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lunedì 28 novembre 2011

Bebè? Cose da uomini...

Dopo circa due mesi in part-time, posso dire di aver ripassato un po' tutta la teoria e la pratica del bebè.
Il gretto materialismo maschilista, di cui la nostra (ehm... vostra) società è intrisa, detta gli usi, i costumi e detta anche la cultura. "Allevare marmocchi è cosa da donne" non te lo dice solo la tv (mai visto una pubblicità di pannolini con il papà eh...) o i giocattoli di quando sei un bambino (un maschietto non giocherebbe mai con la culla delle bambole perchè è ROSA).
E anche i libri che trovate in libreria parlano sì di come cavarsela con un infante, ma sono fatti per essere capiti dalle DONNE (che come è noto hanno un cervello differente). Una donna capisce le cose al volo, capisce anche quello che non c'è scritto, e poi ti dice "ma è ovvio che intendeva così!" indicandoti la pagina bastarda.

Ma vorrei vederla con in mano "Manutenzione ed elaborazione del 4 tempi" oppure "Trasmissione dati nelle auto da competizione"... tutto cambia, questi sono libri per noi!!! Sono scritti diversi, forse siamo diversamente intelligenti. Senza forse anche.

Serve un manuale tecnico sufficientemente dettagliato per un UOMO (maschio). Dunque eccomi (io, supereroe, paladino dei miei simili) ad illustra`re come sopravvivere alla Creatura senza farle fare la fine di una pianta grassa in ufficio.


Il pannolino

Dai, è una cagata (!), passiamo oltre.


La notte

Siccome siete part-time, anche vostra moglie ha il diritto di dormire, nota bene che ho detto ANCHE.
Se la pupa/il pupo rompe le palle per l'undicesima volta e voi vi siete gia alzati 10 volte, e sono circa le 4 di mattina, tirate un bel calcio a vostra moglie e poi fate finta di dormire quando lei (finalmente) si sveglia.


La mattina

La Creatura appena sveglia avrà sicuramente l'appetito di un piranha. I problemi arrivano se avete un'altra creatura leggermente più grande con lo stesso problema (fame rabbiosa). La procedura consigliata dal vostro supereroe di fiducia è la seguente:

1- indossate guanti di cuoio (tipo da falconiere), vi aiuterà a proteggervi da morsi e graffi;
2- prendere la creatura più piccola (la meno veloce/mobile) e incastrarla in un seggiolone;
3- preparare la colazione per la creatura più grande e pericolosa che vi stava guardando male;
4- ora che solo una delle due bestie feroci sta urlando preparatele un biberon.

La pappa

Momento cruciale della giornata, la cosa più importante per portare a termine questo lavoro la missione è scegliere gli attrezzi giusti. In particolare vi serve:
a- bavaglina avvolgente, tipo scudo termico di Goldrake.
b- un cucchiaino speciale (dopo ne parliamo).
c- una ciotola con avanzati sistemi di difesa (deflettori antilaser) e dispositivo antiribaltamento.
d- un intero rotolo di carta assorbente (scottex).
e- una idropulitrice per "sistemare" il campo di battaglia DOPO.

Per la ciotola... mia moglie non lo sa, ma io mi trovo benissimo con quella a tronco di cono che usava il mio cane Rocco, impossibile da rovesciare!

La dolce puffetta ha fame, ed è magari anche un po' intraprendente, tipo che usa le manine per prenderti il cucchiaino o la tazzona con la pappa. Sui libri "da donne" c'è scritto di dare un cucchiaino anche all'infante, in modo che ci giochi e si distragga da altre cose.

NEJ!!! NEJJJ!! SBAGLIATEN!!!

La bastarda lo userà come una spada per parare il TUO cucchiaino pieno di pappa in arrivo. Poi proverà ad infilarlo dentro la tazza della pappa sporcando tutto e tutti.
Quello che dovete fare è semplice. mettete la Creatura Innocente nel caregotto (seggiolone), avendo cura di farla sedere obliqua, non verticale. Obliqua verso la vostra destra se usate la spada il cucchiaino con la destra, verso sinistra se siete mancini. Mettendola in questa posizione dovrete incastrarle il braccio contro il supporto laterale del seggiolone, in questo modo non potrà usarlo (per difendersi).

Una volta che il cucciolo è così bloccato non abbassate la guardia, ricordate che ha ancora un braccio libero e una bocca che non vorrà aprire.

Mettete il bavagliolo avvolgente addosso all'avversario al pupo.
Prendete un cucchiaino di pappa dalla ciotola, pulite la parte inferiore (quella convessa) sul bordo per evitare di sgoccioolare (si questo, lo ammetto, è un trucco che ho imparato da mia moglie, ma è l'unico). Guardate il pupo/a con dolcezza e con la vostra mano libera prendete la SUA manina bastarda che cerca di prendere il cucchiaino (questo non l'avete letto da nessuna parte eh? PERCHE' SONO LIBRI SBAGLIATI). Il pupo/a ne sa più di voi, e cercherà di attaccare con un colo di testa (zuzuki) andando a finire con il naso nel cucchiaino e costringendovi a ricaricare l'arma. Uno a zero, palla al centro.

Non perdete la concentrazione. Una volta ricaricato pensate di maneggiare uno strumento strano, a metà strada tra una cazzuola da muratore e un piede di porco da scassinatore. Usate la parte inferiore della punta del cucchiaino per aprirvi un varco tra quelle labbra serrate che solo una mezz'ora prima vi sorridevano. Una volta che siete riusciti ad entrare, appoggiate la parte concava del cucchiaino alla parte interna della gengiva superiore e tirate fuori l'arnese. E' un po' come quando devi mettere la malta sul bordo del forato di spigolo, mentre tiri su un tramezzo.

Ora il cucchiaino da usare deve essere ADATTO.
È inutile che mi venite a dire "la procedura non funziona" se non usate gli strumenti giusti. Ecco qui per voi i requisiti tecnici:
a- Deve avere la giusta robustezza, o non riuscirete ad usarlo come un piede di porco.
b- Deve avere la giusta concavità per contenere (e difendere) una discreta quantità di pappa (durante l'inserimento il piccolo bastardo cercherà di usare il labbro superiore come uno spazzaneve per rovesciare la pappa dal cucchiaino).
c- E' consigliata una impugnatura con sigrinatura antiscivolo.
d- Il modello tedesco ha anche un abbassalingua estensibile a comando elettroidraulico e una piccola dentatura ricurva sulla punta.
e- Il modello inglese ha un mini serbatoio di pappa nel manico, tu infili il cucchiaino vuoto nella bocca della bestia e poi lo riempi.

L'operazione procede a rilento, ad ogni colpo, riuscite ad infilare nella bocca del pupo/a solo un mezzo cucchiaino di pappa o anche meno. Inoltre l'infame provvederà a sputacchiare la pappa fuori con la scusa che non sa deglutire ma con gli occhi da diavolo sotto l'aureola da angelo. A questo punto, il vostro cucchiaino è una spatola da stuccatore professionista, raccoglieto e ricacciate quella melma dal buco da cui è uscita.
Rifinite il lavoro con il frattazzo (altro strumento da muratore che si usa per stendere l;intonaco e altro ovviamente sconosciuto all donne), allisciando sopra le labbra, per sigillare (e convincere).

Se pensate che la cosa sia frustrante perchè non vedete avanzare il lavoro (la ciotola sembra sempre piena di malta) sappiate che anche il vostro nemico adorato bimbo si sente frustrato perchè non sa quando finirà la tortura. Ad un certo punto urlerà: AAAARRRRRGGGGGHHHHH!!!!
Questo è il vostro momento. La soddisfazione che otterrete vi ripagherà di tutti gli sforzi!
Con gesto rapido e preciso caricate una sbadilata di pappa (con il colmo) e cacciatela dentro quella bocca urlante spalancata. Se non vuole soffocare, la creatura dovrà deglutire prima di poter urlare di nuovo. E voi di nuovo le caccerete mezza ciotola di pappa dentro. In questo modo il vostro dolce pargoletto imparerà anche a non urlare a sproposito.

Se non avete un'idropulitrice industriale a portata di mano, usate un idrante antincendio per pulire pupo, seggiolone e cucina dopo l'ultimo cucchiaino.

Disclaimer: questa non è una forzatura nei confronti del pupo che non vuole mangiare. Il pupo/a vuole mangiare, solo che non è capace di sincronizzae l'apertura della bocca e la chiusura.


Uso di computer, Ipad e affini

Dato che non è necessario conoscere come funziona una ALU (Aritmetic Logic Unit) per usare un computer, i vostri figli sono in grado di usarli. E forse anche meglio di voi stessi.
Se li tenete in braccio mentre state scrivendo una mail, o un pezzo di codice importante, o un post sul vostro blofgn, loro metteranno le loro porche schifose manine bellissime dove le state mettendo voi. Sulla tasfgstiera, aggiungendo catteri a loro fantasia, o ancora peggio attivando comandi rapidi (shortcut) di cui non sapete nulla, nè come attivarli nè tantomeno come disattivarli o annullarli.
Toccheranno il touchpad (quello del mac è multitouch, quindi se lo sto toccando io e lo tocca anche questa disgraziata succede un casino).

La Apple ha fatto il Magic Mouse, che non è un mouse, non ha la palla, non ha l rotellina, ma siccome lo tocchi tu loro si incuriosiscono. Lo prendono, lo struccano, lo mordono, lo ciucciano, poi lo buttano per terra... tanto non c'è nemmeno il filo che lo tiene.

Iphone: TheAngel ha iniziato ad andare sullo schermo con l'indice per toccare le icone a 6 mesi, non parliamo di Rocket.

Se siete nel mezzo di una conversazione Facetime o Skype con un tablet vedrete quel ditino sempre andare verso il pulsante rosso che termina la chiamata (ma dico io, perchè lo hanno fato rosso? Ma tu ci andresti in guerra con un beretto rosso? È ovvio che ti beccano no?).

Evitate dunque se possibile ogni contatti tra gli infanti e i vostri magici dispositivi, anche perchè ne perderete la proprietà (Rocket prendendo l'Ipad della nonna "è mio!").

Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.

giovedì 13 ottobre 2011

State of the Art

Ho poco tempo di scrivere sul blog, in particolare di scrivere cose sensate. Già scrivo male di mio, poi i miei neuroni devono ancora ritornare dal congedo, temo anzi che quei pochi che restano si licenzino in massa per protesta contro le condizioni di lavoro. In effetti i "turni di notte" sono migliorati solo un po' di recente, tra bimba che vuole il ciuccio e soldatino che si infila sotto le coperte del lettone (poi vuole il latte, poi vuole il papà, poi vuole la mamma, poi vuole la camicia della mamma, poi rivuole il papà, poi vuole la colazione... ma sono le 3 di notte!?)

Ecco quindi un post alla bell'e meglio, per aggiornare chi ci segue sulla situazione.

Martina ha ormai sei mesi: sta seduta, afferra qualsiasi oggetto le capiti a tiro e chiacchiera nella sua favella di sillabe e urletti. Stamattina ha detto "papà" a Marco, crediamo con intenzione. O forse voleva la "pappa", chissà.
Ha abbandonato già da qualche settimana la tetta materna in favore del bibe e delle pappe. Con un certo sollievo della mamma, devo dire, ché fisicamente non ce la facevo più: nell'ultimo periodo ciucciava ogni due ore e sembrava che il mio latte non le bastasse mai. Invece con bibe e pappe d'avena è ritornata tranquilla e soddisfatta, pronta ad elargire sorrisoni sdentati e gorgoglii a chiunque le si avvicini.
Anche il piccolo guerriero è diventato loquace. In italiano ormai parla a ruota libera, non esiste ragionamento troppo complicato. Passato e futuro rimangono ancora regioni inesplorate, ma ci stiamo arrivando. Il bello però è che sta cominciando a ingranare anche con lo svedese. È talmente eccitato da questa nuova possibilità di comunicare che non esita a provarla su chiunque. E così può capitare mentre passeggiamo per strada, che si rivolga ad un distinto e sconosciuto vichingo con un "Hej!" al che il vichingo, per educazione, risponde "Hejsan!" e lui imperterrito tirando fuori i suoi tesori dalle tasche: "Titta! Jag har en bil!"(guarda! ho una macchina!), al che il vichingo conquistato si fa trascinare in una approfondita disquisizione su colore e velocità della macchinina. Dopo poco il piccolo si congeda con un "Hejdå!" e se ne viene da me tutto soddisfatto con un "Visto mamma? Ho parlato con quello signore. Ho parlato in svedese! ".
Anche la sorellina è un valido aiuto per la vita sociale. Non c'è signora al di sopra dei 40 anni che le sappia resistere. Non ho mai attaccato bottone per strada con così tante persone, neppure in Italia.

Nel frattempo è finito il mio periodo di congedo a tempo pieno e già da cinque giorni sono tornata al lavoro part-time. I piani di famiglia prevedono che i prossimi sei mesi siano divisi tra Marco e me "fifty-fifty": io lavoro la mattina, lui il pomeriggio. Quando Martina compirà un anno potrà andare al nido, ma per i primi mesi vorremmo che ci stesse solo per poche ore al giorno, quindi si prevede un'ulteriore divisione del lavoro, magari con un "mezzo part-time" a testa.
Da quando ho cambiato lavoro, a gennaio scorso, ho tutta una serie di paranoie lavorative ricorrenti (ma non starò buttando via la mia preparazione come medico d'urgenza? ma ce la farò a studiare per un'altra specialità, ora che ho due bambini?). Non sono domande da poco: si dice che le conoscenze di un medico siano obsolete dopo un tempo che va dai quattro ai sette anni. La medicina è aggiornamento continuo, per cui facendo ambulatorio diagnostico e restando fuori dalla pratica clinica per alcuni anni, rischio di dover fare molta fatica per ritornare. D'altra parte per specializzarmi in fisiologia clinica devo (ri)costruirmi una preparazione anche teorica che richiede del tempo sui libri, tempo di cui sono tremendamente a corto. Tanto per complicare le cose, il ministero svedese ha deciso di rivedere le regole per la formazione, per cui ad oggi una parte del piano di studi non è chiaro.
Bene, allora perché lo faccio.
Intanto, questa specialità mi interessa, proprio a livello scientifico, altrimenti qualsiasi vantaggio pratico sarebbe irrilevante.
Poi, mi permette di pianificare la giornata ed avere degli orari fissi, che per un medico d'urgenza è difficile, perfino in Svezia. Consente per esempio di fare un part-time, cosa altrimenti inaudita. È meno stressante del pronto soccorso o di un reparto per acuti, dove l'imprevisto è la regola e i riflessi devono essere sempre all'erta. Almeno è meno stressante al mio livello attuale, perché vedo invece che la primaria lavora per tre.
Sostanzialmente lo faccio per i bambini: mi sono resa conto che il loro benessere dipende in gran parte dal mio livello di stress. Inoltre hanno bisogno di un ritmo regolare. Il piccolo guerriero, per esempio, ha risentito dei miei numerosi turni di notte e della nostra stanchezza (di entrambi) lo scorso anno, reagendo con un'ansia da separazione spropositata. Purtroppo non era possibile fare altrimenti: nuovo lavoro, nuova lingua, nuove responsabilità. È stato un periodo duro per tutti e mi sembra che solo adesso il piccolo l'abbia riassorbito.
Devo ringraziare il congedo di maternità per Martina: Richi se l'è goduto quasi più della sorellina, io ho rallentato e ho trovato una dimensione diversa con i bambini.
I bambini sono incredibili. Puoi dimenticarti di tutto quando stai con loro, e trovarti ad osservare una foglia o un bruco per cinque minuti buoni, divertirti per le ghiande che cadono a terra con una folata di vento, e chiacchierare con una sconosciuta perché il piccolo guerriero ha fermato il suo cane per coccolarlo.
Dovrebbero scrivere un libro: "Lo Zen e l'arte di allevare i marmocchi".

E un'altra cosa: i bambini si accorgono di tutto quello che pensi, anche se non lo dici. Stare con i bambini è un esercizio di sincerità.

Vi lascio con un dialogo di stamattina:

R: "mamma io voglio stare qui con te"
G: "anch'io vorrei, ma lo sai che la mamma, alla mattina, va al lavoro"
R: "al lavoro all'ospedale?"
G: "sì"
R: "vengo anch'io!"
G: "purtroppo non si può"
R: "ma sì, adesso! Ci vengo con l'autobus!"
G: "facciamo così, parlo con la mia capa e organizziamo così una volta puoi venire a vedere."
R: "mamma io vengo lì e ci parlo io con la capa!"




domenica 2 ottobre 2011

La Svezia è rimasta senza burro

Tutto cominciò un giorno che la mamma piccolavichinga voleva preparare i biscotti al cioccolato.
Si trattava in realtà di un subdolo espediente per tenere impegnato il piccolo guerriero in una giornata di pioggia. Esaurite le attrattive del pongo, degli acquerelli e dei colori a cera e dopo aver realizzato diversi modelli di astronavi iperspaziali con il Lego, cominciava un po' ad annoiarsi. Qualunque genitore di piccoli guerrieri conosce bene quella fase in cui la bestiacc il dolce pargolo è troppo stanco per inventarsi un nuovo gioco, ma troppo attivo per apprezzare un libretto o un puzzle e manca ancora del tempo all'ora a cui le regole familiari Tavole della Legge consentono di guardare i cartoni animati. In genere pasticciare in cucina è una buona soluzione, con il vantaggio di produrre golosi effetti collaterali. L'unico svantaggio è che se provate ad offrire i biscotti ai colleghi, quando poi spiegate CHI li ha preparati, un'ombra di terrore passerà sul loro volto (... ma.. si era lavato le mani, vero?).
Ora, i piccoli vichinghi, a causa della professione della madre e con gran disappunto del padre, sono adepti dei Grassi di Origine Vegetale. Capita perciò che, quando l'arte culinaria richiede l'impiego di Grassi Saturi, non si rinvenga nel frigorifero che un misero rimasuglio di burro.

Al supermercato, i due metri di scaffale dedicati al burro, sono sorprendentemente vuoti. Poichè l'idea di preparare i biscotti con la margarina contravviene ai miei principi morali, la famiglia piccolovichinga è costretta a ripiegare su preparazione culinarie più dietetiche.
La penuria di burro si protrae per l'intera settimana, tra i brontolii infastiditi dei clienti. Finalmente stasera le Autorità decidono di far sentire la loro voce, sotto forma di volantino appiccicato allo scaffale:

Perché manca il burro?

Cari clienti, come vi siete accorti ultimamente è difficile trovare il burro. Questo dipende dal fatto che nell'ultimo anno la domanda di grassi di origine animale è aumentata costantemente, mentre la disponibilità di materie prime casearie si è ridotta. L'aumento di domanda è dovuto alla popolarità della dieta LCHF (low carbohydrate, high fat) per cui mentre prima si riteneva salutare mangiare pochi grassi, ora sempre più persone li ritengono una parte fondamentale dell'alimentazione e richiedono quantità maggiori di panna e burro, inoltre è aumentato il consumo di latte intero rispetto a quello scremato.
Le mucche non riescono a tenere il passo con l'aumento di richiesta (SIC! non si sa mai che protestino col sindacato...) in quanto il latte appena munto contiene sempre la stessa percentuale di grasso (ci vorrebbero le mucche OGM), quindi se più persone comprano latte intero, ne rimane di meno per fare il burro.
La Svezia è sempre stata autosufficiente per la produzione di burro e derivati del latte, inoltre il burro svedese è economico (svenskt är bäst!). Perciò è difficile iniziare rapidamente un'importazione di latte dall'estero per soddisfare le richieste e ci vorrà del tempo per rendere regolari le forniture.

Dieta LCHF a parte, per capire le implicazioni di questa catastrofe della grande distribuzione, bisogna capire il rapporto di profondo amore e devozione che lega gli svedesi al burro (e alla panna).
Oggi ci siamo fermati a mangiare ad una tavola calda e Marco ha chiesto una bistecca. La sottoscritta, fedele alla propria vocazione salutista, si è premurata di specificare senza salsa. Sulla bistecca c'erano due medaglioni spessi 1 cm, di qualcosa che ho interpretato come formaggio alle erbe. Si trattava in realtà di burro aromatizzato per condire la carne, vale a dire per annegarcela.
In molti ristoranti si ordina un piatto unico e viene messo a disposizione un buffet con insalate e pane. In mezzo al buffet troneggia un blocco di burro giallo con le sue belle spatole, perché è impossibile concepire l'idea del pane senza burro.
La tipica torta svedese con la copertura di marzapane, la prinsesstårta, è fatta quasi esclusivamente di panna.
Nei supermercati, il burro viene venduto in mattoni da mezzo chilo - un chilo. Le dimensioni dello scaffale che espone burro e panna vanno da un paio di metri, come nel mio supermercato di quartiere, a qualche decina nei grandi centri commerciali. Qui potrete trovare ogni possibile variante, dal burro senza sale (e cioè normale), a quello salato, extra-salato, con cristalli di sale marino, aromatizzato all'aglio, alle erbe, al limone e quant'altro. Per non parlare della panna: da caffé, da cucina, da montare, acida (gräddfil), aromatizzata in ogni modo possibile (incluso il lampone) e creme fraiche di ogni ordine e grado. Ci sono pure la panna acida light e quella senza lattosio.
Insomma, per lo svedese medio, burro e panna non sono un accessorio, sono la base, il pilastro e le fondamenta dell'alimentazione quotidiana, il che spiega secondo me in buona parte il successo di 'sta benedetta dieta LCHF.
L'incapacità delle mucche svedesi di fornire un'adeguata quantità di grasso è quindi un problema di portata nazionale, tanto più che si prospetta la fine dell'autarchia casearia del Regno.
E dire che ci avevano provato, a convincere gli svedesi a passare agli olii vegetali senza rinunciare al patriottismo, con uno studio condotto nientepopodimeno che dal Karolinska, secondo il quale il consumo di olio di colza, rigorosamente di produzione nordica, era in grado di abbassare il colesterolo tanto quanto l'olio d'oliva mediterraneo.

Io intanto sono riuscita a mettere le mani su di un pacchetto di burro non salato, per cui i biscotti me li faccio.

lunedì 18 luglio 2011

L'amico blu

In Svezia non ci sono temporali seri. Purtroppo, perchè al marito e a me piacciono molto i temporali. Probabilmente, il riscaldamento del terreno indotto dal sole non è sufficientemente intenso da causare la formazione di grossi temporali (ora se ho detto una fesseria arriva Gabriele, il mio meteorologo di fiducia, e mi bacchetta).
Una delle tante esperienze nuove di Rocket durante le nostre vacanze in Istria, quindi, è stato il suo primo temporale da che ha coscienza di esistere. È accaduto di notte e i tuoni l'hanno svegliato nel suo letto. Si è spaventato tanto che è venuto a infilarsi nel lettone, tutto tremante, e ci è voluto un po' per rassicurarlo. Tra l'altro aveva appena dovuto rinunciare al ciuccio. Il suo ciucco era stato "perso", o meglio se l'era preso il Topone Grasso che l'aveva piantato nel suo giardino, per far nascere un albero di ciucci per i bambini piccoli.
Comunque, la mattina dopo il temporale il nostro piccolo guerriero si vergognava di essersi spaventato. Ha iniziato a riferirsi al temporale come "il camion gigantesco che sta nel cielo" (se non ci infila qualche cosa con ruote e motore non è contento) e a spiegarci che il camion viene e poi va via.
Stamattina, appena seduto davanti alla colazione, mi fa: "Mamma, è una bella giornata oggi?"
Il tempo è il classico da disperazione estiva svedese: è tutto grigio e piove.
"Non direi una bella giornata, guarda, sta piovendo!" Mi spiace guastarti l'entusiasmo, figlio mio, ma siamo al 58º parallelo il un posto sperduto in mezzo alle alci dove non conoscono l'uso del bidè e dove l'estate dura tre settimane. Ehm, si nota che mi sono alzata male?
"Perchè piove, perchè c'è il temporale?"
"No, amore, può piovere anche senza il temporale"
"Ma il temporale fa la pioggia?"
"Be', sì, fa la pioggia, ma fa anche i fulmini e i tuoni"
"Mamma?"
"Eh?"
"Il temporale è un camion gigantesco che viene quando sono nel letto e io ho paura!"
"Sì, è successo quando eravamo al mare, ricordi?"
"Sì. Quando viene il camion gigantesco e io sono a letto e io ho paura e allora c'è il mio amico e io lo sveglio."
??? "Quale tuo amico?"
"Il mio amico tutto BLU!"
"Come tutto blu?"
"E io sono a letto e ho paura e allora sveglio il mio amico tutto blu e poi dormo con il mio amico sulla pancia!"
"AH. E come si chiama il tuo amico?"
"Si chiama l'AMICO BLU. Quando torna te lo faccio vedere!"

Nota: è probabile non si tratti di un puffo, nè di un marziano. Per Rocket, se ci sono un nero vestito di rosso e un bianco vestito di giallo, saranno "l'uomo tutto rosso" e "l'uomo tutto giallo".

venerdì 20 maggio 2011

Gadget per medici in congedo parentale



Da un po' di tempo sono iscritta all'associazione medica svedese (Sveriges läkarförbundet), un organismo privato che agisce da sindacato oltre a curare diverse iniziative di formazione o aggiornamento professionale, supervisionare e valutare la formazione dei giovani medici e degli specializzandi ecc.
L'associazione assolve ad alcuni compiti che in Italia spettano all'Ordine dei Medici, tuttavia a differenza che in Italia l'iscrizione non è obbligatoria. Infatti qui spetta ad un organismo ministeriale, pertanto pubblico, assicurarsi che tutti i medici che esercitano nel Regno abbiano la competenza per farlo e rilasciare la relativa abilitazione professionale.
Questo tra l'altro evita una tipica assurdità italiana nella quale sono incappata io: essendomi cancellata dall'Albo in Italia (per non pagare una tassa costosa e inutile, visto che non lavoro più lì), non posso più neppure prescrivere gratuitamente un farmaco a mia nonna senza incorrere in un "abuso della professione medica", anche se le mie competenze mediche sono tali quali a prima!

Ad ogni modo l'iscrizione all'associazione medica svedese conviene per varie ragioni, tra cui il ricevere periodicamente un'ottima rivista con articoli scientifici, aggiornamenti professionali vari e dibattiti sul mondo della sanità.
Più mondanamente, mi è arrivato proprio oggi l'avviso è stata aperta una boutique on-line dove si possono acquistare diversi gadget con il logo dell'associazione. Si tratta si penne, tazze, felpe e cose simili, ma guardate cosa ho scovato qua:
Sulla confezione c'è scritto: in congedo parentale?
Sul ciuccio c'è scritto: dottore in crescita.
In basso sulla confezione c'è il numero dell'associazione al quale ci si può rivolgere per informazioni sul congedo parentale.

Scommetto che la Svezia è l'unico posto al mondo dove l'associazione dei medici vende ciucci per i figli dei suoi membri.
Che dite, lo compro per Martina?

martedì 3 maggio 2011

Il primo mese (appunti di una mamma cangura)

E così anche Aprile è passato e la pupetta compie un mese. Per l'occasione il meteo svedese, dopo una settimana quasi mediterranea, ci regala oggi… una bella nevicata! Quindi tiro fuori di nuovo berrettino di lana e tutina di pile, per infagottare bene la bimba mentre accompagnamo Rocket all'asilo. Piccolina, è meglio che ti abitui, welcome to Sweden!


A guardarla non la si riconosce più: rotondina, ha messo su deliziose pieghette di ciccia e ha fatto lo sguardo consapevole, ogni tanto regala anche quei sorrisini furbetti dei neonati che vogliono dire "ah, tu sei quella del latte neh?". In effetti ciuccia notte e giorno, per la gioia della mamma piccolovichinga. E che sia una gioia non è ironico, nonostante le occhiaie regolamentari: la fagottina ha una tale aria estatica subito dopo ingurgitata la sua razione di latte, da compensare ampiamente la mancanza di sonno.

Il padre piccolovichingo, anch'egli provvisto di occhiaie che sembrano disegnate col pennarello, si conferma per la seconda volta campione di addormentamento neonati. La fagottina ama infatti passare l'intervallo tra l'ultima poppata notturna e la sveglia sulla pancia del genitore, posizione contesale però da Rocket con una certa insistenza.


Nel frattempo stanno per finire i tradizionali 40 giorni di puerperio, per cui a breve perderò il diritto al cazzeggio, ehm, a riposarmi dalle fatiche del parto. Che poi, quanto a farmi riposare, ci hanno già pensato i nonni.

Infatti i genitori di Marco sono venuti a stare da noi prima della nascita di Martina e si sono fermati per due settimane, seguiti dai miei che sono rimasti fino a Pasqua. Nonni paterni e materni ci hanno regalato un periodo stupendo. Il nostro piccolo guerriero passava da una coccola della mamma, ad una sessione di lotta con il nonno, ad un biscotto della nonna all'uscire con papà. I primi tempi io mi sono dedicata a fare conoscenza con la nuova arrivata, scansando i lavori di casa data l'abbondanza di volonterosi aiuti e la sapiente regia di nonna Metta. Una vita da vera ape regina! Ed è stata una fortuna, perchè all'inizio Martina non ne voleva proprio sapere di essere separata da me... mi sa che non aveva ancora realizzato di essere uscita dal pancione! Sveglia ogni tre ore precise, poppata, coccole, qualche minuto per guardarmi fissa negli occhi con espressione meravigliata, poi sbadiglio e sonno sul petto di mamma. Mi faceva pensare ai piccoli di canguro, che nascono minuscoli e trascorrono due mesi nel marsupio della madre, attaccati al suo capezzolo.

Per fortuna siamo riusciti a farle capire che anche il lettino è un posto sicuro!

E Rocket? Si arrampica sulla sponda del lettino: "visto mamma, la sorellina ride!". Mi viene a chiamare preoccupato "la sorellina piange, vuole il latte", ieri le ha offerto una delle sue macchinine per giocare... mi fa quasi preoccupare che non sembri geloso. Certo, appena la piccola dorme io sono tutta sua. Passiamo ore insieme al parco con la piccola in carrozzina. Basterà, o è la calma che precede la tempesta?

L'avventura continua...

lunedì 11 aprile 2011

No Martina No Party!


Prima di iniziare vorrei precisare che non è per questo che abbiamo scelto il nome! Chi ci conosce sa BENISSIMO che a parte me (e mia sorella e i miei genitori) il resto della famiglia è sostanzialmente astemio…

Giulia: non è che sono astemia, è che mi ubriaco con una birra da 3 gradi e mezzo...

Beh dai, è grazie a lei che abbiamo brindato così tanto in questi ultimi giorni. Si certo, vige il regime di par condicio, e quindi TUTTI i brindisi sono stati intitolati a Martina, Rocket, la salute, la famiglia, a "quella che finisce per no", ecc.

Comunque dopo lunga attesa (quando ordini qualcosa hai sempre fretta che arrivi) è arrivata, LEI, la patatina ufficiale della famiglia.

Una bambina frettolosa, curiosa, frizzantina, golosa (di latte), con gli occhi color celestinorosapallido (scuro) e i capelli circabiondicci neri, che assomiglia un po' alla mamma, e un po' al… postino? Troppo presto per dirlo…
Amore, hai presente quel bel vichingone del quarto piano...?

Come tutte le cose di casa nostra anche la "pupattola" è arrivata con la classica modalità all'italiana, ovvero: sembra tutto organizzato bene, sembriamo tutti pronti fino alle unghie dei piedi e invece è il caos che governa tutto, e la nostra bravura nell'arrangiarci ci porta fuori dai guai.

Ma andiamo con ordine.

Nelle scorse settimane Giulia aveva avuto non pochi falsi allarmi, contrazioni, dolorini, ecc. Hai presente no?

Beh dovrò' mica spiegarti come nascono i bambini!

Comunque, dopo tutta una settimana di contrazioni "di allenamento" sabato mattina (il 2 aprile) partono di nuovo, e siccome parevano buone mi azzardo a dire: "Che ne dici se facciamo una passeggiatina? Magari stimola un po'…".
Avremo fatto 10 km a piedi.

La mattina in giro per il parco mi sembrava proprio di essere in travaglio, poi niente... ci riproviamo al pomeriggio, la passeggiata sul fiume che adoro. Cielo grigio-metallo e vento teso, una caciara di uccelli sull'acqua. Su un pendio al sole trovo i primi crocus della stagione, un buon auspicio per la nascita... muoviti piccola, domani è luna nera e la natura si prepara ad accoglierti!

Tornati a casa Giulia era ovviamente stanca, e quindi si è buttata a letto. Passato tutto.
Domenica mattina (il 3 aprile) stessa identica cosa. Il pomeriggio poi siamo andati da Silvia e Gabriele, per una piccola rimpatriata con altri amici italiani e relativi pargoli.
Tutto tranquillo, Giulia aveva qualche contrazione all'inizio, poi si è seduta con le donne, davanti a tè e biscottini, si sono messe a circolare di cose di donne (poco serie quindi), e mentre i bimbi pascolavano allo stato brado, gli uomini parlavano di cose importanti.

G: Ma di che cosa parlavate? M: boh, non mi ricordo!

Ogni tanto buttavo un occhio a Giulia, la quale, tranquillamente seduta, pascolava.
Boh… mi sono detto… si è stoppato tutto.

Ore 18.30, la situazione diventa calda.
Siamo alla terza ripresa.
Rocket 99 cm per 15 kg, alla vostra sinistra in calzoncini e guantoni blu viene stretto alle corde, da Emma, 115 cm per 22kg (ma con 6 anni di esperienza), in calzoncini e guantoni bianchi. Ma il motto di Rocket è "più grossi sono più rumore fanno quando cadono" e non si lascia intimorire, anzi, finta, montante, ma Emma è coperta, allora scivola di lato, schiva un diretto e … GNAM! Rocket morde Emma.

Urla bestiali. La folla inferocita grida al fallo. Interviene l'arbitro a separare i due atleti super incazzatissimi. L'arbitro e il suo aiutante (rispettivamente la mamma di Emma ed io) fanno un super cazziatone a Rocket. "Se fai lo sgambetto a uno e quello cade e si spacca tutti i denti va bene, perché è deficiente quello che cade, MA NON SI MORDE!!!!!!".
Preso da un'improvvisa necessità di mettere in punizione il mio campione, lo tratto malocchio e lo obbligo a scusarsi. Lui fa il duro e non si scusa. Allora gli dico di salutare e lo vesto. Si torna nella nostra palestra… ehm a casa.

Giulia rimane tranquillamente seduta con il suo biscotto e il suo tè.

L'indifferenza al mondo esterno caratterizza la donna che sta per partorire. Una contrazione ogni 3-4 minuti, ma non fanno tanto male. Uhm, forse meglio se intanto saluto e me ne vado a casa (50 metri). Mi alzo in piedi il dolore aumenta... uhm può anche darsi che ci siamo.

ore 19 Giulia torna a casa, ha qualche contrazione, ma nulla di particolare.
ore 19.30 G si butta un po' sul letto. Penso... ecco ci siamo... ora le passa tutto... Che film ci guardiamo questa sera? Tortellini al burro e parmigiano ti vanno bene Riccardo?
G e' sempre mezza morta sul letto... ad un certo punto dice "è ora che chiamiamo in ospedale e chiama anche la Wendy" [nostra amica inglese ostetrica che lavora qui]

ore 20.05 chiamo Wendy, G si sta vestendo per uscire io sono già pronto mimetica e scarponi. Mio padre e' andato a prendere la macchina in garage.

ore 20.10 usciamo di casa e premo il bottone dell'ascensore...
io: "come stai?"
G: "bene, ho contrazioni forti... madonna queste sono DOGLIE!"
io: "stai tranquilla appoggiati qua, adesso andiamo eh?"
G: "si si..."

certo che avere un marito a cui appoggiarsi in ascensore è una gran cosa, qui le doglie si fanno serie, mi sa che ho aspettato troppo...

ore 20.12 siamo in macchina.

ore 20.13 chiamo Silvia e Gabriele per dirgli che "stiamo andando".

ore 20.17.02 la macchina si ferma davanti la porta dell'ospedale.

ore 20.17.04 sono in piedi con tutte le borse addosso, mio padre aiuta G a scendere, contrazione in corso, qualche piccola bestemmia dalla bocca di G.

ore 20.17.15 siamo davanti la porta. La porta è chiusa.

G: "MA PORC!@#$%^&&!!!!!!! MA VAFFFa&%#$@!$@#$!!!!! MA PERCHE' LA PORTA E' CHIUSA?" bisogna suonare il campanello.
deduco che sta avendo delle doglie fortine...

ore 20.17.20 ci aprono la porta entriamo e chiamiamo l'ascensore, la sala parto e' al secondo piano (nemmeno la Svezia è perfetta)

ore 20.17.45 usciamo dall'ascensore c'e' un'altra porta... CHIUSA, campanello + bestemmia.

ore 20.17.55 ci fanno entrare, con fare distratto una tipa ci fa accomodare in una stanza,

ore 20.18.04 G si butta sul letto, la tipa inizia la solita procedura "nome, cognome, codice fiscale... " e le mette dei monitoraggi sulla pancia.

io mi guardo un attimo intorno, butto la borse da una parte mi metto vicino a Giulia e cerco di non interferire con l'infermiera, arrivano 2 ostetriche.
Mi riguardo in giro... ma nella sala travaglio non doveva esserci la grande vasca con l'idromassaggio? e poi questo letto... sembra più un letto da sala parto che altro... ma...
Giulia è ancora vestita e molla un grido...

Qui la bimba nasce prima che abbia avuto il tempo di togliermi le scarpe

ore 20.30.boh Arriva la nostra amica Wendy che montava il turno di notte, convenevoli con il resto dello staff... mi saluta... tutta tranquilla come se parlassimo di Lewis, il suo cane...

Praticamente mi aggrappo addosso a Wendy, questo parto sta andando TROPPO in fretta, non faccio in tempo a respirare, a trovare la posizione e tutto il mio controllo del dolore va a quel paese, mi attacco al gas esilarante... esilarante un corno, fa giusto girare un po' la testa.

Beh... 3-4 spinte ed è uscita...
Sticazzi, questa è una descrizione da uomo. Il prossimo lo fai tu.

ore 20.56 Martina fa la sua comparsa e viene appoggiata sulla pancia della mamma.

Sei una bambina, lo sapevo! Sei nata con la luna nera e i primi crocus, hai un nome da guerriera ma il viso da streghetta, scommetto che sei magica, sicuramente hai tanta fame, ecco, questo si chiama latte ed è una delle cose belle del mondo, ti sei attaccata subito eh? Bimba intelligente. Mi guardi con quegli occhietti curiosi, vagisci, scalci contro la mia pancia come facevi da dentro, sei tutta piena di vita. Ho voluto tagliarti io il cordone. Sei al mondo, piccola mia.


Giulia stava benone, stanca ma tranquilla.
Ci hanno chiesto se volevamo fare merenda e cosa volevamo, ci hanno portato 2 tazze di the, 4 panini, e 2 calici di sidro per brindare alla nuova nata... che gentili!

Dopo un paio d'ore ci hanno portato nel reparto maternità. Una stanza tutta per noi.
Notte leggermente agitata, la pupetta aveva fame, ma G più di tanto non poteva darle, taci che sulla pancia del papà ha dormito un po'.

Lunedì mattina G era in piedi e camminava e si muoveva come niente fosse... Abbiamo chiesto se potevamo andare via, hanno visitato la bimba e hanno detto "ok!". Siamo tornati a casa per pranzo.

Ecco. Così nascono i bambini.

Ora è passata una settimana. La patatina dorme, ciucca e produce una adeguata quantità di cacchetta di un elegante colore giallo oro, molto trendy associato alla rigetta fucsia del pannolino.

Non so, sembra già in grado di farsi capire, quando ce l'ho in braccio e lei vuole cambiare posizione si agita in un certo modo, e io so che lei vuole venire su messa in piedi, e non si calma finchè non la metto in piedi. Se invece vuole solo girarsi un po' è inutile che la metti in piedi, e allora si agita in un altro modo, fa un piccolo gesto con la testa… ah le donne… dite che mi ha già addestrato?

Non urla più di tanto, non frigna, non si lamenta, dice qualcosa solo quando ha fame, e vuole la tetta. E anche lì basta dirle "vuoi il latte vero?" e lei si mette tranquilla ad aspettare. Ma non è mica stupida come l'elettore italiano medio… se dopo 5 minuti non arriva la tetta lei ti richiama all'ordine dicendo "E allora???" con un gesto da muratore che dice: "muoviti con quella gittata di cemento!" …. mmm …. oserei dire più un capocantiere che un semplice muratore.

Gesti da muratore, rutti da carrettiere… la mia piccola promette bene. Anche Rocket prometteva bene… e si è visto come è sbocciato.

Lui sapete… è un po' grezzo… ma ha tanto cuore… quindi magari capita che da sopra la collinetta del parco si butta di corsa verso di te e siccome non ha i freni con l'ABS, e io non gli ho ancora comprato un paracadute alla Batman, per fermarsi si schianta sulla carrozzina, dove la pupattola dorme beata.
Risultato? Rocket non si fa nulla, la pupattola continua a dormire… OK! Sono compatibili!!!

Si si, direte voi, vedrai tra un po'… Non ha ancora chiesto di riportarla in ospedale, e questo è un gran risultato… no forse no, forse non l'ha chiesto perché essendo uomo "dentro" non sa di poter chiedere una cosa del genere.

Ogni tanto smette di giocare per andare in cerca della sorellina, se la guarda gli prende un piedino, le tocca una manina. E poi fa: "Mi ha preso un ditino! Così, con il pugno!".
Quando la cambiamo vuole venire a vedere anche lui e le tiene il piedino.

Secondo me non si è ancora reso conto…

lunedì 4 aprile 2011

Una nuova Piccolavichinga


Ciao a tutti! Mi chiamo Martina e sono nata il 3 aprile alle 9 di sera. Sono alta la bellezza di 49 cm (insomma le svedesi mi fanno un baffo) per il rispettabile peso di 3,155 kg. Sono venuta al mondo in fretta e furia, sono sveglia e curiosa e ho tanta fame!
Ho già succhiato quella cosa buonissima chiamata Latte della Mamma e dormito tutta la notte sulla Pancia del Papà, il mio Fratellone mi ha dato un Bacino, ho conosciuto il Nonno e la Nonna e sono stata in videoconferenza con mezzo mondo.
Ora sono proprio stanca e mi devo riposare un po'... è stata una giornata intensa!

L'umano accarezzò il dorso del gatto.
"Bene, gatto. Ci siamo riusciti" disse sospirando.
"Sì, sull'orlo del baratro ha capito la cosa più importante" miagolò Zorba.
"Ah sì? E cosa ha capito?" chiese l'umano.
"Che vola solo chi osa farlo".

lunedì 6 dicembre 2010

Io, io, io!

È accaduto: il piccolo guerriero è passato attraverso lo specchio. È una pentola in ebollizione, un calderone magico da cui non si sa che cosa verrà fuori. Apparentemente senza preavviso, nel giro di una settimana ha fatto un balzo in avanti nella sua concezione del mondo.
Sabato eravamo in auto dopo essere passati in un negozio, lui sedeva come al solito sul seggiolino.
Dico a Marco: vuoi che ci fermiamo a mangiare? Io non avrei molta fame. Marco risponde: neppure io ho fame. Da dietro giunge la voce offesa di Richi: IO ho fame! - Che cosa ha detto? Ha detto che ha fame? - Ci siamo guardati: e da quando parla in prima persona?
Richi, hai fame? - IO ho fame, mamma, vojo pappe!
Be' che dire... ci siamo fermati a mangiare.
Nei giorni seguenti l'io è ricomparso sporadicamente e come casualmente nei suoi discorsi, ma continuava per lo più con i soliti: Riccaddo pende bil da corsa, Riccaddo mette teno binaio: ciuf ciuuuuf!
Stamattina mentre faccio colazione viene da me tutto eccitato come se avesse scoperto un gioco nuovo e si mette a urlare: IO, IO, IOOOOO! Lo guardo stupita e lui mi spiega molto seriamente: Io si chiama Riccaddo! (dieci secondi canonici si scioglimento materno, vieni qui che ti riempirei tutto di bacetti)... Amore, si dice io mi chiamo Riccardo. UHM mi fa tutto soddisfatto e annuendo con aria decisa. Poi corre da Marco e gli urla: Io MI CHIAMO Riccaddo! Io MI CHIAMO Riccaddo! - Poi di nuovo tutto serio gli spiega: IO mi chiamo Riccaddo, tu si chiama Papà.
Coccolo, quante feste gli abbiamo fatto!
Sembrerà ridicolo, tutti i bambini prima o poi ci arrivano, non è mica Einstein. Ma sono ancora tutta emozionata. Perchè non è questione di correttezza lessicale (tra l'altro è mediamente indietro con il linguaggio, colpa del bilinguismo immagino) e nemmeno di sviluppo cognitivo. È proprio una tappa emotiva nuova. Sono convinta che l'uso dei pronomi marchi un modo diverso di percepire sè stesso e la realtà. Ormai capisce tutto dei discorsi che facciamo, è possibile spiegargli le regole e il loro perchè. Riesce a fare collegamenti fino a poco tempo fa impossibili (prima mangi la cena e dopo giochiamo con il trenino - la mamma è arrabbiata perchè hai dato le botte al tuo amico). Ora ha preso coscienza del fatto che esiste un IO distinto e separato: "IO mi chiamo Riccaddo"... il taglio del cordone ombelicale è definitivo, inizia l'esplorazione in solitaria di un mondo sempre piú grande e complesso.
Auguri, piccolo guerriero!

venerdì 22 ottobre 2010

Decalogo con annuncio a sorpresa

Prendo ispirazione dall'ultimo post di Morgaine e presento anch'io le cose belle del vivere qui a Norrköping.

1 Viviamo entrambi a due passi dal lavoro, 15 minuti a piedi Marco, 15 minuti in bicicletta io. La strada per andare al lavoro passa attraverso il parco e vicino al bosco ed è stupenda in tutte le stagioni.
2 L'asilo nido del nostro piccolo guerriero si trova praticamente sotto casa.
3 Accanto a casa nostra e un po' dovunque in città ci sono curatissime aree verdi con giochini vari.
4 Norrköping ha un centro storico particolare ed è attraversata dal fiume Motala che regala scorci meravigliosi, basta uscire di casa per ritrovarsi immersi nella forza degli elementi.
5 I tempi di lavoro sono umani, i ritmi intensi ma non massacranti, e la gente generalmente apprezza quello che fai. In più il capo non fa assolutamente storie al papà/mamma che deve stare a casa con un piccolo guerriero ammalato, perchè tutti (ma proprio tutti) hanno figli.
6 Sia i miei colleghi che quelli di Marco sono molto simpatici
7 La burocrazia, la banca e la posta si sbrigano via internet o al massimo dal supermercato sotto casa, con notevole risparmio di tempo e di stress
8 Abbiamo stretto interessanti amicizie internazionali, qui in città abbondano le coppie miste, direi quasi che sono la maggioranza. Inoltre dove lavoro io c'è gente da tutto il mondo , incluso un collega che parla aramaico!
9 I bambini hanno diritto di cittadinanza ovunque

e infine 10... ci troviamo così bene che abbiamo deciso di farne un altro!
Sì avete letto bene, è in arrivo un'altra piccola peste che darà del filo da torcere al fratello maggiore e sarà quasi coetanea del brontopiccolo. Il cantiere è all'opera, data di consegna prevista agli inizi di aprile!
Al piccolo guerriero per il momento abbiamo spiegato che la mamma ha una stellina nella pancia. Ha già chiarito che vuole una "sorellina"... si accettano scommese!

Ci vediamo alla BLOGFESTEN!

giovedì 3 dicembre 2009

Uno sporco lavoro

Eccomi qua, una vita che manco dagli schermi del blog, non ho nemmeno il tempo di leggere quello che scrivono Giulia e i nostri amici Silvia e Gabriele. Il mio lavoro mi assorbe completamente. Che lavoro? Sono babysitter H24, nome in codice Foxtrot. Si dorme in mimetica e scarponi, il colpo sempre in canna e un caricatore sempre a portata di mano (dov'è il ciuccioooooo?????). Devo dire la verità (SPOT) non credevo di trovare dei pannolini migliori di quelli della COOP, ma gli huggies non mi hanno deluso troppo (accettabili dai) ... MA POI abbiamo trovato questi LIBERO che lasciano davvero il culetto asciutto come nessun altro! E con il pacco da 56 pezzi RISPARMI!!!
Ok ok fine spot, parliamo di cose serie.
E' un mese ormai che siamo qui, è un po' presto per tirare le somme e dire "mi piace" o "mi sta sulle palle". Certo il posto in se non è niente male.
Fino a qualche giorno fa non faceva nemmeno freddo. Andavo in giro con una maglia di cotone e il mio eterno giubbotto di pelle. In teoria Novembre doveva essere il mese + brutto, tristissimo, a me non è dispiaciuto per niente. Un po' di pioggerellina ogni tanto, qualche volta un po' di vento, il cielo sempre scuro, mi piace, sembra di essere chissà dove (perchè dove credi di essere? sei al 58mo parallelo!). Poi improvvisamente ieri mattina esco... cazzo sembrava un altro pianeta! Il vento mi fa "Occhio che è finita l'estate!". Il cielo chiarissimo, il sole bianco e basssissimo sull'orizzonte, proietta una luce strana, rasoterra, le ombre di ogni cosa sono lunghissime. La strada che di solito è di colore grigio chiaro adesso è nera, tutte le macchine parcheggiate sono coperte di ghiaccio, l'erba a fianco ai marciapiedi è un campo bianco di brina.
Uno spettacolo. Ovviamente quando sono in missione non ho tempo di prendere attrezzature per il piacere personale come la macchina fotografica... e quindi non ho scattato nulla, ma forse Gabriele ha fatto qualche scatto.
Finalmente un po' di sano ghiaccio per terra, finalmente un po' di Svezia come uno se l'aspetta!
Controllo gli strumenti di bordo del passeggino, sono -3 gradi (i locali dicono "freddo 3 gradi"), il passeggino non ha le gomme chiodate, questo significa che dovro' stare attento in curva... La mia missione è lunga e pericolosa. Missione di intrusione dietro le linee nemiche. Devo prendere il pupo (mio figlio, Ricky) nome in codice Rocket, inchiavardarlo sul passeggino (8 minuti ieri), e portarlo al nido, nome in codice Campus. L'obiettivo è a circa 2 km e mezzo da qui, una marcia veloce ci fa arrivare in 25 min. Giusto il tempo di depositare il "guastatore" dietro le linee nemiche e si ritorna alla base. Si attende un'ora e mezza circa, quindi se non ci sono comunicazioni si riparte per la missione di recupero, stesso tragitto, Rocket dovrebbe aver finito di demolire il Campus...
Eh ridendo e scherzando mi faccio circa 10 km al giorno a piedi, mi fanno solo che bene in attesa di sfondarmi durante le feste di Natale!
Rocket inizia a socializzare al Campus (si sta infiltrando!). E io parlo un po' con le maestre. Ci sono una maestra ogni 6 bambini, come in italia. Solo che in italia il nido ti costa circa 450 euro, qui siamo sui 120. In italia devi portare i pannolini, qui sono inclusi. In italia puoi scegliere se portare tu il pranzo o spendere 4 euro per la mensa, qui è inclusa.
Devo dire la verità, io ho fatto i conti in tasca all'asilo nido dove andavamo e con tutti i bambini che avevano, e la retta che chiedevano certo non si arricchivano, andavano giusti con le spese. Ora che paghi gli stipendi, tasse, contributi, costi di struttura ecc. non ti avanza praticamente nulla.
Qui la differenza sta nel fatto che il comune aiuta e parecchio.
In effetti qui ci sono molti più bambini che in italia. E le mamme sono anche molto giovani...
Ma torniamo a parlare del Campus. una serie di costruzioni in legno, quasi simpatiche a vederle, con grandi finestre (è da li che i bambini controllano tutto, bisogna fare attenzione a come ci si muove, potresti essere facile bersaglio), io in genere mi avvicino dal lato est, in modo da essere coperto da un hangar, da quello che ho capito lo usano per tenere al riparo i loro piccoli mezzi corazzati a tre ruote. Sono letali!!! Hanno una variante decisamente efficiente, è un triciclo biposto, il pilota davanti e l'armiere dietro. Non ne avevo mai visti in italia. Rocket sta cercando di carpirne i segreti, ma è una tecnologia tutta nuova per lui, forse riuscirà a rubare degli schemi tecnici.
Una volta superata la recinzione (stranamente non elettrificata) si entra nel cuore della battaglia, orde assassine di piccoli soldati ti assaltano sui loro tricicli, io ne schivo un paio spostandomi sulla sinistra, faccio qualche passo in avanti, da una pozza di fango sulla destra emergono un paio di faccette minacciose (i lagunari?) cerco di uscirne scattando in avanti, c'è un mucchio di sabbia con dei cingolati sopra ... sono perduto! Questo lavoro finirà per uccidermi!
Quando sto per essere ormai catturato, eccolo, Rocket, mio salvatore, che fa finta di essere uno di loro e mi salta addosso per finirmi.
È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo...