lunedì 19 dicembre 2011

Di cibo e celebrazioni.

Settimana intensa. Intanto, martedì era Santa Lucia, festa della luce in mezzo all'oscurità nordica, molto sentita da queste parti. All'asilo di Riccardo hanno celebrato invitando tutti i genitori ad assistere ad un piccolo spettacolo in cui i bambini cantavano alcune canzoni tradizionali. I piccoli erano vestiti con gli abiti tipici della ricorrenza, chi in bianco (le bimbe piccole Lucie con coroncine di candele elettriche, i bimbi con cappelli conici e una stella in mano, un costume detto stjärngosse o ragazzo-stella), chi in rosso come tomte, folletto di Natale , chi in marrone da pepparkaka, biscotto di pan di zenzero. Coretto simpatico anche se un po' incerto nel ricordare i testi - che in certi punti si reggevano solo sulla bravura delle due Lucie cinquenni, l'una una bionda Vichinga, l'altra un'esotica Mora (probabilmente più rispondente alla santa originale, che era siciliana, anche se gli autoctoni mai l'ammetterebbero). Il piccolo guerriero è riuscito eroicamente a stare fermo per tutta la durata del concerto.
Tra le canzoni non poteva mancare la classica ed italianissima Santa Lucia, ma la preferita di Richi è quella che dice:

Monta sul capro, tieniti al mio cappotto
che ce ne andiamo al galoppo
dal Re dei pan di zenzero
ma devi promettere
di non mangiarti il Re!


A parte la presenza della santa, non ci sono stati altri riferimenti religiosi, né tra le canzoni, né nella celebrazione. (Per chi fosse interessato alla ricorrenza in sé, consiglio qui un link, tanto per cambiare, al blog di Morgaine Le Fée, mia principale fonte d'informazioni sulle tradizioni svedesi)

Giovedì sera c'è stata la julfest con il personale della clinica. Ringrazio tutti coloro che hanno risposto al post precedente suggerendomi ricette da preparare. Con un po' di calma verranno tutte provate. Alla fine ho fatto le lasagne con carne, salsa di pomodoro e ricotta com suggerito da Gattosolitario e Sara sky. Sono piaciute a tutti, hanno effettivamente spiazzato la mia capa, nonostante sia stata in Italia più volte, e qualcuno mi ha già chiesto la ricetta. E adesso mi tocca scriverla in svedese col dizionario.
Un grazie speciale a Ricardo che ha cercato di porre rimedio alla mia colpevole ignoranza in tema d'agnolotti, mandandomi addirittura un tutorial!
Oltre a preparare lasagne e lenticchie a casa, la sera prima della festa mi sono trovata a cucinare altri piatti insieme alla capa e ad una collega (il gruppo-preparativi era stato decimato dal raffreddore). Dovevamo preparare il salmone alle erbe ed alcune salse e contorni. Un'altra collega avrebbe portato degli arrosti freddi per completare il buffet. La capa voleva fare anche la parmigiana di melanzane e ovviamente l'italiana di turno si è vista assegnare proprio questa. Ma, udite udite, vista la presenza di vegani e intolleranti al lattosio, la parmigiana si doveva fare... senza mozzarella!
Le mie proteste sono state vane. Due sacchetti di melanzane attendevano impazienti. Pertanto, pur consapevole del rischio di essere perpetuamente radiata dall'Albo degli italiani, mi è toccato perpetrare quest'affronto. Unica consolazione, non si sono spinti a chiamarla Parmigiana (forse per difficoltà di pronuncia?) e l'hanno onestamente presentata come gratin di melanzane.
(Che poi, era pure buona. La salsa di pomodoro l'aveva fatta la capa e, capperi, sa davvero cucinare. Meglio di me, ma lì non ci vuol molto)
Prodezze culinarie a parte, la serata è stata abbastanza divertente. La capa aveva tirato fuori dalla cantina un po' di vini italiani (la sera dei preparativi, mentre mi congedavo, mi ha chiesto sorniona qual è il mio vino preferito... e indovinate cosa c'era la sera dopo sul tavolo?). Non so se sia stata l'aria mediterranea del menù e dei vini o il fatto che il gruppo è di per sé già affiatato o la soggezione di trovarsi a casa della primaria, ma contrariamente agli stereotipi sugli svedesi, nessuno ha bevuto troppo e la conversazione è stata piacevole. O meglio, lo sarebbe stato se i miei neuroni non fossero stati precedentemente triturati da una serie di notti estenuanti. Ho sempre fatto fatica a seguire il parlato, quando l'interlocutore non parla direttamente con me, ma ultimamente non riesco a seguire nemmeno le conversazioni più semplici in pausa-fika. Fortuna che in questo periodo non faccio pronto soccorso.
Gli svedesi devono sempre programmare tutto e anche qui non si smentiscono. Un mezz'ora è stata dedicata ad un gioco di società che consisteva nell'indovinare dei proverbi a partire da disegni, con grande ilarità di tutti, tranne che delle due straniere che non ci capivano un emerito. Era anche una scusa per scambiarci dei regali (avevamo tutti portato piccoli pacchetti che venivano dati a chi indovinava).
I proverbi svedesi non hanno niente a che fare con quelli italiani, anzi a me non sembrano neppure veri proverbi. Alla fine mi hanno dato un'imbeccata per indovinare questo detto, che resterà per sempre scolpito nella mia memoria:

Tutto ha una fine, tranne la salsiccia, che ne ha due


E con questa perla di saggezza popolare vi auguro la buonanotte.


9 commenti:

Andrea ha detto...

Dopo questa perla di saggezza, comincio a rivalutare le massime di Ten... ;)

Mezza Tazza ha detto...

Ahahahah, finale bellissimo!

gattosolitario ha detto...

Sono contento di essere stato d'aiuto allora! Certo lasagne senza chili di panna e burro... si saranno seriamente sconvolti. Ma un pochino meno colesterolo non fa male. Peccato ti sei persa l'ubriacatura della festa di Natale, ma la vedo dura in un gruppo piccolo ed a casa del capo :)

destinazioneestero ha detto...

Le lasagne qui in Turchia le fanno con la maionese...
Notevole il proverbio, sì credo anch'io che ti rimarrà impresso a lungo!

Giulia ha detto...

@ Gatto: ma 20 persone non sono abbastanza per una sbronza collettiva? Credo che c'entri di più la capa e la sua cultura del bere alla mediterranea.
Non sono per nulla dispiaciuta d'essermi persa l'ubriacatura :D
@ Destinazioneestero: mammaliturchi!... ma fanno proprio le *lasagne* con la maionese o è qualche loro piatto tipico?

Eilan82 ha detto...

HAHAHHAHAHAHHA!! :P
Ma i proverbi svedesi sono bellissimi!! hahhahahahhaha XD

Morgaine le Fée ha detto...

Beh, mettendola cosí, la salsiccia ha anche due inizi (cerchiamo di vedere le cose con piú ottimismo) :D

Ma alla fine, che c'é stato al posto della mozzarella nel gratin? Hai messo il tofu, o non c'era proprio nulla per niente?

Comunque, le ubriacature non le ho mai viste neppure qua da me. Forse studiamo troppo il Gaba system :)

Giulia ha detto...

@ Elian: un altro proverbio dice "quanto poca lana, disse quella che tosò il maiale"

c'è un certo sottile humor nordico, non so... si vede proprio che loro discendono dai vichinghi e noi dai romani...

@ Morgaine: se ci mettevano il tofu me ne andavo. Eh no, a tutto c'è un limite. In metà della teglia abbiamo messo un po' di parmigiano, su mia insistenza.

Voi neurobiotecnologi, sessuochimici e compagnia bella siete dei pazzi maniaci. A giocare con il GABA prima o poi vi capiterà qualcosa :D

sara-sky ha detto...

Sono contenta che la ricetta abbia avuto successo :) hai fatto le polpettine o hai lasciato la carne macinata?
Ovviamente attendiamo la ricetta del salmone alle erbe! ;)

ora vado a cimentarmi con la cassata siciliana....