venerdì 28 maggio 2010

Ritorno in incognito

Dopo incredibili traversie burocratiche mio padre ha ottenuto il permesso di costruire una piccola pergola di legno in giardino, per metterci sotto il tavolo e le sedie, una di quelle amenità all'italiana che però il potere costituito non vede di buon occhio. Dico solo che per ottenere il permesso di costruirla si è dovuto aspettare un anno, e l'intervento del Comune di residenza, della provincia, e della Regione (ufficio per gli affari paesaggistici...). Come al solito non commento.

Beh, adesso che la può costruire tocca dargli una mano...
Un viaggetto da solo, in incognito. Una cosa veloce, toccata e fuga. Il comandante (Giulia [nda]) mi ha accordato cinque giorni di licenza. Rocket rimane di stanza al 58mo reggimento (mezzi anfibi, ora che fa caldo ha scoperto lo stagno...).
Approfitto del viaggio per sistemare un po' di affari, risolvere un po' di rogne, vedere un po' di amici.

Rientro adesso da una pizza appunto con loro organizzata al volo. Cavoli era una vita che non facevo mezzanotte a fare bagordi. Ridere e scherzare davanti una birretta ha il suo perchè!
Abbiamo parlato di così tante cose che non riesco a ricordarmele tutte, e soprattutto, quelle che mi ricordo sono talmente eterogenee che non so se riuscirò a collegarle l'una all'altra. Ma la cosa peggiore è che tutti i discorsi andavano a sfociare sempre nello stesso punto.
Ehm.... Anche alcuni anni fa si andava sempre a finire nello stesso punto, ma era un altro punto...

Premessa: i miei amici (uomini e donne) sono gentaglia della peggiore specie, ma nel senso buono del termine. Quelli con cui puoi raccontarti barzellette sporche e ridere delle cazzate più stupide e allo stesso tempo confidarti completamente. Sono anche quelli a cui basta dare il la perchè ti facciano da spalla per una battuta, o con cui puoi metterti a parlare di massimi sistemi e fragilità dell'anima, siamo davvero in sintonia.
Raramente abbiamo parlato di politica, quella non è mai divertente, piuttosto parliamo di donne, uomini, stereotipi, trombate (immaginarie), facciamo a gara a chi cucca di più (o di meno) e in mezzo ci mescoliamo un po' di cose serie, per far finta che non siano troppo importanti, anche se in realtà lo sono e gli diamo il giusto peso (al milligrammo). Insomma una allegra combriccola di bastardi. Posso dire la verità su di loro perchè tanto so che difficilmente leggeranno questo blog...
Ah si... un'altra cosa, i miei amici sono sempre in ritardo... così questa sera mentre li aspettavo sotto casa guardavo la strada e andavo dietro i miei pensieri...

La mia nostalgia mi fa sempre pensare "e se tornassimo indietro? e se le cose non andassero poi così male?". Mentre aspetto guardo le macchine che passano...
La crisi? Non c'è!
Porsche Cayenne (3), Bmw X6 (1), X5 (2), X3(1), Range Rover Sport V8 (2). Ferrari 612 (1), qualche suv sulla tacca dei 30k (= 30.000 euro [nda]), Lexus RX430 da 60k, una station da circa 15-20k, una vecchia panda da zero k, e poi altre macchinone tra i 30k e i 50k e passa... La crisi non c'è.... sono in un quartiere residenziale normale, in un comune nella cintura urbana di Padova... Non sono mica in centro!!!
Ma dico io... Perchè mi faccio spaventare così tanto da quello che leggo sui giornali?
Checcazzo ci sono andato a fare in Svezia? Potevo restarmene qua!

Anche il "Governo" ha sempre detto che la crisi non esisteva (salvo poi ritrattare tutto qualche giorno fa, quando il grande "Ministro" della grana ha detto che "la crisi è peggiore del previsto" e quindi bisognava approvare in fretta e furia la sua manovrina da 24mld e stare anche zitti.

Ma c'è o non c'è questa crisi? Inizio ad avere qualche dubbio...

Dopo una mezz'oretta di questi pensieri e di queste macchine sono con loro in pizzeria. Qui due uomini e tre donne, mi torturano e mi estraggono a forza informazioni sul paese nordico in cui ho piantato il campo base.
Sulle prime cerco di resistere, rispondo come mi hanno addestrato a fare: nome, cognome, grado e numero di matricola. Ma poi, sotto la minaccia di una rotellina da pizza, cedo... Eccomi dunque a descrivere le differenze tra le donne italiane e svedesi, tra le auto, le pizze, gli sport, la tv ecc.
Ovviamente tutte queste informazioni si pagano con altre informazioni.
Per prima cosa mi interesso sullo stato di salute lavorativa dei miei inquisitori. Non va tanto bene. Ognuno di loro ha avuto a che fare con la crisi più o meno da vicino.

Miglio: ha appena firmato una lettera di mobilità (nel senso che lo mettono in mobilità) e ora la stessa azienda che lo ha buttato a terra gli chiede prestazioni "esterne" con partita iva (prima era assunto a tempo indeterminato).

La Divina: lei la gente la assume, e ci racconta delle disavventure che passa la gente, che firmano lettere di licenziamento e in cui rinunciano alla cassa integrazione in cambio di una promessa verbale del loro capo che verranno riassunti presto.

TomTom (il viaggiatore): ci racconta di come certi imprenditori fanno fallire (o almeno ci provano) fonderie e altri tipi di aziende giocando a spostare il lavoro da una azienda ad un'altra sempre di loro proprietà. Poi si lascia ad una riflessione molto profonda: ma come mai in Germania lavorano dalle 7 alle 15.30 (otto ore giuste con mezz'ora di pausa pranzo) e non hanno più di tanti problemi mentre in italia se non fai almeno 9-10 ore in ufficio il capo ti guarda malissimo e abbiamo un debito pubblico da paura e una economia disastrata? Non abbiamo voluto cercare risposta, ma abbiamo apprezzato la domanda osservandone compiaciuti le cromature dei finestrini.

Darletta e Fede: ci sono un centinaio di cassintegrati nell'azienda in cui lavorano (e in cui lavoravo anche io quattro anni fa). Ma ci sono 500 dipendenti... Come si decide QUALI rimangono a casa? Ci pensa il sindacato! Il sindacato GIALLO si mette d'accordo con l'Azienda, e si fa dare i nominativi dei dipendenti che dal GIALLO sono passati al VERDE, per poi dire all'Azienda di mettere in cassa integrazione i dipendenti associati al VERDE (traditori) e non quelli associati al GIALLO, nel più coeso spirito di tutela collettiva dei lavoratori.

Tutto questo basterebbe per affossare gli animi del più crudele commando.
Ma noi siamo un gruppo affiatatissimo di DURI, e non ci facciamo abbattere da così poco, si torna a parlare di sesso, bambini, auto sportive, altalena acrobatica. Probabilmente anche il giro di Vodka ci ha aiutato...

Ma qualcosa di diverso dal solito c'è.
Mi accorgo che i discorsi ogni tanto vanno a parare sugli avvenimenti della politica italiana, sulle cazzate che leggo quando sono in Svezia, su come le cose sono assurde.

Mentre una volta tutti i discorsi finivano sul punto G, adesso finiscono sui problemi che ci sono in giro... Beh, che dire... Forse la crisi per qualcuno c'è.


venerdì 30 aprile 2010

Il vento che danza in patria

Finalmente a casa un'altra volta.
E' sempre bello tornare. Si certo, un po' stressante, saluta questo, vai da quello, ma è bello.
La settimana scorsa a Norrkoping, nonostante la primavera inoltrata, ha nevicato 2 volte. L'italia ci saluta con una dolce brezza tiepida, 21 gradi alle 8 di sera. Il cielo è un po' "sporco", c'è un po' di foschia a tutte le ore. Non me la ricordavo così, in Svezia il cielo è sempre così limpido (quando c'è il sole). Ho l'impressione di non vederci bene, o di avere gli occhiali appannati, invece è solo l'umidità dell'aria.
Torno per vedere i miei cari. I miei genitori, mia sorella, gli amici. Dio quanto mi manca una bella serata con i vecchi amici a fare baldoria come un tempo. Mi sento improvvisamente lontano da tutti questi posti, da tutte queste persone. E' come se facessero parte di un ricordo di 10 anni fa, eppure sono partito solo da 6 mesi.

Tornare e andare in giro a salutare la gente mi lascia un sapore strano in bocca.
Mi viene in mente di quando ero piccolo, e mio zio veniva a salutarci. Lui viveva a Londra! Il suo arrivo era sempre un po' speciale, raccontava cose di paesi lontani… io adesso guardo le persone che vado a trovare e capisco che si sentono come me a quel tempo, e adesso quello speciale che viene da lontano sono io.

Cosa darei per tornare e basta. Non voglio essere quello speciale, non voglio essere quello invidiato ("tu si che te la passi bene di la"). No ragazzi, non è così facile, mi costa caro starvi lontano.

Ci metto davvero poco a sognare di rientrare qui e dimenticarmi l'avventura svedese. Riprendere una vita "normale".
Certo parlando con gli amici e sentendo di come le cose siano ancora le stesse (lavori in sub appalto di sub appalto, consegne sempre anticipate a ieri, i capi che ti chiedono sempre di lavorare oltre l'orario di lavoro normale per consegnare lavori per ieri, frenesia, nervosismo) mi fanno pensare al confronto con quel posto a nord, dove c'è un gran rispetto per la vita privata delle persone, e dove esiste un incredibile equilibrio tra il tempo che passi in ufficio e quello che riesci a passare con la tua famiglia e i tuoi figli.

Si dai è inutile che ce la stiamo a menare, quanti papà hai visto andare al parco con i figli alle 5 del pomeriggio in italia in un giorno feriale? Posso dire zero, non ne ho mai visti, io mosca bianca che ha preso la paternità facoltativa, l'unico tra amici e colleghi che hanno avuto bambini nello stesso periodo.
Eppure tornare qui avrebbe il suo perchè, farsi il giretto al mercato in maglietta il sabato mattina, andare a cena dai nonni… eh magari!

Continuo a parlare con gli amici, si parla di casse integrazioni, di mobilità di aziende che chiudono e di quelle che forse chiuderanno. E quelli che hanno perso il lavoro che fanno sempre più fatica a trovarne un altro. Solo gran tristezza alla fine, accorgersi che le cose che si leggono sui giornali sono vere o false a seconda dei giornali.

Questa settimana Giulia vedrà anche il suo ex-capo, ora diventato primario in una città vicina. Lui ha detto che se lei non ha ancora deciso di rimanere all'estero per sempre ha qualcosa da proporle.
Queste poche parole quasi mi fanno sognare di tornare, quasi. Oddio, se le offrissero un lavoro potremmo anche fregarcene di tutto il resto e scavarci la nostra nicchia qui, come tutti.
Giulia fissa l'incontro, un gelato in Prato della Valle. Ed ecco la grande proposta. Un contratto di collaborazione con Partita Iva (parola magica in italia) che in realtà ancora non esiste, ma che potrebbe essere disponibile verso ottobre. Certo dopo nonsisaquantotempo potrebbe esserci un concorso per ottenere un posto a tempo indeterminato. Ah già, tutto questo ovviamente facendo la pendolare, circa 2 ore e mezza di viaggio al giorno tra andata e ritorno.

Non ci vuole molto a valutare l'offerta.
Ti "potrebbero dare" la stessa paga mensile attuale, ma senza ferie pagate, senza malattia pagata, senza maternità, per un lavoro senza orari precisi, senza recupero delle ore fatte in più (in italia non si usa) senza il "regalo" di una settimana di ferie per ogni settimana di turno di notte, e con la rogna di farti 2 ore di viaggio tra andata e ritorno. Beh su base annua fa una bella differenza.
Lasciare un posto a tempo indeterminato per uno da precario, con un bimbo piccolo, e con la disgraziata voglia di farne un altro. I commenti li lascio a chi legge.

Certo per contro staresti nel posto più bello del mondo, vicino i nonni, gli amici, buon cibo, tutti che parlano la tua lingua..

Ne abbiamo parlato con i miei, di questa e di altre cose, non tanto per ridere, quanto per dar loro la prova delle differenze, il motivo della nostra "fuga". Sono rimasto un po' sconcertato dalla reazione.
È normale dover fare la gavetta. È normale che il geometra che fa i disegni prenda niente in confronto all'architetto che li firma, è normale un una stagista non pagato faccia il progetto di un ospedale che poi un ingegnere firmerà. È normale che il politico di turno chieda la consegna dei progetti con un anno di anticipo per poterli usare come propaganda elettorale.
È tutto normale in questo paese. La gente non si stupisce neanche più.

Facciamo le nostre valigie, domani si parte, con un pizzico di tristezza nel cuore.

PS: nel parco di cui ho parlato tanto tempo fa ho visto che stanno costruendo ancora, a dispetto della crisi, del mercato immobiliare fermo, e del parco, di cui resteranno 4 alberi...

venerdì 16 aprile 2010

Un po' d'ossigeno...

Puff.. Pant... Non ce la faccio più... Tutta una corsa...
Fortuna che si vede il traguardo adesso, no no sono solo quelli dello spugnaggio. Ok fa niente.

Eh si ne sono successe ultimamente, ve ne siete accorti che non scrivevo più eh? Sono capitate un po' di cose, tutte in rapida successione, sono arrivati i miei, Rocket ha cambiato caserma... ehm... asilo, il lavoro in fase di consegna. Ma vi racconto tutto.

Quando arrivano degli ospiti generalmente cerchi di accomodarli decentemente. Quando è arrivata mia sorella ci eravamo trasferiti da un paio di settimane, eravamo accampati come i corpi speciali nella giungla, ma le abbiamo fornito tutto quello che potevamo. Un bel divano letto completamente montato e un piumino. Per mia sorella andava bene. C'erano scatoloni ammassati in giro, mobili da montare ecc. Ma è divertente avere un po' di casino per casa.

Questa volta arrivavano i miei. Non è proprio la stessa cosa.
Un mese prima inizi a guardare la casa con gli occhi di tua madre. Li ci andrebbe una pianta, là ci starebbe una lampada, qui ci vuole un mobile fatto più o meno così, su quella parete ci dovresti attaccare un quadro che è troppo spoglia.... e via dicendo. Vuol dire giretto extra all'Ikea da inserire nella nostra agenda gia in overbooking.
Poi le pulizie. Inizi a fare le pulizie di primavera ogni 3 giorni, perchè quando arriva TUA MADRE (lo dico con simpatia, lei mi conosce bene) lei va a curiosare dappertutto... e allora cerchi di fare non dico una bella figura, ma almeno decente.
Inutile dire che la mattina dopo che erano arrivati come mi sono girato un secondo mia madre ha passato la scopa in ingresso, come a dire "eh si vede che non ho fatto io qua".
Nei dieci giorni che sono stati qui, ho cercato di fargli capire come ce la caviamo qua, cosa vuol dire vivere qua, cosa c'è qui che in italia si sognano. Insomma ho cercato di fargli capire che è una sofferenza essermi allontanato da loro, ed è stato brutto portargli via l'unico nipotino, ma ci sono dei motivi abbastanza validi per cui lo abbiamo fatto.
E' stato parecchio divertente portarseli in giro per i parchi, sulla neve e sul ghiaccio. Ce ne siamo anche andati un po' a zonzo, per dare un'occhiata in giro. Per farti un'idea del posto magari sbagli anche strada e dici "ma si"... E' stato cosi che ci siamo fatti circa 20km di semi fuoristrada tra i monti a nord est di Askersund, divertentissimo!
Certo un po' ho dovuto lavorare, quindi li ho anche mandati in giro DA SOLI. Bello, non parlano svedese, non parlano inglese, ne' tedesco. Ma sono riusciti a farsi capire da tutti. E sono anche riusciti a non perdersi! Eh si ormai posso fidarmi di loro.

Dopo che sono andati via, Rocket ha subito un trasferimento di reparto. Ora è al quinto battaglione artiglieria, qui, sotto casa. Di nuovo due settimane di inserimento, sono state pesantine, almeno per me. Di giorno babysitter, di notte lavoravo. Fortunatamente è finita e adesso mi godo la possibilità di portare il pupo al nido in un minuto, e ancora più bello, me lo posso guardare dalla finestra della cucina (il loro giardino e' proprio qui sotto). Certo mi è dispiaciuto fargli cambiare asilo, ormai si era abituato bene, ma le cose adesso sono molto più facili.

Adesso le cose sono tornate alla normalità, si lavora di giorno e si dorme di notte, ma il prossimo incubo è in agguato... I SUOCERI. Arriveranno tra un paio di settimane. C'è la porta del bagno che cigola, sarà meglio sistemarla prima che mio suocero me lo faccia notare... :-D


mercoledì 14 aprile 2010

La forza della natura - vi presento il "nostro" fiume

Vivere in questo paese dalla luce inclinata ti fa capire cosa sono davvero le stagioni. Ti fa incontrare le forze della natura e allora capisci perchè gli antichi credevano che tutto ha un'anima. In questi giorni ho incontrato qualcosa che mi ha fatto sentire molto molto piccola... ma andiamo con ordine.
C'era da aspettarselo, con tutta la neve che è venuta quest'inverno... fino a febbraio, quando alla mattina andavo al lavoro, il paesaggio si presentava così



...ed ecco com'era l'ospedale dove Silvia e io lavoriamo!
E' stato più o meno vero la metà di marzo che il diurno sgocciolio dai tetti del ghiaccio che si scioglie ha assunto proporzioni tali da farci intuire che, per davvero, era arrivato il Disgelo. Nel frattempo il Sole si alzava nel cielo ogni giorno più in alto, e ogni giorno più presto, e ricomparivano uccellini di ogni specie, contendendo il dominio agli eterni gazze e corvi.
Ma ci eravamo illusi troppo presto e al 2 di aprile ancora i laghi dei dintorni erano coperti dal ghiaccio:

I fiumi però avevano passato il livello di guardia tanto che il servizio mteorologico svedese aveva emanato un'allerta. E fu così che, di passaggio nella cittadina di Finspång, poco a nord di Norrköping, i piccoli vichinghi fecero conoscenza con un infuriato Dio del Fiume che si era mangiato metà del parco:

Ma il meglio doveva ancora venire. Dovete sapere che la notra città, Norrköping, era nel diciannovesimo secolo la più importante sede di industrie tessili della Svezia. La forza che faceva muovere i telai meccanici era quella del fiume Motala, opportunamente regolato da chiuse e canali. Ancora oggi è il fiume il protagonista della città. Nel cuore storico di Norrköping, le vecchie fabbriche sono state trasformate in musei e sedi dell'Università mentre il Motala scorre rapido, si allarga in bacini calmi come specchi per poi tuffarsi in potenti cascate. E' un paesaggio unico al mondo e in questi giorni di disgelo sembra che tutta l'energia del cosmo sia concentrata nei flutti. Queste sono le foto che ho fatto:

11 aprile, davanti alla sala dei concerti, l'ultimo ghiaccio resiste ancora

le rapide

acqua calma, ma superato il bordo...


... la Forza della Natura!

mercoledì 31 marzo 2010

Piccolo dizionario Riccardese-Italiano (con appunti di Svedese)

Rieccomi! No non ditemi niente, lo so che arrivo vergognosamente in ritardo. Spero che non vi siate ancora stancati di passare di qua ogni tanto a vedere che succede. E di cose ne sono successe tante, quindi mi perdonerete se non faccio in tempo a raccontarle. Cose normali, di ogni giorno, come andare in bicicletta al lavoro con la neve che si scioglie, i colleghi che cominciano a conoscerti e chiacchierare per i corridoi dell'ospedale, e finalmente riesco a capire quello che dicono. Tante notti in pronto soccorso con la paura di combinare cappelle (no, non temete, è andato tutto bene, inizio a prenderci la mano col lavoro, insomma come diceva Silvia quasi un anno fa, in fondo la laurea e la specializzazione non le ho mica prese per corrispondenza...però che fatica!).
E poi la luce, che aumenta di giorno in giorno a una velocità assurda, gli uccellini che cantano anche con 0 gradi al mattino... ma dov'era finito il Sole? Che mondo strano!
Ho in testa ancora tante impressioni che non riescono a concretizzarsi in parole, ma tanto non importa perchè in compenso c'è qualcun altro che non fa che parlare... indovinate chi? Ma naturalmente il piccolo Rocket, sembra che gli abbiano tolto il tappo!
Naturalmente l'80 per cento di quello che dice è incomprensibile, ma vi assicuro che lo dice con molta serietà, come un piccolo prof in cattedra. Ha ereditato dal papà la passione per tutto ciò che si muova grazie all'energia fossile, alla faccia del riscaldamento globale, e naturalmente il motto è "tanto più grande, tanto più bello". Ora dovete sapere che noi abitiamo proprio di fianco al supermercato e ogni mattina arrivano diversi camion a consegnare la merce. Il diavoletto al primo rombo del motore si dimentica di qualunque altra attività e corre estasiato alla finestra urlando "CAMBI! CAMBI!". L'etimologia di questa espressione Riccardese ci è rimasta a lungo oscura finchè non abbiamo realizzato che in svedese il furgoncino si chiama "combi". Ora il frugoletto gioca tutti i giorni al dagis con vari tipi di autovetture, pertanto nel suo vivace cervellino ha assimilato tutti i veicoli trasporto merci e coniato un efficace miscuglio tra la madrelingua e la "lingua-scuola".
Ecco a voi un piccolo dizionario della lingua Riccardese... buon divertimento!

Mamma e papà, e fin qui ci siamo
Nonno e nonna, e anche qui nessun problema. Parole comparse all'improvviso la scorsa settimana grazie alla visita dei genitori di Marco che se lo sono spupazzati per una settimana.
No - no. Varie accezioni, da "nooooo..." di delusione a "No!" a "Noo?" (ma davvero no?), al temutissimo "no no no no no no no no no no ...(ecc)"
Kaka- biscotto (in svedese)
Nena- ciuccio (etimologia sconosciuta)
Acca- acqua. Concetto più spesso espresso con grugniti oppure con strilli di disperazione quando la suddetta sostanza non compare sul tavolo entro 2 millisecondi dalla richiesta.
Coco- succo (di frutta)
Ebì- bibe(ron)
Gnamme- mangiare, pappa, oppure biberon col latte. Chiaro esempio di onomatopea spontanea dal momento che nessuno di noi glielo ha insegnato e questo suono in svedese nemmeno esiste.
Cacà - Riccardo (cioè IO, ME), detto solitamente battendosi con orgoglio la mano sulla pancina rotonda
Cacca - questa non è difficile. Il vasino per il momento l'ha centrato una volta sola.
Nanne - letto, dormire
Titta - guarda (svedese).
Titta (2) - tetta
Cale - le scale (la passione del momento)
Cappe - scarpe
Bimbi - bambino/a
Katte - gatto (svedese)
Katte katte oppure gatte gatte... il solletico (gliel'ho insegnato io, non so se si tratti di un lessico famigliare)
Bà - cane, o qualunque essere animato dotato di 4 zampe, che si tratti di una mucca, un cavallo o una donnola, ad esclusione del Katte e di certi piccoli cagnetti insulsi che rientrano anche loro nella categoria Katte. Qualche perplessità si registra riguardo all'elefante e al coccodrillo.
Gli uccelli per il momento non hanno ancora un nome proprio.
Passiamo ora al magico mondo di Ruote, Motori e Affini
Oltre al succitato Cambi (camion) abbiamo:
Bil - automobile, in svedese. Detto solitamente con espressione estatica e rapita. Il termine si applica anche a qualsiasi cosa abbia le ruote, inclusa la bicicletta, il carrello del supermercato e il trolley da viaggio! A dimostrazione che la parola è importante sa fare anche il plurale (bilar, e lo pronuncia con tipica inflessione svedese, biiiiiiilar). Notare che il pigrone, avendo trovato un facile monosillabo per esprimere questo concetto fondamentale, si è ben guardato dall'apprendere l'italiano "macchina".
Cotte - letteralmente elicottero, il termine si applica a qualunque cosa voli, fluttui o galleggi, più o meno dotata di ali, purchè di forma vagamente affusolata, inclusi l'aereo, il dirigibile, la barca e il pesce
Personaggi televisivi:
Apapa - Barbapapà
Bimbi o Pimpi - Pimpa.

Frasi di due parole (che in quanto genitori ci riempiono d'orgoglio come se avesse composto il seguito della Divina Commedia):
Cacà mamma - Riccardo è con la mamma
Katte gnamme (davanti alla figura di un gattino che mangia la pappa)
Katte nanne (il gattino che dorme nel letto)
Nonno cotte - il nonno è andato via con l'aereo. Questo l'ha molto impressionato dal momento che abbiamo assistito al decollo. Tornati a casa il piccolo guerriero fa "nonno?". E noi: "il nonno a preso l'aereo". E lui con aria seria: "Aah... nonno cotte!".

Vi lascio con una canzoncina in svedese che il piccolo ha inventato andando in altalena

Lilla pappa
lilla mamma
lilla ban, lilla ban

ban starebbe credo per Barn, bambino
(piccolo papà, piccola mamma, piccolo bambino)

domenica 28 febbraio 2010

Colori

Questa settimana ne abbiamo viste di tutti i colori.
Lunedì era quasi sereno, ma alle 9 di mattina c'erano -24 gradi (non fa freddo solo all'Ultimo Thule). Sembrava comunque molto sopportabile. Dopo aver portato la recluta in caserma, sono andato a fare una perlustrazione (giro in centro), saro' tornato verso le 10.30 a casa e ho bevuto un bel bicchiere di latte freddo di frigo.... solo che non l'ho sentito freddo, anzi era tiepido! Il frigo andava ero io che ero mezzo congelato!
Martedi ci ha svegliati un sole bellissimo (abbiamo le finestre rivolte a Est). Una giornata fantastica, il cielo blu, la luce radente faceva dei giochi di chiaroscuro sulla neve bianchissima. Uno scenario quasi disorientante, certe volte non si capisce dove è passato lo spazzaneve e dove no e ti trovi a camminare su un mucchio di neve fresca! Faceva talmente caldo che andavo in giro con la giacca aperta, ma era un caldo strano... quel caldo che trovi in montagna a 2000 metri: l'aria gelida (-5) e il sole che ti cuoce. Proprio un bel massaggio.
Mercoledì giornata grigia, temperature a -6. e ho trovato anche un po' di nevischio, diciamo la giornata tipica di questo inverno.
Giovedì grande sorpresa invece. Pensavo si fosse bruciato un carattere sul display del termometro wireless (una chicca), temperatura positiva +1.6! Incredibile! Da quanto tempo!!! Ma la gioia per i gradi "caldi" è finita presto. Giornata uggiosa, un po' di pioggia e a metà mattina è arrivata anche la nebbia... nooooooo! Sembrava di essere a Padova! La neve ha iniziato a sciogliersi con mio sommo disappunto. Nonostante i riscontri strumentali faceva freddo, l'umidità ti si infilava sotto la giacca.. cheppalle!
Venerdi grosso modo la stessa storia. In giro la neve lasciava posto a un po' di fanghiglia e paciugo, delle belle pozzanghere di melma invadevano strade e vialetti del parco. Mi aspettavo che i mucchi di neve alti 3 metri resistessero un po' di più, invece si sono rivelati piuttosto debolucci. Non c'è più la neve di una volta!
Sabato grande sorpresa (finalmente) è tornato il freddo. Tutta l'acqua che ieri creava piccole paludi in giro, durante la notte ha ben pensato di gelare, creando dei lastroni di ghiaccio molto ma molto più scivolosidi una pista da pattinaggio. Nel pomeriggio è arrivata anche una bella nevicata tosta. Fioccava bene e in un quarto d'ora ha imbiancato di nuovo tutto. Così mi piace! Tutto pulito!
Oggi fa di nuovo caldo ed è tornato il paciugo, ma il meteo dice che il freddo tornerà e ci hanno venduto il disgelo per la fine di marzo.... boh, vedremo cosa succede. Se non altro questa settimaa non ci siamo annoiati, e magari gli uccelli e tutti gli animali selvatici hanno trovato qualcosa da mangiare (si è vista un po' d'erba).

martedì 23 febbraio 2010

Informazione made in italy

Sui libri di storia c'è scritto che la storia si fa con i documenti. La storia moderna (nei paesi dove si studia) si chiama giornalismo. Io, nel mio piccolo, ho una certa passione per la storia, moderna e non. Visto che ormai ogni giornale è fazioso (permettetemelo) per capire veramente cosa accade devo accedere a diverse fonti. Beh se c'è una cosa che non manca su internet sono le fonti, e sono anche di un certo rilievo.
Certo che pero' fa un certo effetto leggere le notizie del bel paese da 2500 km di distanza. Che effetto? Beh se non altro non mi viene da vomitare.
Vorrei fare una carrellata sulle notizie di oggi.
Cercherò di non dare ovviamente un taglio politico alla cosa.

Telecom viene accusata di una mega frode fiscale. Cioè Telecom, quella coinvolta nello scandalo delle intercettazioni. Quella Telecom, che in colpo solo si è comprata tutta la rete tecnologica italiana, e che è stata acquistata in malo modo con una scalata aggressiva dal suo attuale padrone, azione dalla quale la società non si è ancora ripresa visti gli enormi debiti. Mamma Telecom, a cui tutti abbiamo pagato un canone incredibile, ricordo bollette da 60 euro con 2 euro di traffico e il resto canone, bolli, tasse e l'immancabile iva.
Ma dico, qualche settimana fa il super Tronchetti viene indicato come principale mandante delle intercettazioni fuori legge, qualche giorno fa sempre il mega boss di Telecom il buon Tronchetti veniva dato per vincente sulla poltrona di Mediobanca con grandi applausi del mondo della finanza. Sorvoliamo sul fatto che sembra coinvolta anche Fastweb, altra grande realtà delle TLC.
Ecco questa è una cosa tipicamente italiana: un accostamento di assurdità che pero' te lo passano come fosse normale. Secondo me c'è qualcosa di malsano in tutto cio'. Ma voi potreste dirmi "Chettenefrega? Tanto il falso in bilancio è stato depenalizzato..."

Ok, cambiamo news.
Alla faccia di chi ha sempre pagato le tasse (io le ho sempre pagate) hanno deciso di fare uno Scudo Fiscale, per permettere a chi era riuscito a nascondere capitali all'estero di poterseli portare in italia con una "sanatoria" (tipo come quando Silvio ha pagato 1200 euro anzichè 4 milioni). Ora accettiamo anche questa sanatoria, chiamatela come volete.
Ma perchè il ministero deve dire che sono rientrati in italia 95 miliardi se BankItalia dice che ne sono entrati solo 35? BankItalia è un organo che raggruppa tutte le banche d'italia. Se non lo sanno loro il dato ufficiale il ministero come fa a saperlo? Il ministro ha sguinzagliato le sue segretarie per controllare?
Ci deve sempre essere qualcuno che è più figo di tutti gli altri, e guai a chi osa ribattere.

Ok cambio news.
Parliamo di smog? In Lombardia (come un po' dappertutto) è emergenza inquinamento atmosferico. A Parova mi ricordo parecchie domeniche senz'auto. Magari non facevano granchè, e poi non c'erano vigili in giro e più di qualcuno la faceva sporca. Alla proposta di fare UNA domenica senz'auto, 134 comuni su 136 hanno risposto no.
Ma io dico, ma questi cazzo di sindaci, non la vedono l'assurdità? Stiamp parlando di una domenica, la si potrebbe organizzare tipo con una biciclettata o qualcosa di simile, una giornata tutti insieme a piedi nella piazza del comune. No, non si sa mai che la gente poi faccia amicizia. No no, bisogna sempre rimanere incazzosi e minacciosi verso i vicini che non si sa mai.
Mi piacerebbe tanto sapere cosa sperano questi sindaci, probabilmente che venga a piovere, cosi pulisce l'aria.

Secondo uno studio di ManagerItalia, nel nostro paese una donna su 4 dopo la maternità lascia il lavoro, mentre negli altri paesi europei (perfino Spagna e Grecia) dopo 3 anni la donna riesce a rientrare nel mondo del lavoro.
Ma glielo dici tu al capo che tuo figlio sta male che oggi arrivi 2 ore dopo? Hai mai provato a chiedere al boss "devo uscire 2 ore prima perchè l'asilo chiude alle 3". Ma come fa un comune a fare un asilo che chiude alle 3? Giuro l'asilo comunale vicino casa mia aveva degli orari da statali...
Sembra che le cose le organizzino sempre per farle andare male.

E poi la ciliegina. In provincia di Mantova (mi ricordo un risotto alla mantovana mangiato da quelle parti che era la fine del mondo, con quelle salsicce...mmmm) il comune approva un regolamento che consente alle sole famiglie cristiane o cattoliche di iscrivere i figli all'asilo.
Cioè, se uno è semplicemente per i cazzi suoi e non vuole essere di nessuna religione non può mandare il pupo all'asilo. Cominciamo presto con le discriminazioni, ovvio che poi quando hanno 20 anni si ammazzano... Ma io dico... ma non ci pensano?

Ripicche, odio, ricatti, incazzature, gossip. Ecco questo è lo spaccato dell'italia. Poi in realtà dei problemi veri non gliene frega niente a nessuno.

Oddio forse sbaglio io.
Forse è giusto che se non appartieni a nessuna setta religiosa o se appartieni alla squadra sbagliata non ti venga dato il servizio dell'asilo.
Forse è giusto non avere diritto ad un posto di lavoro se si ha un bambino, o sei sei donna in età fertile magari appena sposata o giu di lì (una mia amica sul curriculum aveva scritto "lesbica maschio" per far capire che non avrebbe avuto figli).
Forse è giusto che tra i vari organi di governo e di controllo quello che sta più in alto possa dire sempre tutto quello che vuole, ci sarebbero meno problemi.
Forse è giusto che cose come il diavolo e l'acqua santa stiano insieme e ci stiano bene, come quel corona che dice "io rubo ai ricchi per dare a me, come Robin Hood" e la gente lo acclama ad eroe.
Sarà anche giusto così ma a me fa venire mal di stomaco. Qui cerco un po' di serietà, non ce ne vuole mota per salire di poco.