venerdì 3 dicembre 2010

Poesia del mese

La notizia è che, con la spedizione da poco arrvata dall'Italia, siamo finalemnte rientrati in possesso di alcuni oggetti preziosi. Il corredino da neonato di Richi, con i bavaglioli ricamati a mano dalla nonna. La carrozzina che servirà per il prossimo. Un po' di scarpe e vestiti, due scatoloni di lettere, cartoline e ricordi... e sopratutto i nostri amati libri, abbandonati (a parte alcuni sceltissimi esemplari) al momento del trasloco in macchina dell'anno scorso.
E così posso sedermi la sera sul nostro morbidissimo divano usato-nuovo (ebbene sì, è arrivato anche quello, comprato sul Portobello svedese: Blocket) e divertirmi a sfogliare e ritrovare tanti ricordi...

Allora ho pensato di proporvi una collezione delle poesie che mi piacciono e mi fanno pensare, una al mese... e se siete allergici alla letteratura e il solo vedere un testo in versi vi fa venire l'orticaria... potete sempre girare al largo :D!

Nell'arca

Comincia a cadere una pioggia incessante.
Nell'arca, e dove mai potreste andare:
versi per una sola voce,
slanci privati,
talenti non indispensabili,
curiosità superflua,
afflizioni e paure di modesta portata,
e tu, voglia di guardare le cose da sei lati.

I fiumi si ingrossano e straripano.
Nell'arca: chiaroscuri e semitoni,
capricci, ornamenti e dettagli,
stupide eccezioni,
segni dimenticati,
innumerevoli varianti del grigio,
gioco per il gioco
e tu, lacrima del riso.

A perdita d'occhio, acqua e l'orizzonte di nebbia.
Nell'arca: piani per il lontano futuro,
gioia per le differenze,
ammirazione per i migliori,
scelta non limitata a uno dei due,
scrupoli antiquati,
tempo per riflettere,
e tu, fede che tutto ciò
un giorno potrà ancora servire.

Per riguardo ai bambini
che continuiamo a essere,
le favole sono a lieto fine.
Anche qui nessun altro finale va bene.
Smetterà di piovere,
caleranno le onde,
nel cielo rischiarato
si apriranno le nuvole
e saranno di nuovo
come si addiceva alle nuvole sugli uomini:
elevate e leggere
nel loro somigliare
a isole felici,
pecorelle,
cavolfiori,
pannolini
-che si asciugano al sole.

Wisława Szymborska, Gente sul ponte, 1986, trad. it. Pietro Marchesani, Libri Scheiwiller, Milano 1997

4 commenti:

Anna ha detto...

a me piace leggere le poesie, grazie (=

Giulia ha detto...

Ero sicura che almeno tu avresti apprezzato :D

Morgaine le Fée ha detto...

A me piace molto questa iniziativa. Sono curiosa di leggere la prossima :).

Giulia ha detto...

L'autrice della poesia qui sopra, in una delle sue raccolte recenti ha citato il fatto che "a due persone su mille piace la poesia". Ok, voi siete le due!