martedì 10 luglio 2012

Sapocche rubate

La vita in sapocche (infradito) è lenta, tranquilla, comoda. Va da se che se vuoi movimentarla puoi farlo. Basta scegliere il metodo giusto. Movida notturna, seratone con donnine, oppure... per abbattere definitivamente la noia con sicurezza: due bambini.

Se non lo avete ancora capito, sono qui in italia che schiatto dal caldo. Non c'è aria, fa troppo caldo, non si respira... CAGATE!

Me lo sto godendo, me lo sto assorbendo fin dentro le ossa, dove quest'anno c'era solo il freddo e l'umido schifosi del clima svedese.

Vivo in sapocche, maglietta da spiaggia e pantaloni corti. Perennemente bagnato dagli spruzzi dei bimbi che giocano nella piscinetta (e dal fucile ad acqua di Rocket). Il vino non manca mai, e purtroppo nemmeno le occasioni tipicamente italiche che ne richiedono un bicchiere o due.

Se penso che sono arrivato con giacche e scarpe chiuse per tutti e tre... dove sono adesso? Boh...
In testa ho sostituito il cappellino di Gore-Tex(r) aerodinamico traspirante e antivento con un bel Panama, Siamo in italia, un po' di stile ci vuole.

Ho fatto un giro di shopping in centro, ma sono tornato a casa con un dolce-amaro in bocca. Ci sono un sacco di bambini, giocano tipicamente sui plinti di cemento antitraffico. Non ho idea di dove possa essere l'altalena più vicina, ma di sicuro non è vicina. La maggior parte di loro è accompagnata dai nonni, di quelli accompagnati dai genitori dalla mamma di solito la mamma parla russo o giù di lì.
Ammucchiate di biciclette, o di motorini che mi ricordano una città del Viet-Nam. Gente dappertutto.
E poi traffico da paura. Si ok, siamo in centro. Gli autobus passano rasentando il marciapiede che se stai camminando vicino al bordo ti devi scansare, cosa vuoi le strade sono strettissime.
Dove c'è spazio per mettere una macchina puoi stare tranquillo che ce n'è parcheggiata almeno una.
Non ci sono più abituato.
Dopotutto nell'ultimo anno ho passato solo pochi giorni qui.

Certo le botteghe del centro sono di un'altro livello. Credo che un qualsiasi negozio di fotografo che posso trovare qui dia le paglie a quelli di Norrköping. Se compri online è un discorso, ma se vuoi provare un obiettivo, sentirne la maneggevolezza, o se vuoi semplicemente provare una borsa di una certa marca con certe caratteristiche, la descrizione online non ti basta.

Unico punto veramente dolente che mi sta snervando: le campane della chiesa qui vicino. A voi magari faranno anche allegria. Quelle di Norrköping sono talmente rare che quando suonano mi fermo ad ascoltarle, ma sono tenui e gentili e sembrano un carillon.
Queste iniziano a suonare alle 6 di mattina, battono tutte le ore e la mezz'ora. Ad orri disparati tipo 7.40AM, 9.40AM, 11.50AM e svariate altre volte nel pomeriggio e nella sera ti fanno dele scampanate da 2 minuti e 20 secondi ininterrotti (giuro ho cronometrato). Una o due volte al giorno fanno una cantilena discendente che ispira tristezza che dura 5 minuti.

Cinque minuti di campane. Campane tristi per giunta!

Sto pensando seriamente di andare a comprare una tanica di benzina e bruciare la macchina del parroco, giusto per dargli un avvertimento.

Mi chiedo quanto avranno pagato una torre campnara così ben fornita. Cinque campane, grandi, enormi, gravi solenni.
Stanno lì a ricordarti chi è il vero Padrone. Chi comanda.

D'altronde qui si sa che comandano i preti. Come accendi una tv c'è sempre un prete che dice la sua su qualsivoglia argomento: scuola, famiglia, aborto, problemi giovanili, disoccupazione. È un po' come quando i giornali italiani intervistano un filosofo sulla crisi economica. A mio avviso stampano scoregge su carta inadatta.

E se ne parli con qualcuno ti senti rispondere con aria rassegnata "tanto è così, che ci vuoi fare..."

Ecco, queste il mio pensiero in bianco e nero.
Vivere in sapocche è così bello, ma non si può. Si arriva sempre alla stessa conclusione.
Adesso vado a farmi un goccio, alla "voglia di fare"!

mercoledì 4 luglio 2012

A volte ritornano

Ce l'hai tu il mio passaporto?
Il dinosauro di Rocket dove sta?
Secondo te TheAngel può portare la sua mitraglietta giocattolo in aereo? Perchè non porta l'M 60?
Beh, no, la mitraglietta in aereo è più "comoda"...

Sto facendo le valigie. Domani vengo in italia a portare un po' di allegria. Si nel senso che arrivo io con la truppa, Rocket e TheAngel.

Giulia è un po' preoccupata. I papà sono sbadati, guardano sempre le altre e la lunghezza delle gonne delle hostess, anzichè badare ai bambini. Teme che me ne perderò uno in giro.
Ho cercato di spiegarle che in informatica se hai 2 dischi in mirror e ne perdi uno non è un problema ma lei dice che non è la stessa cosa, bah...
Io sono fiducioso.
Nella vita, quando devi fare qualcosa di difficile, devi pensare di essere il più forte di tutti, devi convincertene. Allora riuscirai.

I miei figli hanno la particolarità di farmi venire dei super poteri. Ce la farò.

Il programma (già molto definito) prevede di morire di caldo e traumatizzare i nonni con una botta di vita ad alta pressione.
Ovviamente tutte le discussioni su come e perchè le cose vanno male verranno iniziate e accantonate nell'arco di una bottiglia di vino.

Il blog potrebbe continuare ad essere aggiornato dalla mia dolce metà, la quale rimanendo qui al nord a lavorare, in realtà si spara ben 3 settimane di "vacanza senza figli". Non so, conoscendola potrebbe passare tutto il tempo a dormire. Cercherò di stuzzicarla un po'.

Questo blog sta diventando decsamente noioso lo so, ma che ci posso fare?
Avevamo iniziato a fare i confronti tra questi due paesi, ma ci siamo incartati sul buco spazio-temporale... Le cose sono talmente diverse che chi ci legge dall'italia poi pensa che noi vogliamo spalare merda sull'italia.
Invece non è quello che vogliamo.

La realtà è che vorremmo magari far vedere COSA SI PUÒ FARE in un paese civilizzato e moderno. Di solito noi ci chiediamo "perchè non si può fare anche a casa nostra?"

Tipo: ho passato 5 ore in un museo qui, 5 ore. Con 2 bambini di uno e quattro anni. I bambini non hanno distrutto nulla, non si sono comportati male, si sono divertiti anzi, c'erano delle attività apposta per loro e se la sono spassata meglio che al parco giochi. In italia è possibile in qualche museo? Credo di no, ma sono pronto arimangiarmi tutto se mi date le prove.

O ancora, leggo sul giornale che il sindaco di milano sta lavorando per autorizzare i bambini di milano di giocare nei cortili... cioè... ma come li tenete buoni? Con la droga? Con la tv? Certo "sul nostro pianeta" basta guardare fuori da una finestra per vedere un'altalena o uno scivolo, ma certe "cagate" non le facevano nemmeno gli Orchi!

Sempre sul giornale leggo che una commissione del ministero dell'ambiente italiano, (ovviamente sarà tutta gente ben pagata) ha TROVATO la SOLUZIONE al problema della mobilità sostenibile: biciclette, telelavoro, trasporto pubblico efficiente, urbanistica intelligente... fantascienza eh!
Vi serviva una commissione per capirlo?
Ma, ammesso e non concesso, ora che lo hanno detto LORO, FARETE qualcosa?

E di pensieri così ne faccio 10 al giorno...
Non so se capite, non possiamo più fare confronti... non è politicamente corretto.

giovedì 28 giugno 2012

Una settimana particolare

Questa settimana è davvero piena d cose.
Tanto per cominciare il nostro anniversario di matrimonio, eh si, ho guardato le foto, ero più magro...
Tutti questi anni, ne abbiamo fatta di strada eh Giulia... in tutti i sensi.

Una delle prove arriva sempre questa settimana: il compleanno di Rocket. Quattro anni, il nostro campione. È davvero cresciuto, anche pissicologgicamente. Ora è un vero ometto, ride e scherza com un bimbo ma all'occorrenza è capace di pensieri profondi e dolcissimi.

Poi come se non bastasse, un piccolo risultato personale, è appena uscita la versione 2.0 di Yooba Studio un sistema semplice ed economico per costruirsi da sè stessi le proprie app personalizzate per iPad.

Beh, che dire, manca solo che vinco il mondiale di rutti e poi sono in pace?
Beh no...

Diciamo piuttosto che all'inizio di questo campionato europeo con la bandiera italiana ci avrei fatto un bel falò, ma poi sono stato contento che sono arrivati fino alla semifinale.
Ero tutto allegro ieri mattina e non vedevo l'ora che arrivasse stasera... Italia Germania, da emigrante per giunta! Troppo forte!

Poi una persona per cui ho veramente molto rispetto (non si può mancare di rispetto al Presidente della Repvbblica) mi ha fatto ricordare da dove vengo.

Ecco ieri, il primo giro in bici al parco di mio figlio, con la bici nuova tutta scintillante...

Beh ieri era l'anniversario (32 anni) della strage di Ustica. Il Presidente Napolitano ha espresso "profonda amarezza" per la mancata individuazione dei colpevoli a trentadue anni dalla strage.

Quando ero in prima media, avevamo iniziato con la professoressa di lettere a leggere i giornali in classe, e a studiare come erano fatti tecnicamente. Una bella cosa. Ognuno di noi studenti si era preso un qualche filone da seguire. Io mi ero preso la ricostruzione della strage di Ustica all'epoca seguida dal Giudice Priore.
Si può dire che è stato anche il periodo che la mia passione per gli aeroplani si è sviluppata in qualcosa di molto profondo. Volevo saperne di più. Come vola, come è fatto, come si attacca, come si difende, cosa c'entra l'autonomia, cos'è una portaerei, cos'è un missile aria aria...

Nella mia ingenuità di bambino, pensavo che sarebbero arrivati alla soluzione del caso. Ci sono voluti 10 anni (cioè quando sono arrivato più o meno all'università) per farmi capire come sarebbe andata a finire.
Questa storia mi era entrata nel sangue, sono arrivato a leggere tutto quello che ho trovato sull'argomento, a guardare e studiare film e documentari.
Adesso che non sono più un bambino, bensì un padre di famiglia, ovviamente mi sono fatto le mie idee. Quando diventerò padrone del mondo tirerò fuori la mia lista di cose da fare.

Solo permettetemi un piccolo appunto per il Presidente: io mi sarei vergognato di rappresentare quelle istituzioni, che hanno tradito il proprio paese. Questo ovviamente vale anche per tutte le altre stragi impunite. Purtroppo in italia non si vergogna mai nessuno. Mai.

mercoledì 20 giugno 2012

Flygdag, la giornata del volo

Quest'anno c'e' stato un evento particolare al museo dell'Aeronautica Militare Svedese (Flygvapenmuseum). In pieno inverno, con la neve fuori, hanno organizzato un pomeriggio da fotografi, illuminando a giorno con luci speciali tutti i locali.

Nonostante le scadenze pressanti dell'ufficio e lo stress casalingo ho preso 4 ore di "cazzimiei" e sono andato, in compagnia di altri due compagni di merenda italiani, Michele e Matteo.

E' stato un bel pomeriggio, e ho anche portato a casa delle belle foto. Si ovvio, dovevo scrivere qualcosa, e pubblicarle anche... ma chi ce l'ha il tempo?
Tra le altre cose ho conosciuto un vecchietto... veramente un vecchietto. Andava in giro con una reflex Canon economica, montata su un treppiede leggero, solo che era così vecchio che ci si appoggiava un po'...
Vestito normale, non capivo che ci faceva lì. Comunque, siccome due italiani fanno sempre casino figuriamoci tre, il poveretto ci ha notato e in perfetto inglese ci ha chiesto se avevamo bisogno di una guida. Era la guida del museo.

Io sono andato al dunque subito, sapevo che avevano un esemplare di J-29 e gli ho chiesto dov'era. Ora, voi dovete sapere che il J-29 non è proprio il più bello... lo chiamavano "botte volante" proprio per la sua forma. Il decrepito mi guarda con l'occhio furbetto e mi fa "perchè ti interessa proprio quello?".
Gli racconto che quando ero un giovane fancazzista l'avevo costruito in scala e mi piaceva il design del canopy... Insomma questo tizio era un ex pilota di J-29. Ci siamo messi a parlare di aerei ed elicotteri (se permetti so ancora riconoscere un CH-46 da un CH-47), finchè gli tiro fuori il mio iPhone e gli mostro un po' della mia foto gallery, roba semplice: un Canadair in azione in Umbria, gli Yak Italia in looping, e ovviamente le Frecce Tricolori.

Qui il tizio strabuzza gli occhi e mi fa ridendo: "Ma questi... sono dei pazzi!". E si è vero, e ancora più pazzi siamo noi che andiamo a vederli. Iniziamo a parlare di air shows e di incidenti, e poi mi dice che questa estate devo assolutamente venire a vedere il loro air show. Gli chiedo quando, e questa volta sono io che strabuzzo gli occhi.

Il "vecchietto" (85 anni, 75mila ore di volo) tira fuori da una tasca un iPhone come il mio, guarda un paio di pagine web e mi fa "il 3 giugno, e festeggiamo anche i 75 anni della Saab, e se sei fortunato ci sarà un J-29 ancora funzionante che volerà".

Il 3 giugno! E così vicino a casa mia poi, dovevo andarci per forza.
Cioè immaginatevi voi, un giorno intero, fuori casa, SENZA FAMIGLIA da badare, solo io e la mia macchina fotografica e qualcosa di stupendo da vedere. Chi non sarebbe felice?
L'ho sognato per mesi.

Finchè è arrivato il 3 Giugno.
Eh si, faceva ben sperare in una giornata di sole, col cielo azzurro.
Ma come la nostra amica Morgaine ci insegna, la natura è una meretrice inaffidabile e non lagom (giusta).

Vedi post precedente (bestemmie censurate) faceva più freddo che a Natale, cazzo.

Sotto il Pile avevo la maglietta dell'Aeronautica Militare Italiana, per la prima mezz'ora ne ho mostrato solo il colletto, poi più nemmeno quello. Un ventooooooo!!!

Come sempre di pattuglia, io e Michele, Matteo ha dato forfait causa genitori in visita, ma Stefano (ragazzo dal grande cuore, in visita temporanea) ha tenuto alto il valore della squadra (in tre si fa più casino!).

Impavidi, siamo arrivati alle 9 di mattina e siamo andati via alle 6 del pomeriggio. E non perchè eravamo bloccati dal ghiaccio... Beh non sto qui a raccontarvi il programma della giornata ma vorrei tirare quattro somme.

Aerei storici della Saab FUNZIONANTI.
Sì, razza di bifolco che stai leggendo, Saab. La stessa scritta che hai visto su certe macchine parcheggiate che non sai da dove vengono. Svenska Aeroplan AB nasce nel 1937 come produttore di aeroplani, solo dopo iniziano a fare anche auto.

"Eh capirai" mi dite voi "ne ho visti tanti di aerei storici volare".
Ok. Finchè è un motore a pistoni non c'è problema, ma una turbina? Ne avete visti? Mi chiedo se in italia c'è ancora un F86 o almeno un G91 funzionanti. Cioè dico, visto che li costruiva Fiat...

Quale paese può mantenere in operatività dei caccia del periodo della guerra fredda (quando non si badava a spese per la difesa) solo per motivi storici e affettivi? Quanto costa fare un tagliando ad un J-35 Draken del 1955?

Sono arrivati aerei e team acrobatici da mezza Europa. Tra i tanti che si sono dati da fare degni di nota sono stati i Baltic Bees un gruppo davvero forte e con un portavoce italiano, un certo Francesco. Secondo me sono stati i migliori.

Abbiamo visto volare i Gripen fino alla nausea. Carini ok, nulla da dire eh... magari sono leggeri e consumano poco secondo gli ultimi dettami della politica e il tagliando costa poco...
Ma vuoi mettere una Ferrari 458 contro una vecchia 365 Daytona? Hai presente? Una volta non erano mica di plastica!

Quando ha decollato il Viggen, non ce n'è stato più per nessuno. Nessun altro aereo ha usato così poca pista per alzarsi come il J-37 Viggen, un esempio di potenza, un design pulito ed elegantissimo. Potenza allo stato puro, non puoi capirla finchè non la vedi. Anche qui, il Viggen è un aereo degli anni '60-'70, è rimasto qualche F 104 volante in italia per ricordo (perdonatemi il pargone, ma a me lo Starfighter è sempre piaciuto)?

Prima parlavo di affetto, non a caso. Quando è partito il Viggen ci sono stati due boati, uno dal suo motore, e uno dalla folla. Come gli italiani davanti alla Ferrari F1 di Badoer, ve la ricordate la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Torino?

A fine giornata, con le giunture bloccate dal freddo, dopo aver preso vento e pioggia devo dire che il cielo plumbeo ha anche dato il suo contributo. Certe foto sarebbero state banali senza questo sfondo... (si ok, cerchiamo di guardare il lato positivo).

Ed ecco a voi qualcuno dei risultati:

Per farvi un'idea del cielo...


Breitling Wing Walkers, spettacolari!


...decisamente spettacolari!


J-39 Gripen come se piovesse


Il Saab J-35 Draken, design da fantascienza datato 1955!


Ecco basta così che sennò poi vi annoiate, ma se ne volete ancora basta chiedere.

giovedì 7 giugno 2012

Esaurimenti svedesi

Allora, ne avrei le balle piene... Di cosa? Di tutto. Di questo paese, della loro bellissima organizzazione, di come funziona tutto, della loro poca fantasia, e soprattutto della stagione che non arriva.

Non è possibile, sono ancora vestito come questo inverno (giuro ho i calzini GROSSI COSÌ)! Domenica faceva più freddo che a Natale!

Pazienza la primavera, che si sa è pazzerella, pazienza che faceva freddo ad Aprile. A maggio, proprio quando stavo per andare fuori di testa mi sono accorto che in laguna a Venezia correvano le barche dell'America's Cup. Se fossi stato lì avrei fatto delle gran belle foto... Che delusione! Il mio morale è andato ben al di sotto del seminterrato.
Allora che fai? Mangiati un gelato... si bravo, te lo mangi con la giacca vento addosso e controllando il cielo che non ti nevichi addosso... (ultima pioggerellina misto ghiaccio verso metà maggio).

E poi... poi è arrivato il caldo. Non più di 10 giorni eh che sennò fa male (bastardo) però caldo caldo, di quello vero. Sotto il mio ufficio, sull'argine, in pausa pranzo le ragazze prendevano il sole in bikini. E stava diventando anche pericoloso, se non fosse tornato il freddo sarei finito sotto una macchina o nel fiume.

Un giorno di sole (finalmete) decidi di portare i bimbi al parco alle giostre. Ma siccome questi qui sono svedesi di pachi in città non ne fanno uno o due, ne fanno trenta, e poi che nomi gli mettono? Tutti uguali, così anzichè andare al Folket Park siamo andati al Folk Parken e non abbiamo trovato le giostre.

Cazzo metteteci un po' di fantasia, chiamateli come i panini con i nomi italiani! Mafia, Parma, Italiano, Salamino... Così non si confonde nessuno!

Siamo andati a fare il barbecue in riva al lago, insieme ad un branco di italiani semi-svedesizzati. Non va bene diventare svedesi! Ve lo spiego in due parole.
Arrivi al lago e parcheggi, in italia ci sarebbe una strada dove tutti accostano e mettono la macchina alla meno peggio, qui no, c'è un parcheggio vero. Fortuna che almeno è gratuito.
C'è un grande cartello di legno con la mappa della zona e il puntino osso "Voi siete qui". A fianco c'è il distributore con le mappette di carta, sai mai che ti perdi intorno al lago (cazzo, al massimo farai il giro).
Poi vai a cercare gli altri che ovviamente essendo mezzi svedesizzati sono arrivati tutti in orario (noi siamo sempre in ritardo).
UN'ORA (60 minuti, con prole al seguito o in zaino) a piedi per raggiungerli, avevo trovato altri 10 posti validi lungo il tragitto.
Vai lì perchè è attrezzato ovviamente, c'è perfino il cesto con la legna già spaccata (c'è scritto di telefonare al comune quando finisce che passano a fare il refill, roba da matti, chissà cosa succederebbe in italia). Noi da bravi italiani abbiamo trovato anche le braci accese e ne abbiamo prontamente approfittato.

Ma poi, per aumentare adesso è GIUGNO cazzo! Faccio gentilmente notare che dobbiamo ancora iniziare a sfruttare l'abbonamento annuale per entrare al più grande parco faunistico/giochi della scandinavia (Kolmården), in quano non c'è stato il meteo adatto.

Tra un po' sarà Luglio, e dopo Luglio basta, torna il grigio e freddo autunno e si ricomincia.

Purtroppo l'italia non da segni di miglioramento anzi, fa solo tristezza a guardarla tra politicanti e disgrazie. Che si fa?

domenica 29 aprile 2012

Trasloco (quasi) fatto!

Abbiamo traslocato da due settimane ormai e ancora non trovo i miei boxer preferiti (quelli con i Cocker Spaniel tri-color) e nemmeno la bottiglia del Montenegro. Inizio a dubitare di ritrovare tutto, ma per ora non ho ancora fatto una lista dei "ricercati".
Lo scatolone dei ricordi importanti non è ancora stato aperto quindi non so nemmeno se si è rotto qualcosa...

Non sapevate nulla?
È stata cosa veloce, cotta e mangiata.

Io avevo detto che non avrei voluto traslocare un'altra volta se non per andare in una casa definitiva, avevamo anche iniziato a guardare un po' di case in vendita, ma non avevano soddisfatto il nostro palato raffinato.
Poi è successo che alcuni amici lasciavano un GRANDE appartamento vicino casa nostra per andare un po' più in là, sarebbe stato un altro affitto, quindi contro il Regolamento, ma io per primo ho ceduto, e poi (complice un bicchierino in più) ci siamo convinti che era la soluzione giusta per noi.

Bastava analizzare un po' di fattori:
1. Per un qualche tempo mia moglie starà buona con il discorso "dai compriamo una casa", l'idea di acquistare qui e vincolarmi a questa terra mi terrorizza un po'.
2. È nella nostra zona, Rocket continua ad andare allo stesso asilo e a frequentare gli stessi amichetti (una delle cose più importanti per noi, proprio ora che si sta ambientando bene).
3. Abbiamo più spazio, TANTO SPAZIO.
4. Costa uguale.

Si ecco tirate le somme non si poteva perdere l'occasione. Anche se io la casa non l'avevo nemmeno mai vista tutta. C'ero stato una volta sola, un invito a cena, e avevo visto la cucina e un soggiorno e poi... e poi mi avevano portato in uno studio e poi mi ero praticamente perso... non capivo più dove mi trovavo. Mi disorientava da quanto era grande!

E adesso è nostra!
Si ecco, per intenderci se prendete il tram n.3, dopo la biblioteca guardate di qua, ecco la nostra è quella col veliero sulla finestra.

È davvero grande. Troppo? No. Ma i mobili sono così lontani che sembrano piccoli quando li guardi.
È una casa vecchia, sufficientemente sgarrupata per essere considerata proprio casa nostra, della nostra famiglia. E poi è tutta strana, sembra progettata da un ragazzino che non sa nulla di ottimizzazione degli spazi e che disegna senza righello.
Al confronto il vecchio appartamento era freddo e schematico. La prima impressione che avevo avuto era stata di antipatia, e l'avevo classificato "una soluzione temporanea". Le finestre davano verso Est e verso Nord. Mi sembra di essere uscito dal carcere.
Qui ci sono almeno due o tre strade diverse per andare dalla cucina alla camera da letto, e Rocket all'inizio le faceva in monopattino (ora basta, che è tutto pulito neh).

C'è un corridoio con una strettoia e una curva cieca, ci starebbe bene un senso unico, quasi quasi metto il cartello, poi però bisogna spiegarlo a TheAngel... Magari metto solo un limite di velocità a 30 che dite? Non ho ancora verificato se il triciclo di Rocket e la macchinina cavalcabile ci passano insieme, ma se si incastrano pubblicheremo le foto dell'incidente. Devo mettere i moduli per la constatazione amichevole a portata di mano.

Finalmente ho qualche parete in più per appendere le mie fotografie! Finalmente ho una camera sufficientemente grande da riuscire a fare il giro del letto senza lasciarci gli stinchi. Finalmente abbiamo il caminetto (love!!!) finalmente finalmente...

Giulia è tutta preoccupata di nascondere quegli infissi orribili, quei termosifoni bruttissimi, e quella porta è diversa dall'altra ?!? Ma si... È una casa vecchia, vissuta, generosa, devi accettare i suoi difetti...
Se guardi l'impianto elettrico ti vengono i penotti, dovrò mettere in sicurezza un paio di punti.
Io sono preoccupato da altre cose... Dove metto il mio idrovolante? Mi serve un mobile per il veliero... Le casse dello stereo questa volt le voglio in posizione GIUSTA!
La tv (46 pollici) è diventata un francobollo, lo stereo in compenso ha una resa eccezionale!

Ma che ci frega di quello che non va? Abbiamo finestre su tre (3) punti cardinali, e soprattutto soggiorno e sala da pranzo con grandi finestroni verso sud! SOLE SOLE SOLE!!! E nonostante siamo in centro, fuori della finestra non vediamo un altro palazzo, bensì il parco di una scuola elementare, e più lontana la scuola, e poi gli alberi e tanto tantissimo cielo.
Cavoli se questa casa fosse in vendita non esiterei un attimo a comprarla.

La cosa più divertente subito dopo il trasloco è stato cercare prima il macbook, e poi lo zaino per mettercelo dentro, sono arrivato in ufficio con 30 minuti di ritardo...

Sono 2 settimane ormai che lavoro di brugole, cacciaviti, trapano oltre a svuotare scatoloni, spostare cose... ho le mani tutte rovinate, tagli, sbreghi, schegge, di tutto. Rocket, il campione del papà, mi aiuta, per lui tutto è un gioco. Quanto mi piace! Mi tornano in mente un sacco di ricordi di quando io ero piccolo come lui o un po' più grande, e mio padre lavorava sulla casa o faceva qualche lavoretto di bricolage (a quei tempi non c'era IKEA). Diciamo che cerco di verificare se sono sul binario giusto ricordandomi come faceva lui.
Il papà si occupa della casa in senso fisico.
La mamma... anche lei, ma con l'organizzazione.
Diciamolo, l'uomo è il manovale, la donna il capomastro...

Tra le differenze con il trasloco preedente (italia-italia): gli scatoloni sono ad incastro (non si usa scotch), il che permette di smontarli, appiattirli e metterli in magazzino facilmente.
La ditta di traslochi è costata sostanzialmente lo stesso. In italia 8 uomini per 4 ore e circa 1000 euro, qui 4 uomini per 4 ore e circa 500 euro.

Tra le differenze col nostro ultimo trasloco (quello in macchina dall'italia a qui): una quantità incrdibile di cose in più (il triplo degli scatoloni).

venerdì 13 aprile 2012

Tips per neomamme



Era da tanto che volevo fare un post sulla maternità, ma faticavo a mettere ordine in quel marasma di sentimenti che è stato per me il diventare mamma. L'occasione me l'ha fornita una mia collega, invitandomi ad una cena "sole donne". Tra turni di guardia e malanni influenzali, ci siamo ritrovate solo in tre. La collega non stava più nella pelle dalla felicità, la cena era per annunciare che aspetta il suo primo figlio.
Noialtre eravamo entrambe bi-mamme. Complice il caffè nero e l'assenza dei pargoli, si è finito per parlare fino all'una di notte.
Un piccolo in arrivo, che sarà mai, bimbi ne nascono ogni secondo. Eppure diventare genitori è una delle cose grandi della vita e un cambiamento senza ritorno. Prima eri tu. Poi sei tu e un altro che dipende da te. E per la madre è anche una delle esperienze fisiche più forti che si possano fare.
Per questo non mi vergogno affatto di emozionarmi per la mia collega. E un po' mi preoccupo pure: la maternità non è una passeggiata, non assomiglia alle riviste con le mamme che guardano i loro batuffolini con aria sognante. Le auguro dentro di me di essere fortunata. Vorrei dirle tante cose, soprattutto di aver fiducia in se stessa e mandare a quel paese teorici ed esperti vari. E anche che l'amore per un figlio non funziona con l'interruttore, non è automatico e innato. Mentre il senso di responsabilità per quell'esserino indifeso lo provi fin dal primo momento, magari da ancora prima che nascesse, l'attaccamento viene dopo, a volte d'un botto la prima volta che lo stringi a te, a volte piano piano, tra pianti e coliche e tette doloranti per i morsi dello squaletto affamato.
Ma temo siano cose che bisogna imparare da soli e ognuno a proprio modo.
La conversazione verte sul pratico. C'è anche un po' di pudore dei sentimenti. O forse dei consigli pratici c'è proprio bisogno.
Partorire fa così male? Com'è stato il vostro parto? La domanda per eccellenza, il solito dubbio: raccontare tutto o evitare di spaventare la futura mamma, che tanto ci deve passare per forza? Ormai ho adottato la linea del raccontare tutto: meglio arrivarci preparate. Sì, fa male parecchio. Qualcuna se lo dimentica, qualcuna non ne vuol parlare, per me è stato sopportabile, per altre no, per alcune è un ricordo terribile. È molto individuale. Io ricordo, anche più del dolore, la sensazione di fatica fisica. C'è stato un momento in cui ho penato che non ce l'avrei fatta. Ma non è esattamente come una gara di corsa: lì non puoi ritirarti.
Per fortuna hanno inventato l'epidurale e per fortuna, in queste inospitali lande nordiche, te la fanno a richiesta e senza tante storie. No, io li ho fatti entrambi senza analgesia, ma sono stati parti facili. E già un parto"facile" ti lascia la sensazione di essere passata sotto al treno, soprattutto il primo. Per cui... meglio tenere aperta la porta all'anestesista, giusto in caso.
Come si sta lì sotto. Le lacerazioni? Non è detto che ce ne siano, ma nel caso... per nulla divertenti, e pure quell'altra cosa, l'episiotomia. Se ne parla poco, forse si dà per scontato che, facendo uscire un melone da quello stretto pertugio, qualche danno ci debba essere: ma tanto la mamma (per definizione dedita solo ed escusivamente al pupo) non se ne preoccuperà più di tanto. Sinceramente, a me non sarebbe dispiaciuto avere qualche informazione di prima mano quando mi sono ritrovata con uno sproposito di punti e mi chiedevo se mai sarei tornata alla mia conformazione precedente. Essendo stata particolarmente sfigata sotto questo aspetto, mi sento di rincuorare le neomamme. Si torna quasi come prima, con i tessuti un po' più morbidi, diciamo. Solo che ci vuole del tempo, da un paio di settimane per le Dee dell'elasticità, a qualche mese per le sfigate con tanti punti. Consiglio pratico n. 1: i primi giorni è bene avere un ciambella. Non quella di Homer Simpson. Quella per sedersi. Consiglio pratico n. 2: fare da subito la ginnastica apposita per il perineo, per recuperare il tono muscolare (qui in Svezia le ostetriche ti fanno una testa così con 'sti benedetti knipövningar, e a buona ragione).
Nota folcloristica: nelle farmacie svedesi vendono delle meravigliose palline, per aiutare con la suddetta ginnastica, che nel Belpaese si trovano invece nei sex shops.  
Allattare? Altro argomento da rivista patinata. Tutti ti assicurano che se attacchi bene il bambino non avrai le ragadi e al massimo farà "un po' male" all'inizio. Palle, io sono la prova vivente del contrario (qui si inserirebbe parentesi tecnica sui diversi tipi di cremine, conchiglie, paracapezzoli ed il girare tette all'aria per far guarire le escoriazioni). Ah sì, la montata lattea fa male e ti viene pure la febbre. Se ci aggiungi il calo ormonale sei uno straccio. Uno straccio che non dorme mai più di 3 ore di fila. OK, questa è una situazione un pelino sfortunata, può andare anche meglio. Ma se non va meglio viene da chiedersi se allattare al seno valga tutta la fatica. Per conto mio sì, superate le difficoltà iniziali, con il piccolo guerrieri, allattare è stato stupendo - e anche meglio con la seconda, visto che ormai sapevo già tutto. Ma c'è una cosa da tenere presente: se si decide di allattare al seno, i primi giorni la divisione dei compiti dev'essere: la mamma ad allattare e a dormire, il papà o aiuti vari tutto il resto. Lo so che è dura, padri, ma il vero guerriero si vede quando infuria la battaglia! Nonni, zii, amici che danno una mano sono caldamente benvenuti, purché si astengano dal dare consigli sull'allattamento.
Bambino che ciuccia, che non ciuccia, che piange e non si sa perché, latte che non arriva, ingorghi e infiammazioni. Dopo i pupi nuovi, tra me e Silvia si voleva mettere in piedi un servizio di consulenza per l'allattamento, le abbiamo passate proprio tutte! Consiglio pratico numero 3: qui in Svezia ci sono gli ambulatori per l'allattamento. In Italia ci sono i consultori familiari (almeno, spero che ci siano ancora, il mio funzionava benissimo!). Rivolgersi a questi servizi può aiutare a risolvere molti dubbi e paure. Consiglio pratico numero 4: il biberon non è il demonio! Sull'allattamento al seno c'è molta retorica, ma se qualcosa non va, è meglio una mamma serena ed un bimbo sazio col bibe, che una mamma disfatta e un bimbo affamato col seno. Io ho apprezzato molto l'atteggiamento delle consulenti per l'allattamento qui a Norrköping, quando ho accompagnato una mia amica che aveva avuto diversi problemi seri ma ci teneva ad allattare e loro, constatato che il bimbo si attaccava ogni ora ma latte non ne veniva, le hanno spiegato chiaramente che poteva sì continuare a provare, ma sarebbe stato faticoso, e visto che era già esausta forse le conveniva passare al bibe (risultato: in una settimana madre e figlio sono rinati).
Baby blues. Che nome grazioso. In sostanza vuol dire che mordi a vista. O che ti metti a frignare senza apparente motivo. O entrambi contemporaneamente. O che non dormi per due mesi nemmeno quando potresti e hai strani pensieri su quanto fai schifo come persona e come mamma. Ma quello già non è più baby blues e si va verso la famigerata depressione post partum. Che VA curata.
A proposito di sentimenti negativi vorrei dire che, tra tante cose, aiuterebbe anche non sentirsi in dovere di essere al settimo cielo in ogni istante in quanto assurte alla Santa Categoria delle Madri. Perché quel fagottino profumato di latte e dalla pelle tanto dolce e tenera è sì la cosa più bella del mondo, è sì il tuo grande, nuovo amore. Ma è del tutto normale anche rimpiangere la propria vita di prima, ed è assolutamente normale, si scopre, anche non capire il frugoletto, farsi prendere dall'ansia perché non si riesce a calmarlo e odiarlo perché non smette di strillare. Come è del tutto normale e degno di una persona responsabile, chiedere aiuto se non ce la si fa. Io ancora benedico la psicologa del Consultorio che mi aiutò a tirarmi fuori da un vicolo cieco e a riguadagnare la speranza e il sonno, e a non sentirmi una merdina per il fatto che l'istinto materno non mi è nato in quattro e quattr'otto appena espulsa la placenta. E, altro concetto fodamentale, che alcuni bambini sono di per sé più nervosi e irascibili, non importa cosa fa la madre. E così anche una madre, o un padre, non smette di essere un individuo con tutti i suoi limiti e conflitti interiori, solo perché ha assolto alla propria funzione biologica. Quindi sentirsi in colpa è fuori luogo.

Bene, era l'una di notte, il caffè nero era finito e così anche la chiacchierata, durante la quale avrò detto forse la metà di quanto scritto qui, e nulla che la futura mamma non avesse chiesto. Il viso della mia collega riluceva di gioia.  Non si aspettava di certo una strada in discesa, nemmeno prima. Si stava attrezzando, e la sua forza cresceva in parallelo con la sua pancia. Io la guardavo, e vedevo una donna matura e un amore responsabile. E pensavo: questo bimbo è fortunato.