L'ultimo post era pericoloso, lo ammetto, la prova sono i pochi commenti a differenza del numero di lettori. Ok, nessun problema. Cambiamo registro per oggi.
Ieri, giornata da fantascienza, il cielo color grigio scuro metallizzato con riflessi tipo "arrivano gli alieni". La luce scaturisce dal terreno innevato, bianchissimo. Una bufera di neve spruzza fiocchi dappertutto, te li schiaffa dietro le orecchie, te li infila nelle tasche della giacca. La cosa strana è che fa caldo. L'impressione che hai almeno è questa. Cosa vuoi che sia ormai -1?
Oggi è una giornata molto più "lagom". La luce è strana, diffusa, il cielo e la terra hanno quasi lo stesso colore grigetto avio. Continua a nevicare ma con un venticello leggero, i fiocchi ti arrivano addosso con gentilezza, quasi a salutarti, ad augurarti il buongiorno.
Appena esco di casa sento i soliti corvi, inquilini del nostro boschetto, che si offendono tra loro. Ma non se ne vanno mai questi? Inizio a camminare nella neve fresca e morbida verso il parcheggio. Ad un tratto un grido lontano mi blocca. Sembrava una civetta. Mi fa ricordare la "nostra" Civetta, nel nostro piccolo paradiso in italia. Quella che di notte veniva ad appollaiarsi sul nostro albicocco, vicino la nostra camera da letto. Veniva a fare la guardia, a controllare che tutto andasse bene, e quando c'era lei noi ci sentivamo felici e protetti.
Ma una civetta… qui? Ora? No probabilmente mi sono sbagliato, forse erano i bambini dell'asilo.
Tendo l'orecchio, ecco, un altro urlo di bestia. Si sono i bambini dell'asilo, stanno facendo casino.
Ok, andiamo, l'ufficio ci aspetta.
La città è "sporca". Mucchi di neve ammonticchiati quasi distrattamente in parte alle strade. Si vede che ieri ne è venuta giù parecchia, gli spazzaneve hanno liberato grezzamente le strade, oggi e domani spianeranno e sistemeranno tutto.
Arrivo vicino al mio ponte, dove mi fermo sempre a guardare la cascata, che ogni giorno ha un colore diverso. Qui la zona è un po' più aperta, il vento più teso mi spruzza un po' di neve in faccia. Un gabbiano passa ad alta quota sopra le case, lo sento più che vederlo.
Hej, gabbiano, per volare oggi devi essere proprio appassionato come Jonathan!
Non faccio in tempo a finire il pensiero che si abbassa e mi passa davanti con una lenta virata in scivolata d'ala, bellissima. Continua a scendere come un aliante e passa sopra lo specchio d'acqua grigio scuro, quasi nero in contrasto con la neve sulle rive.
Un colpo d'ali, una cabrata, e via, scomparso.
Che invidia!
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venerdì 17 dicembre 2010
mercoledì 14 aprile 2010
La forza della natura - vi presento il "nostro" fiume
Vivere in questo paese dalla luce inclinata ti fa capire cosa sono davvero le stagioni. Ti fa incontrare le forze della natura e allora capisci perchè gli antichi credevano che tutto ha un'anima. In questi giorni ho incontrato qualcosa che mi ha fatto sentire molto molto piccola... ma andiamo con ordine.
C'era da aspettarselo, con tutta la neve che è venuta quest'inverno... fino a febbraio, quando alla mattina andavo al lavoro, il paesaggio si presentava così

...ed ecco com'era l'ospedale dove Silvia e io lavoriamo!
E' stato più o meno vero la metà di marzo che il diurno sgocciolio dai tetti del ghiaccio che si scioglie ha assunto proporzioni tali da farci intuire che, per davvero, era arrivato il Disgelo. Nel frattempo il Sole si alzava nel cielo ogni giorno più in alto, e ogni giorno più presto, e ricomparivano uccellini di ogni specie, contendendo il dominio agli eterni gazze e corvi.
Ma ci eravamo illusi troppo presto e al 2 di aprile ancora i laghi dei dintorni erano coperti dal ghiaccio:
I fiumi però avevano passato il livello di guardia tanto che il servizio mteorologico svedese aveva emanato un'allerta. E fu così che, di passaggio nella cittadina di Finspång, poco a nord di Norrköping, i piccoli vichinghi fecero conoscenza con un infuriato Dio del Fiume che si era mangiato metà del parco:

Ma il meglio doveva ancora venire. Dovete sapere che la notra città, Norrköping, era nel diciannovesimo secolo la più importante sede di industrie tessili della Svezia. La forza che faceva muovere i telai meccanici era quella del fiume Motala, opportunamente regolato da chiuse e canali. Ancora oggi è il fiume il protagonista della città. Nel cuore storico di Norrköping, le vecchie fabbriche sono state trasformate in musei e sedi dell'Università mentre il Motala scorre rapido, si allarga in bacini calmi come specchi per poi tuffarsi in potenti cascate. E' un paesaggio unico al mondo e in questi giorni di disgelo sembra che tutta l'energia del cosmo sia concentrata nei flutti. Queste sono le foto che ho fatto:
11 aprile, davanti alla sala dei concerti, l'ultimo ghiaccio resiste ancora
le rapide
acqua calma, ma superato il bordo...

... la Forza della Natura!
C'era da aspettarselo, con tutta la neve che è venuta quest'inverno... fino a febbraio, quando alla mattina andavo al lavoro, il paesaggio si presentava così

...ed ecco com'era l'ospedale dove Silvia e io lavoriamo!E' stato più o meno vero la metà di marzo che il diurno sgocciolio dai tetti del ghiaccio che si scioglie ha assunto proporzioni tali da farci intuire che, per davvero, era arrivato il Disgelo. Nel frattempo il Sole si alzava nel cielo ogni giorno più in alto, e ogni giorno più presto, e ricomparivano uccellini di ogni specie, contendendo il dominio agli eterni gazze e corvi.
Ma ci eravamo illusi troppo presto e al 2 di aprile ancora i laghi dei dintorni erano coperti dal ghiaccio:
I fiumi però avevano passato il livello di guardia tanto che il servizio mteorologico svedese aveva emanato un'allerta. E fu così che, di passaggio nella cittadina di Finspång, poco a nord di Norrköping, i piccoli vichinghi fecero conoscenza con un infuriato Dio del Fiume che si era mangiato metà del parco:
Ma il meglio doveva ancora venire. Dovete sapere che la notra città, Norrköping, era nel diciannovesimo secolo la più importante sede di industrie tessili della Svezia. La forza che faceva muovere i telai meccanici era quella del fiume Motala, opportunamente regolato da chiuse e canali. Ancora oggi è il fiume il protagonista della città. Nel cuore storico di Norrköping, le vecchie fabbriche sono state trasformate in musei e sedi dell'Università mentre il Motala scorre rapido, si allarga in bacini calmi come specchi per poi tuffarsi in potenti cascate. E' un paesaggio unico al mondo e in questi giorni di disgelo sembra che tutta l'energia del cosmo sia concentrata nei flutti. Queste sono le foto che ho fatto:11 aprile, davanti alla sala dei concerti, l'ultimo ghiaccio resiste ancora
le rapide
acqua calma, ma superato il bordo...
... la Forza della Natura!
mercoledì 25 novembre 2009
A piedi che bellezza
Sul lavoro sta andando tutto sommato abbastanza bene e comincio a capire come funzionano le cose e cosa succede intorno a me. Tuttavia la lingua rimane un ostacolo notevole e anche se pazienti e colleghi dicono che mi esprimo abbastanza bene, io continuo ad avere una grande confusione in testa.
Così, come antidoto alla fatica mentale, ho cominciato ad andare al lavoro a piedi: mezz'ora di sana passeggiata che mi permette di familiarizzare con la mia nuova città ed il mio nuovo ambiente. E devo dire che non mi posso proprio lamentare. In questo la Svezia corrisponde perfettamente alle mie aspettative: una fortunata combinazione di abbondanza di spazio e pianificazione razionale ha dotato la città di una rete capillare di percorsi ciclabili e pedonali. Marco, che ha iniziato ad accompagnare Richi all'asilo tutti i giorni, sempre a piedi col passeggino, fa notare anche l'assenza quasi completa di barriere architettoniche.
La cosa più bella è che le piste ciclo-pedonali sono tenute completamente separate dalla strada e infatti, sul percorso per l'ospedale, costeggio la strada per poco, poi mi infilo nella zona pedonale di un quartiere residenziale, con aiole di cespugli e ampi prati ben curati che separano i vari condomini. Infine, superato un sottopassaggio, mi ritrovo in mezzo ai campi, con una fascia di prato di 10 o 15 metri da un lato che mi separa dalla strada, mentre dall'altro si trova una siepe di cespugli e più in là, oltre una scuola ospitata in una costruzione bassa e immersa nel verde di un giardino, si intravedono le propaggini del bosco di Vrinnevi, uno dei due grandi parchi cittadini. Sopra le cime degli alberi, in questa stagione buia, si fa strada la luce dell'aurora riflessa sulle nuvole oppure, in qualche mattina fortunata, fa capolino un raggio di sole rosso. Qui saltella una gazza, lì spicca il volo una cornacchia. Insomma, se mi alzo presto ho la possibilità di fare una specie di scampagnata prima di andare al lavoro, cui la luce cupa della mattino nordico non toglie niente, anzi aggiunge un tocco di magia.
Così, come antidoto alla fatica mentale, ho cominciato ad andare al lavoro a piedi: mezz'ora di sana passeggiata che mi permette di familiarizzare con la mia nuova città ed il mio nuovo ambiente. E devo dire che non mi posso proprio lamentare. In questo la Svezia corrisponde perfettamente alle mie aspettative: una fortunata combinazione di abbondanza di spazio e pianificazione razionale ha dotato la città di una rete capillare di percorsi ciclabili e pedonali. Marco, che ha iniziato ad accompagnare Richi all'asilo tutti i giorni, sempre a piedi col passeggino, fa notare anche l'assenza quasi completa di barriere architettoniche.
La cosa più bella è che le piste ciclo-pedonali sono tenute completamente separate dalla strada e infatti, sul percorso per l'ospedale, costeggio la strada per poco, poi mi infilo nella zona pedonale di un quartiere residenziale, con aiole di cespugli e ampi prati ben curati che separano i vari condomini. Infine, superato un sottopassaggio, mi ritrovo in mezzo ai campi, con una fascia di prato di 10 o 15 metri da un lato che mi separa dalla strada, mentre dall'altro si trova una siepe di cespugli e più in là, oltre una scuola ospitata in una costruzione bassa e immersa nel verde di un giardino, si intravedono le propaggini del bosco di Vrinnevi, uno dei due grandi parchi cittadini. Sopra le cime degli alberi, in questa stagione buia, si fa strada la luce dell'aurora riflessa sulle nuvole oppure, in qualche mattina fortunata, fa capolino un raggio di sole rosso. Qui saltella una gazza, lì spicca il volo una cornacchia. Insomma, se mi alzo presto ho la possibilità di fare una specie di scampagnata prima di andare al lavoro, cui la luce cupa della mattino nordico non toglie niente, anzi aggiunge un tocco di magia.
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