domenica 21 novembre 2010

No dogs, no kids (Asilo Republic)

Prendo spunto da un articolo comparso sul Corriere della Sera, questo qua per sparare le mie solite cazzate.

(A volte mi viene voglia di aprire un nuovo blog, su cui postare un commento alle notizie principali della giornata, perchè ho l'impressione che certa gente non capisca le assurdità di quel che succede. Prima o poi forse lo aprirò.)

Certo è questione di punti di vista, ma siccome è una scelta personale decidere di avere dei bambini o no, non vorrei che certa gente pensasse che chi ne ha è solo "un diverso".

Perchè putroppo è vero quello che dice Bixx:
Le norme le fa la gente, non crescono sugli alberi. E la cosiddetta normalitá non ha niente a che vedere con i concetti di giusto-sbagliato, anche se sembra definirli.

Quindi se la norma è "non avere figli" quei poveri sfigati che ne hanno uno o addirittura due (DUE!) sono degli anormali, asociali, disadattati.

È così che ci vedono? A volte mi pare proprio di si.

Vivendo in un paese (civile) in cui quasi tutti gli esercizi pubblici (biblioteche, bar, ristoranti, luoghi di culto, negozi di scarpe, arredamento, concessionari, gommisti ecc.) esiste un angolo per i bambini, posso anche capire che un locale (uno di quei posticini da "fighetti") sposti il suo target su clienti senza figli al seguito.

In un posto come questo dove la famiglia è aiutata e coccolata, sia dallo Stato sia da TUTTI i cittadini (non credo che se hai un negozio di barbabietole e vuoi mettere su un angoletto con 2 giocattoli e un tavolino il ministero ti allunghi un finanziamento a fondo perduto…) è accettabile.

La normalità qui in Svezia, a giudicare dalla gente che vedi girare per la strada, che trovi al supermercato, che conosci sul posto di lavoro, è avere 2 figli. Parecchi ne hanno 3, è ancora normale. Se non ne hai non è che ti guardano male comunque...

Ma in posti dove la famiglia è lasciata a se stessa, che se non hai dei nonni che ti danno una mano non ce la fai a farcela, dove gli asili nido costano come il mutuo di casa mia, e dove l'istruzione … beh sorvoliamo … la cosa mi da da pensare.

Finchè si tratta di locali trandy nessun problema, ma che questa cosa diventi la norma, che venga pubblicizzata come un plus, che pian piano il fatto entri come uno standard, che la gente diventi insofferente per due bambini che giocano in una pizzeria mi sta un po' sul ca22o.

Non è che posso stare a casa finchè i miei figli non diventano maggiorenni. Certo non è mia usanza sguinzagliare i pargoli come piccoli terroristi assassini che distruggono un locale senza fare prigionieri e sono alresì consapevole del fatto che non tutti i genitori sono "bravi" come noi (hehe, modestamente…).

In italia la normalità è avere 0 (zero) figli. Averne uno è un lusso, due è un extra lusso. Siamo talmente presi da noi stessi che preferiamo investire su altro probabilmente. E forse è per questo motivo che (come confermato dalle statistiche ISTAT) gli immigrati sono più prolifici degli italici. Se poi aggiungiamo che generalmente in pizzeria non trovi famiglie di immigrati ecco che "il bambino" diventa difficile da vedere. La normalità sta nella sua assenza.

L'impressione è che si siano persi alcuni parametri di riferimento, quei parametri che servono a capire se le cose sono giuste o no. Questa impressione ce l'ho per tante cose in italia, ed è alla base della mia scarsa fiducia nella ripresa del bel paese.

A tutti coloro cui i bimbi danno fastidio solo a vederli da lontano vorrei ricordare che queste piccole pesti puzzolenti, un giorno pagheranno le vostre pensioni.

20 commenti:

Kata ha detto...

L'apoteosi dell'individualismo... :( Sarebbe da capire anche che percentuali dei ristoranti adottano questa politica in Germania e in Svezia. Finché si tratta di un paio per città, può essere una scelta accettabile. Speriamo che non si dilaghi troppo però...

Anonimo ha detto...

Noi abbiamo appena avuto il secondo figlio... viviamo in Italia e uscire alla sera non è facile. Ma noi si va avanti a muso duro, tra tavoli stretti e fasciatoi assenti, si impara a cambiare i bimbi sul passeggino, sotto gli occhi scandalizzati degli altri clienti. Gli stessi occhi scandalizzati di chi ti guarda allattare in pubblico.
Marghe

Anna ha detto...

mah...secondo me non bisogna assolutizzare (si può dire?)...

sul sito genitori crescono c'è stata una bella discussione a riguardo
http://genitoricrescono.com/no-kids-please/

orma ha detto...

Vivo ancora in Italia, spero ancora per poco, due piccolette al seguito (quasi 4 e 5 anni oggi).
Le pizzerie per noi sono già no-kids, se non altro per i prezzi, visto che manterle in un asilo decente costa più dell'affitto di casa!
E noi siamo anche senza nonni e quindi dobbiamo pagare pre e post asilo!
Niente altro da aggiungere...

Morgaine le Fée ha detto...

Io forse non potrei parlare piú di tanto perché sono di parte, ma sono d'accordo con il tuo post.
A me sembra che ci sia una buona fetta di italiani totalmente insofferente a tutto ció che riguarda l'essere o diventare genitori, alla faccia dei family day.
Qualche tempo fa leggevo sui forum del Corriere commenti disgustati sulle donne incinte, che dovrebbero "nascondere quel pancione" poco estetico, ma che vergogna. E poi le solite solfe sul che schifo se una donna allatta in pubblico e che fastidio se ci sono bambini che giocano, eccetera.
Voglio dire, io prima del Mezzovikingo non é che avessi sta gran passione per i bambini, peró tutte ste cose che danno fastidio al popolo no-kids a me non hanno mai dato problemi. boh.
Perché qua non é il discorso di un paio di locali fighetti, ma pare che spesso e volentieri si estenda anche ai cortili delle case.
Massí, i bambini andrebbero tenuti a chiave in casa a rincojonirsi davanti alla TV.

Silvia ha detto...

Ho letto sia il tuo articolo che quello del Corriere, e credo che la chiave sia nella frase di chiusura di quest'ultimo: non sono da condannare le politiche che "tutelano" una fascia di persone, che per quanto discutibili non chiedono niente di illegale, in paesi dove la famiglia è protetta da quarant'anni, e dove i figli sono un bene prezioso per tutta la società. Sono politiche patetiche in un paese come questo che sostanzialmente ti impedisce di costruirti una famiglia, se non hai alle spalle qualcuno che ti dia una mano, come nel mio caso.

Ciò non toglie che, soprattutto in Italia e Sud Europa, i bambini delle volte sono dei piccoli attila lasciati allo sbaraglio in negozi, ristoranti, locali pubblici, e ne so qualcosa perchè ne gestisco uno. Delle volte, in dieci minuti, mi smontano tutto (rompendo anche delle cose) e dai genitori non ricevo neanche una scusa... questi sono i bambini che la gente non sopporta! se come in Nord Europa, la maggior parte dei bambini fosse ben educata, la convivenza sarebbe per tutti molto più semplice!

Silvia

vivalafika ha detto...

Visto che mi citi un paragrafo addirittura, ecco cosa penso io della moda no-kids: in Italia? Si sta diffondendo in Italia? E ce n'e' bisogno, che di bambini in giro gia' non se ne vedono mai? Chiunque senta di riconoscersi nel credo no-kids, in Italia sta gia' benissimo!
Mi e' piaciuto poco anche il riferimento al libro della francese Come Si Chiama, fatto in fretta e senza capire. QUando Come Si Chiama ha scritto il libro, voleva ironicamente criticare la politica francese secondo cui tutte le donne devono essere madri, sfornare figli, restare magre, avere un lavoro e cucinare roba gourmet per potersi sentire accettate dalla societa'.

io figli non ne ho, per adesso, e mi piace girare per locali. mi piace talmente tanto che se un giorno dovessero dirmi che non posso entrare perche' ho un bambino con me, se ne pentirebbero amaramente.

bixx

Morgaine le Fée ha detto...

"io figli non ne ho, per adesso, e mi piace girare per locali. mi piace talmente tanto che se un giorno dovessero dirmi che non posso entrare perche' ho un bambino con me, se ne pentirebbero amaramente."

bixx, é la stessa filosofia nostra. Infatti noi andiamo in ristoranti vari con la creatura, e problemi non ce ne sono mai stati, almeno qui nell'Ultima Thule.

A onor del vero, ricordo peró una buonissima trattoria di pesce a Caorle dove non solo non ci hanno fatto problemi (io allattavo, tra l'altro), ma addirittura ci hanno esortato a trovare un posto piú comodo possibile.

TopGun ha detto...

Certo che più passa il tempo e più diventiamo stupidi...io non lo so!

Ci sono delle gran teste di avete capito cosa in giro.
Per fortuna c'è anche chi pensa.

Come dice Bixx, purtroppo i bambini sono pochi già.
Non c'è bisogno di divieti imbecilli.

E comunque vista la stupdità della cosa,
credo presto ci si renderà conto di quanto sia grave tenere ai margini le famiglie e non curarsene soprattutto.

I bambini maleducati certo ci sono, ma non sono i bambini in generale il problema.
Il problema sono i genitori.

Davvero, non mi ci raccapezzo quando sento di queste assurdità.

Anna ha detto...

@topgun è che a volte non si tratta di maleducazione ma di carattere del bambino, e certi sono proprio vivaci, a me non piace andare per ristoranti e locali e infatti non ci porto i bambini, perchè mi annoio a stare seduta, però se anche mi piacesse ci penserei un attimo perchè mio figlio è veramente vivace e ti assicuro che non è maleducato, anche perchè ha ancora solo 3 anni scarsi, solo che lui dopo un pò seduto non ci sta, anche se abbiamo fatto le regole per stare a tavola e lui le conosce, è in fase provocazione quindi fa potacci, si alza, mangia con le mani e se niente niente c'è la sorellina che urla un pò, lui urla + forte...quindi anche se ci fosse un locale adatto...ecco forse sarebbe bello fare i locali con un area gioco, quello sarebbe l'ideale, oppure una cosa che almeno dalle mie parti no esiste, fare gli agriturismi o ristoranti con un area dove poter far fare il riposino, così non sei costretta a fuggire alle 14 quando i bambini stanno sclerando e ti godi il pomeriggio post prandiale di chiacchiere (utopia, lo so) (=

è vero che in italia si fanno pochi figli, però vi assicuro che almeno a padova si stanno dando da fare (((((=

TopGun ha detto...

@Anna,
tuo figlio è un bambino, punto.

Viva Dio che non vuole stare fermo ed è curioso.
I bambini che danno fastidio sono quelli che vanno a briglia sciolta e non credo sia il caso tuo.
Ok, c'è carenza di strutture ma sta pure all'intelligenza di persone capire.
Se vedi un genitore che cerca di inchiodare il figlio alla sedia e si cura e come che non dia fastidio a tutti, ma il bambino è vivace, devi pure capire il genitore che magari un giorno quel genitore sarai tu che guardi e mormori...

Esempio classico, chi di noi giocando al pallone non ha rotto le scatole a qualcuno da piccolo?
Da grandi anche noi non apprezziamo un ragazzino che ci prende a pallonate la macchina (Marco comprenderà), ed è giusto riprenderlo e farlo notare ai genitori, ma ricordando che quelle sono cose che fanno i bambini.
UN pò di comprensione e di buon senso come in tutte le cose, e si vive meglio.

I bambini iperattivi sono tutt'altra cosa ve l'assicuro parlo con cognizione di causa :D

Giulia ha detto...

Ma infatti il punto è proprio che da un bambino bisogna aspettarsi un comportamento commisurato alla sua età, uno di tre anni ma anche di 5 non starà fermo sulla sedia tutta la sera e per forza di cose vorrà correre in giro e non ha senso scandalizzarsi per questo. Però si deve pretendere che non dia gomitate o spintoni agli altri avventori, certo che essendo piccolo può dimenticarselo ma bisogna ricordarglielo. Sinceramente, come mamma non mi offenderei se anche glie lo ricordasse un estraneo, purchè con gentilezza. Non per sottrarmi alle mie responsabilitá sia chiaro, ma perchè non sta scritto da nessuna parte che non si può "protestare" civilmente con i genitori o con un bambino abbastanza grande da capire!
Qui in Svezia è più facile perchè gli angoli gioco ci sono un po' dappertutto, quindi è più facile tenere impegnate le piccole pesti. Poi ho comunque l'impressione che i bimbi qui si comportino in modo mediamente più tranquillo, evidentemente prendono esempio dai genitori... il mio è sempre il più scalmanato della compagnia!
@ Anna: chi altro a Padova si dà da fare oltre a te? Hai indiscrezioni sui nostri vecchi colleghi :o)?

TopGun ha detto...

@Giulia ma da uno che si chiama rocket te lo aspetti che sia scalmanato, è il minimo! :P

sarebbe carino se commentasse Carin che ha una quasi squadra di calcio :D

Giulia ha detto...

Perchè credi che lo chiamiamo Rocket... e pensa che Marco, prima che nascesse, voleva chiamarlo Attila!

TopGun ha detto...

Io li adoro i bambini così :D
E' facile quando non sono figli tuoi, me ne rendo conto.
Però quando hai risorse fisiche e mentali per stargli dietro, ti ci diverti un casino.

Di solito me li appioppano apposta, "salva la vacanza beghelli" :D

Attila flagello di Dio :D
A come atrocità doppia t come terremoto e traccetia...ecc. ecc.

buona notte.

franco ha detto...

Non credo proprio che si tratti di avere figli o meno, l’educazione è un valore UNIVERSALE.
Nessuno vieta a coppie di genitori di uscire con i propri figli ma che almeno li educassero.
Ed è un discorso che vale al ristorante come in molti altri luoghi, per così dire, di incontri comuni.
La maleducazione, dei genitori come dei bambini, da fastidio, SEMPRE.
Te lo dice uno che al ristorante, è sempre andato con i figli piccoli, ma se facevano un capriccio, rimediavano una balla rampogna e, nel peggiore dei casi, una sonora sculacciata.
Sono ancora vivi. E non hanno nessun trauma.
Quindi: impariamo ad educare i figli, non a pascolarli.

PS:Se per “caso” capitate a Roma vi consiglio il ristorante "Briciole e Favole" Via di Selva Candida 377 (Zona Boccea) ha trovato il giusto mezzo creando un ambiente giovane e dinamico indirizzato alle famiglie. La qualità della cucina innanzitutto, ma anche l'ospitalità sia degli adulti, sia dei più piccoli con l'offerta di un servizio di ristoro ed animazione eseguito da personale altamente qualificato..

Il ristorante è ancora in piedi dopo la visita dei miei nipotini “educati” si fa per dire… in Svezia, quindi dovrebbe resistere anche al piccolo Raket ed al mezzoVikingo messi insieme.

Anonimo ha detto...

Ciao,
grazie per il vostro blog.
Ho trovato un interessante (!?) commento di un lettore del Corriere riguardo alla Svezia(http://www.corriere.it/dilatua/Primo_Piano/Esteri/2010/12/01/e5965cf8-fd0e-11df-a940-00144f02aabc_2/assange_interpol_full.shtml)

Che ne dite? Mi sembra totalmente demenziale ma magari voi che siete "sul posto" potete darmi maggiori ragguagli, magari per sapere se c'è qualche (minimo) contatto con la realtà (interessante la parte riguardo ai medici locali)

Grazie
Alberto

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Svezia
01.12|10:25
Lettore_721661

Molti prosecutors in Svezia sono corrotti fino al midollo e fanno delle carriere molto veloci e sospette. Una sorta di grosso clan che si coprono e proteggono gli uni con gli altri. Inoltre il sistema giudiziario svedese è veramente una farsa, solo se non paghi le tasse veramente c'e' qualche risultato e ti perseguitano in ogni modo possibile ma se commetti un omicidio stai pur certo che l'ergastolo non te lo danno mai (al massimo 7 anni e sei fuori). I processi poi sono molto lenti (quando pare a loro fanne le cose velocemente ma in generale se la prendono assai comoda) e quasi sempre non c'e' mai la possibilità di andare in appello poichè chiudono semplicemente le carte senza troppe spiegazioni. Se hai i soldi poi paghi semplicemente giudici e avvocati e la passi liscia, tante carte spariscono misteriosamente. Poi vai ad indagare e scopri che il certo giudice improvvisamente ha una nuova casa di proprietà o fa un viaggio con tutta la famiglia in Tailandia. Sono anni che raccolgo informazioni e dati per un documentario e più ci lavoro sopra più esce fuori roba incredibile. Tra poco ne leggerete delle belle riguardo il sistema medico svedese dove un'esercito di Bluff Doctors opera liberamente molto spesso a spese di poveri cristi che ci lasciano la pelle sotto i ferri. Non si sa come ma la Svezia riesce sempre ad apparire il paese perfetto per molti.

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Giulia ha detto...

@ Anonimo: riguardo il sistema giudiziario non ho esperienze di prima mano, da quello che si legge sui giornali però i processi, specialmente per i delitti contro la persona, parrebbero piuttosto veloci (almeno in confronto alla media italiana...). Che le pene per i reati più gravi siano troppo lievi, in una generale tendenza buonistica, è cosa che ho già sentito, ne hano scritto sia Morgaine che Bixx. Riguardo la corruzione, credo che episodi isolati se ne possano trovare in tutti i Paesi del mondo, bisognerebbe capire se è così diffusa come questo lettore vuol far credere, a me sinceramente sembra strano.
Riguardo ai falsi medici: qui l'iter per venire abilitati è piuttosto severo, se si è studiato in Svezia bisogna fare 2 anni di tirocinio dopo la laurea durante i quali si può lavorare solo sotto supervisione. Se si è stranieri bisogna avere un'abilitazione rilasciata da un Paese europeo oppure fare un periodo di servizio di prova durante il quale pure si è soto supervisione. Qualsiasi struttura, nel momento in cui ti assume, è tenuta ad assicurarsi e a certificare agli organismi di vigilanza che tu abbia l'abilitazione, c'è un doppio controllo per cui eludere questa norma è pressocchè impossibile. L'impressione del lettore potrebbe derivare dal fatto che, a causa della carenza di medici specialisti, molte responsablità nella pratica vengono affidate ai tirocinanti giovani (a volte non ancora laureati). Però non ho mai sentito che li facciano OPERARE da soli. Sarà sicuramente capitato, e finito sui giornali, che qualche tirocinante avrà fatto un errore di valutazione con brutte conseguenze. Purtroppo può capitare anche al piú esperto.
La Svezia riesce sempre ad apparire come il Paese perfetto... be', chiaro che non lo è. La Svezia conserva una buona immagine perchè osa darsi obiettivi ambiziosi a livello sociale, molti servizi sono organizzati meglio che altrove, la gente mediamente si fida dello Stato di piú che altrove.. poi problemi ce ne sono dappertutto, sta a ognuno giudicare con la propria testa.

lafattaturchina ha detto...

Ok, io non ho figli, non ho problemi con le mamme incinte (al me il pancione fa tenerezza) e nemmeno con quelle che allattanno in pubblico.
PERO' anche io sono dell'idea che il problema sia l'educazione che I GENITORI impartiscono ai figli.
Ok, i bambini sono curiosi, vivaci, etc. però la maleducazione è un'altra cosa! Ho lavorato per un paio d'anni in una grossa catena sportiva; sapete quante ne ho viste? Quanti genitori dicevano A ME di sgridare i loro figli? O anche "non fare così che se no la signorina si arrabbia". O quando un bambino, palesemente guardandomi, si metteva a tirare pallonate a 21 metri di scaffale di scarpe? Il genitore di turno che faceva? Si metteva a ridere! O diceva a me "mi sa che dovrà riordinare". Ora, se io avessi fatto una roba del genere, mia madre mi faceva tirare su le scarpe una a una!

Per il resto, sono d'accordo con il post :)

Anonimo ha detto...

Ma quale pensione, non vi è giunta in Svezia la notizia che non ci sarà pensione per le nuove generazioni? -__-° Serena