Eccoci! Siamo tornati dal nostro giretto nel Profondo, Remoto e Molto Verde NORD (senza alcun riferimento a formazioni politiche italiane, sia chiaro).
Abbiamo fatto circa 2500 km in una settimana, ma nonostante il carico delicato siamo sopravvissuti.
Dopo alcuni giorni per riprendersi dal viaggio (leggi reintegro scorte alimentari, pulizia armi ed equipaggiamento, e poi bucati, bucati e ancora bucati di tutto quanto un bambino di due anni può sporcare nel corso di sette giorni tra prati e boschi) ecco a voi il nostro fedele resoconto.
Macchina caricata, pupo assicurato, usciamo dal garage anche in orario sulla tabella di marcia... WOW! Mai successo!
Il tempo ovviamente sembra essersi accorto che eravamo in ferie, e quindi ci ha mandato una nuvoletta di Fantozzi grande come tutta la Svezia.
Pioggia, nebbiolina, pioggerellina, foschia, grigetto... l'unica (magrissima) consolazione è il fatto che non ho avuto tempo di lavare la macchina prima di partire... vabbè.
Una volta usciti dalla città il tenente pilota Giulia porta la Viking veloce verso nord. Rocket si prepara al suo ruolo di retroguardia dormendo nel suo seggiolino.
La destinazione per la sera è Härnösand, graziosa cittadina sulla Höga Kusten, dove faremo rumare la creatura in un parco, ceneremo e dormiremo in un ostello.
Vorrei aprire una parentesi sugli ostelli (chiamati suggestivamente Vandrarhem, "casa del viandante").
Sono strutture vecchie, pulite, economiche e molto spartane. Si va abbastanza sulla fiducia. Ho prenotato via email e non ho dato niente se non il mio nome cognome e indirizzo... Negli hotel di solito gli dai il numero di carta di credito, e spendi 6 volte di più che in ostello, per avere un po' più di servizio e una stanza che "sembra" più carina, ma che se la guardi troppo si sfragna.
Inoltre in ostello hai a disposizione la cucina comune con tutta l'attrezzatura per preparare una cena veloce e il Rancio per Rocket, soluzione molto più comoda ed economica del ristorante e più salutare del solito Max. Unica nota dolente, le toalette e le docce in comune, percaritá decentemente pulite... bisogna pure sapersi adattare no?
Nonostante in una struttura del genere ci si possa aspettare di incontrare soprattutto studenti zaino in spalla e globetrotter squattrinati, abbiamo notato invece che c'erano parecchie coppie di mezza età e gruppi di amici sempre sui 40-50 anni. Retaggio degli anni '70?
Chiusa parentesi.
Ma torniamo alla Höga Kusten.
È questo un posto davvero interessante. Durante l'Era Glaciale (si proprio durante le riprese del film) il peso dei ghiacci ha fatto affondare questo territorio, che ora, in assenza di ghiacci e di Manny (il mammuth) sta riemergendo al ritmo di circa 1 centimetro l'anno. Veramente questo fenomeno riguarda tutta la Svezia, ma qui la riemersione è stata più rapida e il territorio è piuttosto montagnoso (per gli standard svedesi, si intende, per noi son colline), per cui si è creato tutto un complesso arzigogolato di roccia scogli e isolette, insenature e laghi collegati al mare che un tempo erano golfi. Purtroppo per noi però la strada principale non era per niente panoramica, e le gite in barca non partivano di lunedì, aggiungete che il tempo faceva cagare (solita nuvoletta del ragioniere...). Non ce la siamo goduta troppo.
Nel tentativo di vedere qualcosa di carino prendiamo una mulattiera e ci facciamo un po' di fuoristrada in cerca di qualche angoletto romantico:

Avete notato il cielo allegrissimo immagino. Beh... sinceramente... se volevamo il sole giallo, il cielo azzurro e il mare blu prendevamo l'aereo per il sud della Spagna...
Il viaggio prosegue senza intoppi, abbiamo pranzato in un posticino niente male, Norrfäll, ex villaggio di pescatori molto caratteristico (e molto isolato). Mangiato da dio, speso il giusto.

Rocket ha rumato quanto bastava per poi riaddormentarsi sul suo trono.
Arriviamo a Umeå nel tardo pomeriggio del secondo giorno di viaggio, raggiungiamo l'ostello e ci facciamo dare la chiave della nostra stanza. E qui la prima sorpresa, abbiamo un fantastico letto a castello! Siccome è un po' che io e la mia gentile consorte non dormiamo in letti separati, e siccome non abbiamo molta voglia di iniziare proprio in vacanza, chiediamo una stanza con due letti normali affiancabili. La ragazza che lavora in portineria sfoggia polpacci da aerobica, ma forse non ha capito dove volevamo arrivare, ci cambia la stanza con una 4 posti... due letti a castello. Vabbè, ci arrangiamo.
Arrivati da nemmeno un'ora, in centro a Umeå abbiamo incontrato un italo-svedese che raccoglieva adesioni per GreenPeace e che abita con la sua compagna a Norrköping... ma guarda un po' com'è piccolo il mondo!
Umeå, forse la città più grande del Norrland, forse anche troppo grande per noi, abituati alla calma Norrköping. Per me c'era troppo traffico. Il centro è grazioso, ma i negozi sono le solite noiose catene che ci sono anche qua. Nulla di particolare dunque.
Devo dire la verità non l'abbiamo setacciata a fondo, ma a me ha dato un'impressione strana. Io sono veneziano e ho ben presente cosa vuol dire "località turistica" e come si pompano le particolarità del posto per fare vedere e soprattutto comprare ai turisti. Beh... non sono riuscito a trovare nulla se non quei 4 souvenir generici della svezia che trovi anche all'ultimo negozietto prima di salire sull'aereo a Skavsta.
Capisco che non è certo una zona turistica, ma a Umeå c'è un grande parco che in realtà è un museo all'aperto sullo stile di vita del Norrland di un tempo, con qualche accenno alla cultura Sami (il popolo della Lapponia). Mi sarei aspettato un negozio di artigianato tipico.

Si e magari le ceramiche di Deruta, tutte diverse una dall'altra ecc. Forse rimango troppo attaccato alla mia italianita?
Dopotutto non eravamo lì a caccia di souvenir. Scopo primario del viaggio era familiarizzare con la nostra patria di adozione nel modo il più possibile veritiero, e quindi senza seguire i sentieri turistici, perdendoci nella Sconfinata e Verde Natura.
O forse no, scopo primario del viaggio era andare a conoscere la famiglia Mezzovikinga, tanto ben descritta nel blog di Morgaine Le Feè.
Adesso voi immaginatevi al loro posto. Siete a casa vostra e qualcuno si autoinvita per venirvi a trovare. Ancora peggio. Questi idioti si fanno 800 km per disturbare la vostra pubblica quiete tanto duramente guadagnata ("lavoro tutto il giorno, tiro il carrello, scarico la frutta...").
Quale modo migliore per accogliere questi rompicazzo se non invitandoli a cena in un autentico angolo di paradiso? Siamo rimasti davvero senza fiato a vedere il panorama della Veranda dal vivo!

La famiglia Mezzovikinga poi è fortissima.
Il Mezzovikingo ha giocato tutto il tempo con il piccolo Rocket, sembravano addirittura capirsi con il loro idioma mezzo svedese mezzo italiano e mezzo boh. Davvero due sagome. Si sono trovati subito.
Il Vikingo poi è incredibile, è un guerriero davvero gioviale e simpatico, bisogna starci attenti anche, perchè capisce l'italiano (ci ha sgamato che parlavamo di lui con la mogliettina).
Morgaine ovviamente è stupefacente, come gli altri elementi della famiglia. Un personaggio poliedrico, dai mille interessi, con cui si può parlare di ogni cosa (e con cui ovviamente mi sono già sputtanato...).
E' così strana questa cosa del blog. Incontri delle persone che non hai mai visto, ed è come se le conoscessi da una vita. Subito si instaura una relazione amichevole e sincera. Ci siamo sentiti immediatamente a nostro agio.
Qui concludo la prima parte del resoconto. Prossimamente parleremo del Norrland, delle foreste, della Lapponia, e del viaggio di ritorno.