domenica 2 ottobre 2011

La Svezia è rimasta senza burro

Tutto cominciò un giorno che la mamma piccolavichinga voleva preparare i biscotti al cioccolato.
Si trattava in realtà di un subdolo espediente per tenere impegnato il piccolo guerriero in una giornata di pioggia. Esaurite le attrattive del pongo, degli acquerelli e dei colori a cera e dopo aver realizzato diversi modelli di astronavi iperspaziali con il Lego, cominciava un po' ad annoiarsi. Qualunque genitore di piccoli guerrieri conosce bene quella fase in cui la bestiacc il dolce pargolo è troppo stanco per inventarsi un nuovo gioco, ma troppo attivo per apprezzare un libretto o un puzzle e manca ancora del tempo all'ora a cui le regole familiari Tavole della Legge consentono di guardare i cartoni animati. In genere pasticciare in cucina è una buona soluzione, con il vantaggio di produrre golosi effetti collaterali. L'unico svantaggio è che se provate ad offrire i biscotti ai colleghi, quando poi spiegate CHI li ha preparati, un'ombra di terrore passerà sul loro volto (... ma.. si era lavato le mani, vero?).
Ora, i piccoli vichinghi, a causa della professione della madre e con gran disappunto del padre, sono adepti dei Grassi di Origine Vegetale. Capita perciò che, quando l'arte culinaria richiede l'impiego di Grassi Saturi, non si rinvenga nel frigorifero che un misero rimasuglio di burro.

Al supermercato, i due metri di scaffale dedicati al burro, sono sorprendentemente vuoti. Poichè l'idea di preparare i biscotti con la margarina contravviene ai miei principi morali, la famiglia piccolovichinga è costretta a ripiegare su preparazione culinarie più dietetiche.
La penuria di burro si protrae per l'intera settimana, tra i brontolii infastiditi dei clienti. Finalmente stasera le Autorità decidono di far sentire la loro voce, sotto forma di volantino appiccicato allo scaffale:

Perché manca il burro?

Cari clienti, come vi siete accorti ultimamente è difficile trovare il burro. Questo dipende dal fatto che nell'ultimo anno la domanda di grassi di origine animale è aumentata costantemente, mentre la disponibilità di materie prime casearie si è ridotta. L'aumento di domanda è dovuto alla popolarità della dieta LCHF (low carbohydrate, high fat) per cui mentre prima si riteneva salutare mangiare pochi grassi, ora sempre più persone li ritengono una parte fondamentale dell'alimentazione e richiedono quantità maggiori di panna e burro, inoltre è aumentato il consumo di latte intero rispetto a quello scremato.
Le mucche non riescono a tenere il passo con l'aumento di richiesta (SIC! non si sa mai che protestino col sindacato...) in quanto il latte appena munto contiene sempre la stessa percentuale di grasso (ci vorrebbero le mucche OGM), quindi se più persone comprano latte intero, ne rimane di meno per fare il burro.
La Svezia è sempre stata autosufficiente per la produzione di burro e derivati del latte, inoltre il burro svedese è economico (svenskt är bäst!). Perciò è difficile iniziare rapidamente un'importazione di latte dall'estero per soddisfare le richieste e ci vorrà del tempo per rendere regolari le forniture.

Dieta LCHF a parte, per capire le implicazioni di questa catastrofe della grande distribuzione, bisogna capire il rapporto di profondo amore e devozione che lega gli svedesi al burro (e alla panna).
Oggi ci siamo fermati a mangiare ad una tavola calda e Marco ha chiesto una bistecca. La sottoscritta, fedele alla propria vocazione salutista, si è premurata di specificare senza salsa. Sulla bistecca c'erano due medaglioni spessi 1 cm, di qualcosa che ho interpretato come formaggio alle erbe. Si trattava in realtà di burro aromatizzato per condire la carne, vale a dire per annegarcela.
In molti ristoranti si ordina un piatto unico e viene messo a disposizione un buffet con insalate e pane. In mezzo al buffet troneggia un blocco di burro giallo con le sue belle spatole, perché è impossibile concepire l'idea del pane senza burro.
La tipica torta svedese con la copertura di marzapane, la prinsesstårta, è fatta quasi esclusivamente di panna.
Nei supermercati, il burro viene venduto in mattoni da mezzo chilo - un chilo. Le dimensioni dello scaffale che espone burro e panna vanno da un paio di metri, come nel mio supermercato di quartiere, a qualche decina nei grandi centri commerciali. Qui potrete trovare ogni possibile variante, dal burro senza sale (e cioè normale), a quello salato, extra-salato, con cristalli di sale marino, aromatizzato all'aglio, alle erbe, al limone e quant'altro. Per non parlare della panna: da caffé, da cucina, da montare, acida (gräddfil), aromatizzata in ogni modo possibile (incluso il lampone) e creme fraiche di ogni ordine e grado. Ci sono pure la panna acida light e quella senza lattosio.
Insomma, per lo svedese medio, burro e panna non sono un accessorio, sono la base, il pilastro e le fondamenta dell'alimentazione quotidiana, il che spiega secondo me in buona parte il successo di 'sta benedetta dieta LCHF.
L'incapacità delle mucche svedesi di fornire un'adeguata quantità di grasso è quindi un problema di portata nazionale, tanto più che si prospetta la fine dell'autarchia casearia del Regno.
E dire che ci avevano provato, a convincere gli svedesi a passare agli olii vegetali senza rinunciare al patriottismo, con uno studio condotto nientepopodimeno che dal Karolinska, secondo il quale il consumo di olio di colza, rigorosamente di produzione nordica, era in grado di abbassare il colesterolo tanto quanto l'olio d'oliva mediterraneo.

Io intanto sono riuscita a mettere le mani su di un pacchetto di burro non salato, per cui i biscotti me li faccio.

8 commenti:

Random Walk ha detto...

eh già, burro non salato cosa difficile da trovare nel grande nord

Andrea ha detto...

Grazie per l'informazione.
Durante il mio prossimo sopralluogo, provvederò a contrabbandare qualche panetto di burro (sperando che non passino ai raggi X il mio trolley).
P.S. Anche in casa affollati il burro scarseggia: provvediamo subito a reintegrare comprando una mucca.

S A ® A ha detto...

Interessante questa faccenda del burro, provo ad informarmi meglio, potrei farne un articolo divertente :)
.. il burro aromatizzato all'aneto è il mio preferito, peccato per le quantità, a volte davvero le annegano le pietanze..

Morgaine le Fée ha detto...

Io faccio i dolci con la Bregott. Va benissimo lo stesso.

Sta cosa del Burro l'avevo letta anch'io sul Västerbottens Kuriren, giornale dove é possibile commentare gli articoli.
E non ti pareva che non fossero arrivati subito gli adepti della dieta LCHF a compiacersene e a cercare di diffondere il lro Verbo! Ho notato comunque un sacco di altri commentatori che li hanno zittiti dicendo che sono degli integralisti religiosi: la cosa non mi stupisce, perché lo svedese sí ha bisogno del chilo di burro, ma prova tu a togliergli le patate(lesse)!(e io, che sono seguace del Flying Spaghetti Monster, come potrei stare senza carboidrati?)

Pare che certi adepti della LCHF quando fanno la spesa vadano ad importunare altri clienti questionando i contenuti del loro carrello (anche questa letta come commento sul västerbotten kuriren).

Melissa ha detto...

A mio sapere è normale che in questo periodo si produca meno burro qui in Svezia, tanto che ho sentito questa notizia un paio di settimane fa al telegiornale.penso che usare un pò meno grassi animali qualche volta all anno non faccia che bene alla salute.
Anche se io nel frigo ho sempre 2 tipi di Breggot, normal e extrasalt e un panetto grande di burro per cucinare, rigorosamente marca norrmejerier.Fortunatamente questa marca del nord della Svezia ora ha anche la versione di burro simile al Breggot,per usarlo nel pane di tutti i giorni!

Anna ha detto...

sarei curiosa di sapere il razionale di questo tipo di dieta e come va a percentuali la svezia come malattie cardiovascolari e simili (= (lo so domanda da medico noioso!)giulia confido nella tua precisione BACIO

Giulia ha detto...

@ Andrea : qui c'è la pubblicità del latte locale che dice: se vuoi latte più fresco di così, devi comprare la mucca!
@ Morgaine: aspetto di incontrarne uno, di 'sti rompipalle della spesa.

@ Anna:
Mi sa che la mia precisione è andata in vacanza ai Caraibi insieme ai miei neuroni, comunque per la mia vecchia maestra posso fare uno sforzo :D

Il razionale della LCHF è che Tutto il Male è colpa dell'insulina, per cui via i carboidrati. Ci sono pure medici che la sostengono. Per dimagrire sembra sia efficace, per restare sani ho i miei dubbi.
Qui c'è una lista di studi in cui è risultata efficace contro il sovrappeso e per il controllo glicemico, mi pare significativo che i suoi stessi sostenitori non includano studi sul profilo lipidico e sull'aterosclerosi

http://www.dietdoctor.com/weight-loss-time-to-stop-denying-the-science

La mortalità da cause cardiovascolari in Svezia è 1,7 volte quella italiana, negli anni '70 era molto più alta: ci hanno dato dentro con la prevenzione, burro a parte. Se ti interessano gli altri dati (morbilità, diabete, fumo ecc) eccoti un bel link
http://www.swissheart.ch/uploads/media/European_cardiovascular_disease_statistics_2008.pdf
(devo ancora leggerlo per bene)

Morgaine le Fée ha detto...

Qualche anno fa si esaltava tanto la cosiddetta dieta mediterranea (uso e di carboidrati complessi, grassi vegetali, moderato uso di proteine, meglio se dal pesce e gran uso di frutta e verdura).
Non va piú bene adesso? Perché?