venerdì 28 maggio 2010

Ritorno in incognito

Dopo incredibili traversie burocratiche mio padre ha ottenuto il permesso di costruire una piccola pergola di legno in giardino, per metterci sotto il tavolo e le sedie, una di quelle amenità all'italiana che però il potere costituito non vede di buon occhio. Dico solo che per ottenere il permesso di costruirla si è dovuto aspettare un anno, e l'intervento del Comune di residenza, della provincia, e della Regione (ufficio per gli affari paesaggistici...). Come al solito non commento.

Beh, adesso che la può costruire tocca dargli una mano...
Un viaggetto da solo, in incognito. Una cosa veloce, toccata e fuga. Il comandante (Giulia [nda]) mi ha accordato cinque giorni di licenza. Rocket rimane di stanza al 58mo reggimento (mezzi anfibi, ora che fa caldo ha scoperto lo stagno...).
Approfitto del viaggio per sistemare un po' di affari, risolvere un po' di rogne, vedere un po' di amici.

Rientro adesso da una pizza appunto con loro organizzata al volo. Cavoli era una vita che non facevo mezzanotte a fare bagordi. Ridere e scherzare davanti una birretta ha il suo perchè!
Abbiamo parlato di così tante cose che non riesco a ricordarmele tutte, e soprattutto, quelle che mi ricordo sono talmente eterogenee che non so se riuscirò a collegarle l'una all'altra. Ma la cosa peggiore è che tutti i discorsi andavano a sfociare sempre nello stesso punto.
Ehm.... Anche alcuni anni fa si andava sempre a finire nello stesso punto, ma era un altro punto...

Premessa: i miei amici (uomini e donne) sono gentaglia della peggiore specie, ma nel senso buono del termine. Quelli con cui puoi raccontarti barzellette sporche e ridere delle cazzate più stupide e allo stesso tempo confidarti completamente. Sono anche quelli a cui basta dare il la perchè ti facciano da spalla per una battuta, o con cui puoi metterti a parlare di massimi sistemi e fragilità dell'anima, siamo davvero in sintonia.
Raramente abbiamo parlato di politica, quella non è mai divertente, piuttosto parliamo di donne, uomini, stereotipi, trombate (immaginarie), facciamo a gara a chi cucca di più (o di meno) e in mezzo ci mescoliamo un po' di cose serie, per far finta che non siano troppo importanti, anche se in realtà lo sono e gli diamo il giusto peso (al milligrammo). Insomma una allegra combriccola di bastardi. Posso dire la verità su di loro perchè tanto so che difficilmente leggeranno questo blog...
Ah si... un'altra cosa, i miei amici sono sempre in ritardo... così questa sera mentre li aspettavo sotto casa guardavo la strada e andavo dietro i miei pensieri...

La mia nostalgia mi fa sempre pensare "e se tornassimo indietro? e se le cose non andassero poi così male?". Mentre aspetto guardo le macchine che passano...
La crisi? Non c'è!
Porsche Cayenne (3), Bmw X6 (1), X5 (2), X3(1), Range Rover Sport V8 (2). Ferrari 612 (1), qualche suv sulla tacca dei 30k (= 30.000 euro [nda]), Lexus RX430 da 60k, una station da circa 15-20k, una vecchia panda da zero k, e poi altre macchinone tra i 30k e i 50k e passa... La crisi non c'è.... sono in un quartiere residenziale normale, in un comune nella cintura urbana di Padova... Non sono mica in centro!!!
Ma dico io... Perchè mi faccio spaventare così tanto da quello che leggo sui giornali?
Checcazzo ci sono andato a fare in Svezia? Potevo restarmene qua!

Anche il "Governo" ha sempre detto che la crisi non esisteva (salvo poi ritrattare tutto qualche giorno fa, quando il grande "Ministro" della grana ha detto che "la crisi è peggiore del previsto" e quindi bisognava approvare in fretta e furia la sua manovrina da 24mld e stare anche zitti.

Ma c'è o non c'è questa crisi? Inizio ad avere qualche dubbio...

Dopo una mezz'oretta di questi pensieri e di queste macchine sono con loro in pizzeria. Qui due uomini e tre donne, mi torturano e mi estraggono a forza informazioni sul paese nordico in cui ho piantato il campo base.
Sulle prime cerco di resistere, rispondo come mi hanno addestrato a fare: nome, cognome, grado e numero di matricola. Ma poi, sotto la minaccia di una rotellina da pizza, cedo... Eccomi dunque a descrivere le differenze tra le donne italiane e svedesi, tra le auto, le pizze, gli sport, la tv ecc.
Ovviamente tutte queste informazioni si pagano con altre informazioni.
Per prima cosa mi interesso sullo stato di salute lavorativa dei miei inquisitori. Non va tanto bene. Ognuno di loro ha avuto a che fare con la crisi più o meno da vicino.

Miglio: ha appena firmato una lettera di mobilità (nel senso che lo mettono in mobilità) e ora la stessa azienda che lo ha buttato a terra gli chiede prestazioni "esterne" con partita iva (prima era assunto a tempo indeterminato).

La Divina: lei la gente la assume, e ci racconta delle disavventure che passa la gente, che firmano lettere di licenziamento e in cui rinunciano alla cassa integrazione in cambio di una promessa verbale del loro capo che verranno riassunti presto.

TomTom (il viaggiatore): ci racconta di come certi imprenditori fanno fallire (o almeno ci provano) fonderie e altri tipi di aziende giocando a spostare il lavoro da una azienda ad un'altra sempre di loro proprietà. Poi si lascia ad una riflessione molto profonda: ma come mai in Germania lavorano dalle 7 alle 15.30 (otto ore giuste con mezz'ora di pausa pranzo) e non hanno più di tanti problemi mentre in italia se non fai almeno 9-10 ore in ufficio il capo ti guarda malissimo e abbiamo un debito pubblico da paura e una economia disastrata? Non abbiamo voluto cercare risposta, ma abbiamo apprezzato la domanda osservandone compiaciuti le cromature dei finestrini.

Darletta e Fede: ci sono un centinaio di cassintegrati nell'azienda in cui lavorano (e in cui lavoravo anche io quattro anni fa). Ma ci sono 500 dipendenti... Come si decide QUALI rimangono a casa? Ci pensa il sindacato! Il sindacato GIALLO si mette d'accordo con l'Azienda, e si fa dare i nominativi dei dipendenti che dal GIALLO sono passati al VERDE, per poi dire all'Azienda di mettere in cassa integrazione i dipendenti associati al VERDE (traditori) e non quelli associati al GIALLO, nel più coeso spirito di tutela collettiva dei lavoratori.

Tutto questo basterebbe per affossare gli animi del più crudele commando.
Ma noi siamo un gruppo affiatatissimo di DURI, e non ci facciamo abbattere da così poco, si torna a parlare di sesso, bambini, auto sportive, altalena acrobatica. Probabilmente anche il giro di Vodka ci ha aiutato...

Ma qualcosa di diverso dal solito c'è.
Mi accorgo che i discorsi ogni tanto vanno a parare sugli avvenimenti della politica italiana, sulle cazzate che leggo quando sono in Svezia, su come le cose sono assurde.

Mentre una volta tutti i discorsi finivano sul punto G, adesso finiscono sui problemi che ci sono in giro... Beh, che dire... Forse la crisi per qualcuno c'è.


26 commenti:

Anonimo ha detto...

La crisi c'è e quello che vediamo ora è solo la punta dell'iceberg, siamo abituati ad un certo tenore di vita e finchè le risorse continueranno ad eserci (i nostri poveri risparmi) cercheremo di mantenere le nostre abitudini, nella speranza che, prima del loro completo esaurimento, qualcosa cambi. La crisi la vedo anch'io nel mio lavoro, gli incassi sono calati notevolmente, forse sarei più sereno e tollererei di più una finanziaria di lacrime e sangue se a guidarci ci fosse una classe politica seria e competente.... ma la percezione che ho dei politici italiani, di destra, centro e sinistra, non è quella. So quanto sia diventato complicato e costoso costruire qualcosa, è il mio lavoro, più passa il tempo e più aumentano le incombenze e i tempi di attesa; presto anche per costruire la cuccia del cane dovremo richiedere autorizzazioni varie, fare calcoli strutturali etc....
Mauro da UD

Morgaine le Fée ha detto...

la csa molto interessante é, che mentre SB, i media, la TV eccetera, presentano tanta F.. perché si parli e si pensi solo a quello, l'effetto é stato invece che voi ne parlate di meno e discutete di piú d'altro.
Molto interessante.

Anonimo ha detto...

ma li in Svezia non cercano uno spazzino, che gli mando il curriculum ?

( logicamente da buon italiano, rimuovo qualche corso e titolo di studio , per giusta causa )

Anonimo ha detto...

complimenti per il tuo post, mi sembra molto sincero e ben scritto.

Claudio Valerio ha detto...

Io vedo girare anche moltissimi iPhone, che qui nello stivale si aggirano sulle 600 cocuzze ciascuno. Se anche fai l'abbonamento meno di 200 gocce di sangue non spendi.
La verità é che gli italiani spendono x le stronzate e poi si lamentano se non arrivano a fine mese. Stessero zitti, almeno!

Cla'

Giulia ha detto...

Le serate con i nostri amici sono la cosa che mi manca in assoluto di più dell'Italia.
Il comportamento di molti datori di lavoro è schifoso, il recente scandalo call-center è solo la punta di un iceberg... "firmano lettere di licenziamento e in cui rinunciano alla cassa integrazione in cambio di una promessa verbale del loro capo che verranno riassunti presto" e immagino che a chi si rifiuta venga invece promesso che in aziernda non metterà più piede.
Spiace però dire che gli italiani in maggioranza si lamentano ma non si ribellano mai al capetto di turno (capo, manager o barone che sia). C'è una grande paura di esporsi e ognuno bada a difendere la propria "nicchia" di tranquillità. Del resto in molti ambienti, chi prova ad alzare la testa viene sonoramente rimesso al proprio posto (se femmina ancora peggio).
Una cosa che mi piace tanto qui in Svezia e che le opinioni e le critiche di ognuno vengono ascoltate. Purtroppo in Italia la cultura della democrazia non è così diffusa, per cui va spesso a finire che comandano degli incompetenti che si ritengono chissà chi, tanto nessuno può dir loro niente.
Noi ogni tanto pensiamo di tornare per stare vicini alla famiglia e agli amici e ci diciamo "tutto sommato potremmo vivere come fa la maggioranza, scavarci la nostra nicchia e stare bene lo stesso".
Ma non funzionerebbe.
O si torna da guerrieri o non si torna affatto.

TopGun ha detto...

@Marco bel post.

la riflessione sulle auto la faccio anch'io.

alfa 146, bmw serie 1, mini cooper, 500 fiammanti, mercedes....

la differenza la vedi alla pompa.
tu con la tua utilitaria economica e che confà alle tue esigenze, comprata in contanti fai il pieno.

quello con il serie 1 o con la 500 ultimo modello...mette 10€.


Claudio ha citato i telefonini...
è una storia che si ripete ad ogni infornata di nuovo status symbol.
telefonini, scarpe, e magliette con marchio ben in rilievo sennò no si vede bene.

e poi metti 5€ di benzina.....



sui vincoli paesaggistici che le persone normali devono tenere e i potenti invece no, tralascio.
l'esempio più lampante che mi viene in mente è un fatto trito e ritrito.

Buona notte.

p.s. non fate la sciocchezza di tornare,ve lo dico col cuore :)

zucco ha detto...

Che dire? Marco scrive poco, ma quando scrive lo fa bene, con ironia. Credo che il cosmo della sua combriccola sia lo specchio di ciò che accade. Io sono un medico e pure di ruolo, quindi la mia nicchia salda per ora sta lì a proteggermi. Del resto se saltasse la Sanità significherebbe che l'Italia è in banca rotta, credo. Ma se guardo ai miei amici ... dunque: due sono in cassa, lei fissa per mesi e lui tot giorni alla settimana (con un bimbo da crescere e per fortuna con una casa costruita e già pagata); un altro è sul chi vive in un'azienda brianzola dove il lavoro va è viene ma... Il futuro marito di mia sorella con padre e fratello manda avanti una altra azienda brianzola: hanno limitato i danni ma tutti i contratti a termine nel 2009 sono saltati; il fratello di una nostra amica aveva messo su una piccola azienda di meccanica e negli ultimi mesi stanno mangiando i risparmi, se ne hanno ancora, per pagare i mutui dei macchinari, visto che soldi non ne entrano.
Chi ha tempo e voglia magari si legga "I granduchi di Soldogna" di Capranica. Come dire: i ricchi rimangono ricchi anche quando perdono soldi, ma la gente normale va a fondo.

Ma la mia domanda è: di chi è la responsabilità? La crisi c'è in Europa come in America, ovvio, ma noi siamo a rischio, a detta di valutazioni ecc; certo, il PIL crescerà, dicono, ma il debito è da paura.
E noi siamo scontenti della classe politica, destra, sinistra o centro, non c'è differenza. Ma chi li ha votati? Io no? Non è vero, ho votato e così altri milioni di italiani. Qualcuno dice, c'è poco da scegliere.
Vero.
Ma ricollegandomi alla storia del iphone: c'è la fila per comprare l'ipad. Domanda, ma serve a tuttqa questa gente?
In tempi di benessere ho assitito a questa scena: certe colleghe di mia moglie la vacanza a Sharm, o posti del genere, l'hanno fatta. E come? ma ovvio: con un bel prestito da ripagare per tutto l'inverno. Caspita! il mutuo per la casa lo capisco, le rate per la macchina ancora (si ma non l'X5, no? si? ditemelo voi. Io compro solo macchine usate dopo 2-4 anni hanno già perso il 50% del valore in genere), ma fare i debiti per le vacanze ... Boh? A casa mia, dove i soldi non sono mai mancati, moltissimo, in periodi di rigore si faceva come quelli di Faenza ... stavamo senza.
Rifaccio la domanda in un altro modo: viene prima l'uovo o la gallina? Vengono prima una proposta culturale massificata (a cominciare dal Drive In iperpopputo) ed una classe politica inadeguata o siamo noi che mediamente stiamo diventando più interessati all'apparire che all'essere e la nostra classe polita non è altro che un nostro riflesso?
Mi fermo qui e mi scuso per la lungaggine, ma lo considero una sorta di sfogo su massimi sistemi tra amici davanti ad una birretta.
Ciao a tutti

Giuseppe ha detto...

@ topgun

Alfa 147..
Ho un' alfa 146 del 2000 con impianto a gas, quindi....

Ciao e buona Svezia a tutti

TopGun ha detto...

si si errore mio.
adesso ci sono la giulietta al suo posto e ho dimenticato di citare la piccola mito :)

Marco ha detto...

@Morgaine: davvero interessante la tua analisi... :-D

Vorrei ringraziare anche tutti gli altri che sono intervenuti, ogni commento è stato molto apprezzato.

Devo dire la verità... la prossima volta vorrei tanto parlare solo di gnocca in questo blog... (ma non posso, il blog lo ha aperto mia moglie...).
Il fatto è che non mi va di buttarci dentro la politica...
Che dite lo facciamo diventare un club di alfisti?

TopGun ha detto...

tua moglie lo permetterebbe un club di alfisti?? :D
a certi livelli è come parlare di donne. <3

Giulia ha detto...

peggio, peggio! Almeno quando parla di gnocca capisco cosa dice ;D

TopGun ha detto...

ahahahahah

cgbencini ha detto...

Una volta finivate sul punto G, ora finite sui problemi che ci sono a giro... non è che anche voi state invecchiando? :-)
Io è qualche anno che me lo chiedo ma per ora sono sempre giovane!!!

E la crisi c'è, ma come al solito colpisce e pesantemente i più deboli....

Anonimo ha detto...

Sono 30 anni che sento parlare di crisi... però in giro ci sono un sacco di case nuove, non si vedono auto con più di 10 anni, tutti abbiamo la mega tv, cambiamo cellulare ogni 6 mesi, siamo tutti vestiti bene, viaggiamo... le vetrine dei negozi sono piene del superfluo! E la gente compra!
Vero, ci sono aziende che chiudono... però questo è sempre successo. Qualche volta ti tocca da vicino, altre volte no. Quando è toccato a me sembrava un dramma (e adesso cosa faccio? Chi mi prenderà? Le mie abitudini! Ricominciare da capo!), poi ho cercato un altro lavoro, non l'ho trovato subito e non alle stesse condizioni, però l'ho trovato.
A volte bisognerebbe riguardare i vecchi giornali: crisi! Crisi! Crisi... ve lo ricordate quando siamo passati all'Euro? Pareva che dovesse cascare il mondo! Eppure siamo ancora qui...

Marco ha detto...

Caro anonimo, io ho 34 anni, e quello che ho visto nella mia vita è questo:

- negli anni 80 lavorava solo mio padre, e riusciva ad avere abbastanza soldi per arrivare a fine mese, finire di costruire la casa, portarci in vacanza e fare anche i regali di natale.

- negli anni 90 lavorava anche mia madre per mantenere lo stesso standard.

- io ho iniziato a lavorare alla fine degli anni 90, e nel 2000 (proprio prima che arrivasse l'euro) potevo considerarmi "RICCO" guadagnavo quasi di più di mio padre e mia madre messi assieme.

- adesso mi accorgo che per mantenere lo stesso stile di vita si lavora sempre di più, sempre più stressati, sempre più strapazzati da una classe dirigente che sostanzialmente se ne frega di TUTTI i problemi che una normale famiglia può avere, ad iniziare dagli asili nido e a finire dalla sanità, passando per la formazione dei giovani.

Non si riesce a mettere via più un soldo alla fine dei conti.
E io non sono uno di quelli che va al cinema tutte le settimane, o che ogni sera va a bersi l'aperitivo al bar (lo spritz...).

Se abbiamo l'impressione che questo paese stia decadendo forse un motivo ci sarà...
Vogliamo parlare del debito pubblico? Continua ad aumentare a ritmi spaventosi e prima o poi bisognerà pagarlo... ma tanto siamo ancora qui e ci saremo... qualcuno pagherà... finchè la barca va...

Morgaine le Fée ha detto...

Ben, Marco, e se ci pensi, molti nella generazione dopo la nostra, lavorano tanto quanto, ma gratis o quasi, perché c'é lo stage in azienda, perché i soldi te li daranno chissá quando, perché hai un cococo e cocodé, eccetera...

karimone ha detto...

Torno in Italia dopo ben 2 anni, staremo a vedere. Comunque penso che la crisi sia un buon argomento per legittimare decisioni e comportamenti da parte delle grandi aziende che in altri tempi non sarebbero stati ammessi. Leggasi "dislocamento".

Ormai la Cina (o l'est in generale) sta diventando la fabbrica del mondo.

Luisa ha detto...

Marco stai diventato un lamentone... cosa vuol dire a rotoli? Devo venire lì e tirarti le orecchie?
Non sei scappato da qui perchè vivevi in un paese del terzo mondo ed eri ridotto alla fame, ma perchè sembrava che in Svezia ci fosse la possibilità di "fare fortuna" con condizioni di lavoro più vantaggiose e più tempo libero. Giulia in particolare, se fosse rimasta qui avrebbe dovuto combattere molto di più x poter fare il lavoro che le piace.
Se smetto di leggere i giornali e mi guardo attorno non ho affatto la sensazione che qui stiamo andando a rotoli. Mi pare che non si stia poi così male, anche se cercano di convincermi del contrario... vero, ci sono dei problemi, ma non sono diversi da quelli che ho sempre visto e con cui ho sempre convissuto. Adesso sta toccando a Miglio, a me è capitata nel 95 e poi (che fortuna!) anche nel 2003... anche all'epoca mi sembrava di essere circondata da persone nella mia stessa barca. All'epoca si parlava di crisi, adesso pare che quelli fossero gli anni d'oro.
Negli anni 80 anche mio padre manteneva tutta la famiglia, ma il guardaroba estivo e invernale di 4 persone ci stava in un armadio, un vestito ti doveva durare x anni e l'avresti passato a tua sorella, la macchina era una sola. Le vacanze si facevano in appartamento al mare a 50 km da casa. I regali x i bambini erano a Natale e basta, e non ogni volta che si va al centro commerciale come oggi. Negli anni 80 mio padre metteva il lucchetto al telefono x evitare che le figlie adolescenti lo spennassero con le telefonate (urbane), mentre mia madre faceva la spunta dello scontrino al supermercato x vedere se il conto era esatto.
La maggior parte dei miei amici coetaneii ha fatto solo la scuola dell'obbligo, tanti hanno cominciato a lavorare prima dei 14 anni, i più bravi a 18-19 anni si compravano un rottame più vecchio di loro e ne andavano orgogliosi.
Questo era tanti anni fa, sii sincero! Adesso non siamo messi così male! Il tenore di vita non è lo stesso!
Tu hai fatto una scelta, ma spero che tu non l'abbia fatta convincendoti di provenire dal Biafra!
E non cercare di convincerti che tutto quello che c'è qui è da buttare!
Capisco i tuoi dubbi e le incertezze, ma se devi fare una scelta, la devi fare perchè così sei più felice, la vita è una sola e tu non eri ridotto alla fame, qui hai una bella casa e un lavoro.
Scegli perchè lì stai meglio, perchè sei più felice, perchè ti piace di più, o perchè guadagnate una barca di soldi (ammesso che questo sia sufficiente x poter essere felice)... ma non perchè ti auto-convinci che qui è una cacca totale.
Ho altri amici che vivono all'estero, ma nessuno di loro ha tutto questo astio e rancore nei confronti del paese di origine.
X Morgaine le Fée: lo stage è toccato anche a me nel lontano 88, si chiamava corso di formazione professionale x analisti programmatori junior, facevo 8 ore al giorno, è durato 6 mesi e poi in nero x non ricordo quanto tempo, e poi un contratto di formazione (altri 2 anni di incertezza). Su 20 persone solo 3 alla fine sono state assunte. Ah, i soldi dello stage (320.000 lire) sono arrivati 6 mesi dopo che l'avevo finito, quindi nel frattempo dovevo anche farmi pagare l'autobus dai miei. Anche allora si veniva sfruttati, all'epoca la chiamavano gavetta e si pensava che fosse doveroso farla x imparare un mestiere.

Giulia ha detto...

Lu, chiaro che in Italia non si muore di fame e infatti Marco parlava di tutti i macchinoni e altri lettori hanno parlato di tutto il consumismo che c'è in giro. Del resto, mancano modelli culturali alternativi ed anche questo purtroppo è un segnale di decadenza, che molta gente pensi a comprarsi il cellulare o a fare le vacanze anzichè a fare qualcosa della propria vita.
Però secondo me è innegabile che ci sia un generale precarizzazione del lavoro. Tu hai fatto lo stage a 18-20 anni e venivi dalle superiori, sono d'accordo anche io che a quell'età per imparare un lavoro bisogna fare la gavetta, non si può pretendere che qualcuno ti assuma se ancora non sai lavorare. Ma ora c'è tanta gente che lo stage o il cococo o la collaborazione sottopagata con partita IVA lo fa a 30 anni passati e con laurea e 5 anni di esperienza lavorativa. E questo si chiama solo sfruttamento. E in Italia è peggio che altrove, o forse l'Italia non sa che farsene dei suoi ingegneri, chimici e biologi e quindi è giusto che emigrino. Ma allora la concorrenza alla Cina con cosa la facciamo?
2- noi non "guadagnamo un mucchio di soldi" non so che idea ti sei fatta :D! Lo stipendio di un medico (di ruolo) qui non è diverso che in Italia. Però io faccio il lavoro per cui mi sono preparata per tanti anni senza per questo dover rinunciare c stare con mio figlio, alla fine la grande differenza è quella. E ti assicuro che non lavoro poco, anzi più che prima, è l'organizzazione che funziona meglio. E nessuno mi chiede come condizione per assumermi, di garantire che non resterò incinta per 3 anni, come è accaduto ad una mia collega.
Ma io sono stata fortunata, gli stage-partiteIVA-cococo italiani neanche li fanno i figli, perchè non sanno se l'anno prossimo potranno mantenerli, e non parlo solo di quelli che vanno ditro all'ipod.

Marco ha detto...

Beh che dire, Giulia mi ha tolto TUTTE le parole di bocca, ad una ad una.
Certo fa così strano stare in un posto dove le cose sembrano organizzate, e il tuo capo capisce che hai un bambino e ti dice "se devi restare a casa perchè è malato puoi lavorare da remoto". Oppure quando chiedi un pomeriggio di permesso non ti trattano come un criminale....
Certo se avessi scritto io il commento di Giulia alla fine avrei scritto iPad, o iPhone 4... (forza mac!)

karimone ha detto...

Io vivo a Klaipeda, dall'altra parte del baltico. In pratica se mi butto in acqua e nuoto abbastanza, dopo circa 400km ci incontriamo sulla spiaggia.

Sono sposato con una lituana e abbiamo una bimba di 4 anni ed un bimbo in arrivo ad Ottobre, viviamo qui a Klaipeda da due anni per svariati motivi, in primis l'università di mia moglie, i servizi per i bambini e poi la semplicità burocratica per la mia attività. Purtroppo però la Lituania non è un paese con dei mezzi alle spalle come l'Italia o la Svezia e la crisi si sente molto, anzi tantissimo. Ora che mia moglie è diventata infermiera dobbiamo decidere il da farsi, pensavamo di venire in Svezia e questo spiega la mia presenza su questo blog, ma pensavamo anche di tornare in Italia.

Se penso di tornare in Italia inizio a stare male. Ci sono un sacco di cose dell'Italia che non mi piacciono, molti se la prendono con Mr B. e dei suoi amichetti al governo, ma io me la prendo molto con gli italiani stessi. Anzi, voglio essere più preciso, con la mentalità dell'italiano medio che è rivolta sempre a fare le cose a discapito del prossimo.

Lo puoi notare nelle piccole cose, la fila per salire sull'autobus, gli orari delle banche, i servizi non richiesti sulla bolletta telecom, i disservizi dell'eni quando chiamo il servizio clienti, la telefonia mobile che costa l'ira di Dio, le tasse al 50% che ti obbligano ad evadere... e tutto quel modo di vivere da furbo che se non fai tuo sei destinato a essere dissanguato.

Se tornerò mai in Italia io farò parte dei disonesti. Evaderò le tasse e farò in modo di usare le conoscenze e l'astuzia per far parte dei furbi perché questo è l'unico modo per vivere senza soccombere nel paese più bello del mondo.

Giulia ha detto...

e vabbè, iPad :P!!!

TopGun ha detto...

@Giulia non passare al lato oscuro della forza. stai con Android!

bik&patty ha detto...

AH! AH! AH! Sposo in pieno il commento di Morgaine la Fee!!!!
L'italiano medio, che si è sempre occupato solo di F. e di pallone, forse proprio grazie al modo di fare businness di qualcuno, ora comincia anche a parlare d'altro!
Chissà se anche la recente batosta ai mondiali non possa alfine produrre un effetto positivo simile??