venerdì 5 febbraio 2010

Tracce di normalità

Prima di partire, quando dicevo in giro che sarei venuto in Svezia, molta gente faceva tanto d'occhi. Come così lontano? Al freddo? Altri mi invidiavano, alcuni avrebbero voluto fare lo stesso, stanchi del bel paese, ma mille impedimenti li tenevano ancorati.
Quando sono partito nemmeno io sapevo cosa mi aspettava. Non con certezza almeno. Silvia e Gabriele avevano gia battuto la pista e ci avevano dato una assaggio di cosa avremmo trovato.
Ma ogni occhio vede a modo suo.
Adesso sono qui, nella mitica Svezia. Io e mia moglie, come Silvia e Gabriele, scriviamo sul nostro blog e la gente legge le nostre avventure. Alcuni ci contattano e ci chiedono consigli per seguirci, affascinati da quello che raccontiamo. Ora, io ho paura di illudere le persone, di fargli vedere cose che non ci sono.
Io non so se mi sto abituando, ma inizio a vedere le cose in modo diverso da come era all'inizio.
La gente non è poi così strana. Mi dicevano "sono gente un po' fredda, difficile entrare in confidenza". Avete mai provato ad avvicinare un padovano? Lo definirei allo stesso modo. Mi dicevano "sono molto professionali, molto educati, ma non chiedergli umanità...". A Padova spesso non sono nemmeno tanto educati con un italiano dell'Umbria, non parliamo d'altro.
Pero' qui a Norrkoping non è come a Padova. È una città più piccola. Ad amici e parenti dicevo "è una città come Vicenza". No, non è Vicenza. È più un paesino. Dove la gente quasi si conosce tutta, si ferma per la strada si saluta e chiacchiera. Alle volte sembra di essere al mercato di Monterchi (provincia di Arezzo).
Se il tempo lo permette (temperatura maggiore di -20 gradi C) in giro c'è sempre un sacco di gente. Di tutti i tipi. Ed è gente normale!
Ragazze quindicenni o giu di li che escono da scuola (le riconosci, cantano in coro la hit del momento...). Universitari che parlano probabilmente dell'ultima festa, tutti infighettati. Anziani col girello che vanno a fare la spesa. Un tipo sui 40 che gratta il ghiaccio dal parabrezza e mentre passo mi parla in svedese e sorride, forse era una battuta sulla situazione.
Si sono assolutamente in un posto normale.
La gente si incazza eccome! Non è vero che non accade. Certo magari sono leggermente + calmi di noi quando accade. Quello che ho raccontato nel mio post precedente me ne ha dato la prova, l'autista si è incazzato con me (era questo il succo del post, non so se si è capito)!
Gli autobus sono molto ben organizzati (dovrebbe passarne uno ogni 10 minuti), ma puo' capitare che aspetti parecchio. Ieri sera avevo un elefantino in braccio e alla fermata c'era anche una signora svedese, lo abbiamo aspettato per 35 min. Quando è arrivato l'autista si è preso un po' di parole. È stato bellissimo!
In giro si vede gente di tutti i tipi, di tutti i paesi. Il mio vicino di pianerottolo è un ingegnere kurdo, l'altra mia vicina è svedese.
Basta andare a fare una passeggiata e vedi gente di ogni tipo e classe sociale, per non parlare dei bambini che urlano quasi come il mio Attila, o dei cani che abbaiano e cercano di azzannarsi al parco anzichè obbedire docilmente al loro padrone.
Se non fosse per le bufere di neve e tutto questo bianco di notte sembrerebbe quasi di essere a casa!

3 commenti:

gattosolitario ha detto...

Svenskar är också människor (era il titolo di uno spettacolo teatrale) :D

ps: vuol dire "anche gli svedesi sono esseri umani"

Giuliana ha detto...

giuliana,quando parlate di anziani che vanno a fare la spesa con il girello:si intende carrellino x la spesa?x noi il girello è quello che usiamo x reggersi in piedi quando le gambe non reggono. grazie!

Marco ha detto...

@giuliana, il girello che intendiamo noi è quello che usano gli anziani qui, è il carrellino che si usa quando le gambe non hanno sicurezza. È un carrello tipo un passeggino, con 4 ruote, si usa davanti e si impugna con entrambe le mani.
Ciao
Marco