abbassate la guardia, ricordate che ha ancora un braccio libero e una bocca che non vorrà aprire.
Mettete il bavagliolo avvolgente addossoall'avversario al pupo.
Prendete un cucchiaino di pappa dalla ciotola, pulite la parte inferiore (quella convessa) sul bordo per evitare di sgoccioolare (si questo, lo ammetto, è un trucco che ho imparato da mia moglie, ma è l'unico). Guardate il pupo/a con dolcezza e con la vostra mano libera prendete la SUA manina bastarda che cerca di prendere il cucchiaino (questo non l'avete letto da nessuna parte eh? PERCHE' SONO LIBRI SBAGLIATI). Il pupo/a ne sa più di voi, e cercherà di attaccare con un colo di testa (zuzuki) andando a finire con il naso nel cucchiaino e costringendovi a ricaricare l'arma. Uno a zero, palla al centro.
Non perdete la concentrazione. Una volta ricaricato pensate di maneggiare uno strumento strano, a metà strada tra una cazzuola da muratore e un piede di porco da scassinatore. Usate la parte inferiore della punta del cucchiaino per aprirvi un varco tra quelle labbra serrate che solo una mezz'ora prima vi sorridevano. Una volta che siete riusciti ad entrare, appoggiate la parte concava del cucchiaino alla parte interna della gengiva superiore e tirate fuori l'arnese. E' un po' come quando devi mettere la malta sul bordo del forato di spigolo, mentre tiri su un tramezzo.
Ora il cucchiaino da usare deve essere ADATTO.
È inutile che mi venite a dire "la procedura non funziona" se non usate gli strumenti giusti. Ecco qui per voi i requisiti tecnici:
a- Deve avere la giusta robustezza, o non riuscirete ad usarlo come un piede di porco.
b- Deve avere la giusta concavità per contenere (e difendere) una discreta quantità di pappa (durante l'inserimento il piccolo bastardo cercherà di usare il labbro superiore come uno spazzaneve per rovesciare la pappa dal cucchiaino).
c- E' consigliata una impugnatura con sigrinatura antiscivolo.
d- Il modello tedesco ha anche un abbassalingua estensibile a comando elettroidraulico e una piccola dentatura ricurva sulla punta.
e- Il modello inglese ha un mini serbatoio di pappa nel manico, tu infili il cucchiaino vuoto nella bocca della bestia e poi lo riempi.
L'operazione procede a rilento, ad ogni colpo, riuscite ad infilare nella bocca del pupo/a solo un mezzo cucchiaino di pappa o anche meno. Inoltre l'infame provvederà a sputacchiare la pappa fuori con la scusa che non sa deglutire ma con gli occhi da diavolo sotto l'aureola da angelo. A questo punto, il vostro cucchiaino è una spatola da stuccatore professionista, raccoglieto e ricacciate quella melma dal buco da cui è uscita.
Rifinite il lavoro con il frattazzo (altro strumento da muratore che si usa per stendere l;intonaco e altro ovviamente sconosciuto all donne), allisciando sopra le labbra, per sigillare (e convincere).
Se pensate che la cosa sia frustrante perchè non vedete avanzare il lavoro (la ciotola sembra sempre piena di malta) sappiate che anche il vostronemico adorato bimbo si sente frustrato perchè non sa quando finirà la tortura. Ad un certo punto urlerà: AAAARRRRRGGGGGHHHHH!!!!
Questo è il vostro momento. La soddisfazione che otterrete vi ripagherà di tutti gli sforzi!
Con gesto rapido e preciso caricate una sbadilata di pappa (con il colmo) e cacciatela dentro quella bocca urlante spalancata. Se non vuole soffocare, la creatura dovrà deglutire prima di poter urlare di nuovo. E voi di nuovo le caccerete mezza ciotola di pappa dentro. In questo modo il vostro dolce pargoletto imparerà anche a non urlare a sproposito.
Se non avete un'idropulitrice industriale a portata di mano, usate un idrante antincendio per pulire pupo, seggiolone e cucina dopo l'ultimo cucchiaino.
Disclaimer: questa non è una forzatura nei confronti del pupo che non vuole mangiare. Il pupo/a vuole mangiare, solo che non è capace di sincronizzae l'apertura della bocca e la chiusura.
Uso di computer, Ipad e affini
Dato che non è necessario conoscere come funziona una ALU (Aritmetic Logic Unit) per usare un computer, i vostri figli sono in grado di usarli. E forse anche meglio di voi stessi.
Se li tenete in braccio mentre state scrivendo una mail, o un pezzo di codice importante, o un post sul vostro blofgn, loro metteranno le loro porche schifose manine bellissime dove le state mettendo voi. Sulla tasfgstiera, aggiungendo catteri a loro fantasia, o ancora peggio attivando comandi rapidi (shortcut) di cui non sapete nulla, nè come attivarli nè tantomeno come disattivarli o annullarli.
Toccheranno il touchpad (quello del mac è multitouch, quindi se lo sto toccando io e lo tocca anche questa disgraziata succede un casino).
La Apple ha fatto il Magic Mouse, che non è un mouse, non ha la palla, non ha l rotellina, ma siccome lo tocchi tu loro si incuriosiscono. Lo prendono, lo struccano, lo mordono, lo ciucciano, poi lo buttano per terra... tanto non c'è nemmeno il filo che lo tiene.
Iphone: TheAngel ha iniziato ad andare sullo schermo con l'indice per toccare le icone a 6 mesi, non parliamo di Rocket.
Se siete nel mezzo di una conversazione Facetime o Skype con un tablet vedrete quel ditino sempre andare verso il pulsante rosso che termina la chiamata (ma dico io, perchè lo hanno fato rosso? Ma tu ci andresti in guerra con un beretto rosso? È ovvio che ti beccano no?).
Evitate dunque se possibile ogni contatti tra gli infanti e i vostri magici dispositivi, anche perchè ne perderete la proprietà (Rocket prendendo l'Ipad della nonna "è mio!").
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Il gretto materialismo maschilista, di cui la nostra (ehm... vostra) società è intrisa, detta gli usi, i costumi e detta anche la cultura. "Allevare marmocchi è cosa da donne" non te lo dice solo la tv (mai visto una pubblicità di pannolini con il papà eh...) o i giocattoli di quando sei un bambino (un maschietto non giocherebbe mai con la culla delle bambole perchè è ROSA).
E anche i libri che trovate in libreria parlano sì di come cavarsela con un infante, ma sono fatti per essere capiti dalle DONNE (che come è noto hanno un cervello differente). Una donna capisce le cose al volo, capisce anche quello che non c'è scritto, e poi ti dice "ma è ovvio che intendeva così!" indicandoti la pagina bastarda.
Ma vorrei vederla con in mano "Manutenzione ed elaborazione del 4 tempi" oppure "Trasmissione dati nelle auto da competizione"... tutto cambia, questi sono libri per noi!!! Sono scritti diversi, forse siamo diversamente intelligenti. Senza forse anche.
Serve un manuale tecnico sufficientemente dettagliato per un UOMO (maschio). Dunque eccomi (io, supereroe, paladino dei miei simili) ad illustra`re come sopravvivere alla Creatura senza farle fare la fine di una pianta grassa in ufficio.
Il pannolino
Dai, è una cagata (!), passiamo oltre.
La notte
Siccome siete part-time, anche vostra moglie ha il diritto di dormire, nota bene che ho detto ANCHE.
Se la pupa/il pupo rompe le palle per l'undicesima volta e voi vi siete gia alzati 10 volte, e sono circa le 4 di mattina, tirate un bel calcio a vostra moglie e poi fate finta di dormire quando lei (finalmente) si sveglia.
La mattina
La Creatura appena sveglia avrà sicuramente l'appetito di un piranha. I problemi arrivano se avete un'altra creatura leggermente più grande con lo stesso problema (fame rabbiosa). La procedura consigliata dal vostro supereroe di fiducia è la seguente:
1- indossate guanti di cuoio (tipo da falconiere), vi aiuterà a proteggervi da morsi e graffi;
2- prendere la creatura più piccola (la meno veloce/mobile) e incastrarla in un seggiolone;
3- preparare la colazione per la creatura più grande e pericolosa che vi stava guardando male;
4- ora che solo una delle due bestie feroci sta urlando preparatele un biberon.
La pappa
Momento cruciale della giornata, la cosa più importante per portare a termine
a- bavaglina avvolgente, tipo scudo termico di Goldrake.
b- un cucchiaino speciale (dopo ne parliamo).
c- una ciotola con avanzati sistemi di difesa (deflettori antilaser) e dispositivo antiribaltamento.
d- un intero rotolo di carta assorbente (scottex).
e- una idropulitrice per "sistemare" il campo di battaglia DOPO.
Per la ciotola... mia moglie non lo sa, ma io mi trovo benissimo con quella a tronco di cono che usava il mio cane Rocco, impossibile da rovesciare!
La dolce puffetta ha fame, ed è magari anche un po' intraprendente, tipo che usa le manine per prenderti il cucchiaino o la tazzona con la pappa. Sui libri "da donne" c'è scritto di dare un cucchiaino anche all'infante, in modo che ci giochi e si distragga da altre cose.
NEJ!!! NEJJJ!! SBAGLIATEN!!!
La bastarda lo userà come una spada per parare il TUO cucchiaino pieno di pappa in arrivo. Poi proverà ad infilarlo dentro la tazza della pappa sporcando tutto e tutti.
Quello che dovete fare è semplice. mettete la Creatura Innocente nel caregotto (seggiolone), avendo cura di farla sedere obliqua, non verticale. Obliqua verso la vostra destra se usate
Una volta che il cucciolo è così bloccato non abbassate la guardia, ricordate che ha ancora un braccio libero e una bocca che non vorrà aprire.
Mettete il bavagliolo avvolgente addosso
Prendete un cucchiaino di pappa dalla ciotola, pulite la parte inferiore (quella convessa) sul bordo per evitare di sgoccioolare (si questo, lo ammetto, è un trucco che ho imparato da mia moglie, ma è l'unico). Guardate il pupo/a con dolcezza e con la vostra mano libera prendete la SUA manina bastarda che cerca di prendere il cucchiaino (questo non l'avete letto da nessuna parte eh? PERCHE' SONO LIBRI SBAGLIATI). Il pupo/a ne sa più di voi, e cercherà di attaccare con un colo di testa (zuzuki) andando a finire con il naso nel cucchiaino e costringendovi a ricaricare l'arma. Uno a zero, palla al centro.
Non perdete la concentrazione. Una volta ricaricato pensate di maneggiare uno strumento strano, a metà strada tra una cazzuola da muratore e un piede di porco da scassinatore. Usate la parte inferiore della punta del cucchiaino per aprirvi un varco tra quelle labbra serrate che solo una mezz'ora prima vi sorridevano. Una volta che siete riusciti ad entrare, appoggiate la parte concava del cucchiaino alla parte interna della gengiva superiore e tirate fuori l'arnese. E' un po' come quando devi mettere la malta sul bordo del forato di spigolo, mentre tiri su un tramezzo.
Ora il cucchiaino da usare deve essere ADATTO.
È inutile che mi venite a dire "la procedura non funziona" se non usate gli strumenti giusti. Ecco qui per voi i requisiti tecnici:
a- Deve avere la giusta robustezza, o non riuscirete ad usarlo come un piede di porco.
b- Deve avere la giusta concavità per contenere (e difendere) una discreta quantità di pappa (durante l'inserimento il piccolo bastardo cercherà di usare il labbro superiore come uno spazzaneve per rovesciare la pappa dal cucchiaino).
c- E' consigliata una impugnatura con sigrinatura antiscivolo.
d- Il modello tedesco ha anche un abbassalingua estensibile a comando elettroidraulico e una piccola dentatura ricurva sulla punta.
e- Il modello inglese ha un mini serbatoio di pappa nel manico, tu infili il cucchiaino vuoto nella bocca della bestia e poi lo riempi.
L'operazione procede a rilento, ad ogni colpo, riuscite ad infilare nella bocca del pupo/a solo un mezzo cucchiaino di pappa o anche meno. Inoltre l'infame provvederà a sputacchiare la pappa fuori con la scusa che non sa deglutire ma con gli occhi da diavolo sotto l'aureola da angelo. A questo punto, il vostro cucchiaino è una spatola da stuccatore professionista, raccoglieto e ricacciate quella melma dal buco da cui è uscita.
Rifinite il lavoro con il frattazzo (altro strumento da muratore che si usa per stendere l;intonaco e altro ovviamente sconosciuto all donne), allisciando sopra le labbra, per sigillare (e convincere).
Se pensate che la cosa sia frustrante perchè non vedete avanzare il lavoro (la ciotola sembra sempre piena di malta) sappiate che anche il vostro
Questo è il vostro momento. La soddisfazione che otterrete vi ripagherà di tutti gli sforzi!
Con gesto rapido e preciso caricate una sbadilata di pappa (con il colmo) e cacciatela dentro quella bocca urlante spalancata. Se non vuole soffocare, la creatura dovrà deglutire prima di poter urlare di nuovo. E voi di nuovo le caccerete mezza ciotola di pappa dentro. In questo modo il vostro dolce pargoletto imparerà anche a non urlare a sproposito.
Se non avete un'idropulitrice industriale a portata di mano, usate un idrante antincendio per pulire pupo, seggiolone e cucina dopo l'ultimo cucchiaino.
Disclaimer: questa non è una forzatura nei confronti del pupo che non vuole mangiare. Il pupo/a vuole mangiare, solo che non è capace di sincronizzae l'apertura della bocca e la chiusura.
Uso di computer, Ipad e affini
Dato che non è necessario conoscere come funziona una ALU (Aritmetic Logic Unit) per usare un computer, i vostri figli sono in grado di usarli. E forse anche meglio di voi stessi.
Se li tenete in braccio mentre state scrivendo una mail, o un pezzo di codice importante, o un post sul vostro blofgn, loro metteranno le loro porche schifose manine bellissime dove le state mettendo voi. Sulla tasfgstiera, aggiungendo catteri a loro fantasia, o ancora peggio attivando comandi rapidi (shortcut) di cui non sapete nulla, nè come attivarli nè tantomeno come disattivarli o annullarli.
Toccheranno il touchpad (quello del mac è multitouch, quindi se lo sto toccando io e lo tocca anche questa disgraziata succede un casino).
La Apple ha fatto il Magic Mouse, che non è un mouse, non ha la palla, non ha l rotellina, ma siccome lo tocchi tu loro si incuriosiscono. Lo prendono, lo struccano, lo mordono, lo ciucciano, poi lo buttano per terra... tanto non c'è nemmeno il filo che lo tiene.
Iphone: TheAngel ha iniziato ad andare sullo schermo con l'indice per toccare le icone a 6 mesi, non parliamo di Rocket.
Se siete nel mezzo di una conversazione Facetime o Skype con un tablet vedrete quel ditino sempre andare verso il pulsante rosso che termina la chiamata (ma dico io, perchè lo hanno fato rosso? Ma tu ci andresti in guerra con un beretto rosso? È ovvio che ti beccano no?).
Evitate dunque se possibile ogni contatti tra gli infanti e i vostri magici dispositivi, anche perchè ne perderete la proprietà (Rocket prendendo l'Ipad della nonna "è mio!").
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.
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